Etero
Rapporti eterosessuali di uomini e donne con l'altro sesso
Il genere Etero raccoglie i racconti erotici che trattano di rapporti eterosessuali. Tutte le storie trattano di persone che hanno un'attrazione, e quindi la preferenza sessuale, verso individui dell'altro sesso. È il genere più "classico" della narrativa per adulti. In questa categoria troverete i racconti erotici nell’accezione più convenzionale del termine.
11.2K racconti erotici del genere etero e sono stati letti 56M volte.
Ritorno ai ricordi dei miei trent'anni.Il mattino dopo fui da Isabella alla stessa ora e notai dall'espressione nata sul suo viso, che era eccitatissima, inatti mi disse di non farla attendere di più ed allora la presi per i fianchi, la feci stendersi sulle mie ginocchio, le alzai la vetsaglied abbassai le mutandine che notai erano già intrise di umori vaginali. Iniziai subito con la sculacciata che si concluse dopo cinquanta colpi: lei piangeva di dolore ma intanto mi ritrovai con i pantaloni intrisi di umori di figa. Le infilai l'I... tempo di lettura 4 minscritto il2026-03-28di
Battocchiolo.Club - Prima ParteLa porta del club si richiude alle mie spalle con un suono ovattato, quasi rispettoso. Per un attimo resto immobile, lasciando che gli occhi si abituino alla luce soffusa, calda, dorata. L’aria ha un profumo denso, qualcosa tra il legno, il cuoio e un accenno di profumo femminile che resta sospeso, come una promessa. Mi passo una mano tra i capelli, cercando di mascherare quell’agitazione sottile che mi scorre sotto la pelle. Non è la prima volta che entro in un posto del genere… ma stasera è d... tempo di lettura 16 minscritto il
2026-03-28di
StemmyL'ex alunno - Parte 2Dopo che Mirko andò via, rimasi a letto ancora per un po’. Non scopavo da vent’anni e l’avevo appena fatto con un ragazzo che avrebbe potuto essere mio nipote. Se quella mattina mi avessero detto che la mia giornata avrebbe avuto una svolta del genere, non ci avrei creduto. Alla fine mi alzai e andai a fare una doccia, anche se quasi mi dispiaceva lavare mia il suo odore e, soprattutto, quello che aveva lasciato dentro di me. Finita la doccia, mi misi seduta sul divano a controllare il cellular... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-03-28di
NotYourUsualWriterRitorno ai ricordi dei miei trent'anni!Avevo trent'anni e lavoravo in una clinica privata come infermiere, quindi ero sempre in contatto con pazienti di sesso femminile; donne anche mature e inoltre ragazze, ragazzine e, vuoi che dovevo praticare iniezioni e clistere tutti i giorni, mi trovavo difronte a culi cadenti, sì, ma mi capitavano anche quelli giovani, sodi, paffutelli, magrolini o gran culoni...ragazzi che goduria per i miei occhi! Ero così condizionato dal potere toccare, palpare bei culi, che anche quando non ero in serviz... tempo di lettura 4 minscritto il
2026-03-27di
Battocchiolo.Claudie - Il mio unico errore dell'estateLa aveva guardata da lontano per tutta la festa. Era estate, quella sera l’appartamento con terrazza era pieno di amici di amici. Claudie era una piccolina coi capelli rossi, sedeva in cucina accanto all’amica che l’aveva invitata. Per la festa si era messa un vestito lungo nero. Era estate, non ci aveva pensato molto, ma le sue forme generose, tette abbondanti e la sua pelle pallida arrossata dal sole si intravedevano bene sotto il vestito. Lui aveva preso a guardarla mentre parlava con un altr... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-03-27di
OPHELIOL'ex alunno - Parte 1Mi chiamo Maria Grazia, ho 70 anni e sono un’ex professoressa di italiano di un istituto tecnico. Ho avuto una vita abbastanza monotona, figlia unica e mai stata sposata. Dopo aver ottenuto la cattedra di insegnante, ho continuato comunque a vivere con i miei genitori pensando che, prima o poi, mi sarei sposata e sarei andata via. Purtroppo (o per fortuna, visto quello che vi racconterò) non è mai successo e così sono rimasta “intrappolata” a casa e, col passare degli anni, ho finito per divent... tempo di lettura 9 minscritto il
2026-03-27di
NotYourUsualWriterCroce e deliziaCROCE E DELIZIA Le 17 passate ed ancora non si e' vista...la giornata e' perfetta , calda e luminosa come deve esserlo a primavera inoltrata. Continuo ad ingannare il tempo sistemando cespugli , fiori e arbusti di questo angolo di giardino, cosi' compatto, chiuso accogliente e lontano da ogni sguardo... qui a casa mia , appena fuori citta' ma come se fosse aperta campagna. Il divanetto da giardino che ho piazzato qui e' l'ideale in questa cornice, ma manca solo...... Eccola! Gambe lunghe a... tempo di lettura 8 minscritto il
2026-03-27di
Satiro74Il Bacio Che Cambia L’amicizia Eravamo sul divano di casa mia, la luce calda della lampada che avvolgeva la stanza in un’atmosfera intima. Valeria sedeva accanto a me con quel vestito beige leggero che le scivolava morbido sulle cosce. Portava gli occhiali, i capelli neri ricci le incorniciavano il viso rotondo e dolce, più affinato ora che era dimagrita. Era sempre stata in forma, ma quel leggero arrotondamento che aveva prima la rendeva ancora più calda ai miei occhi. Parlavamo piano, ridendo di sciocchezze, quando le nostr... tempo di lettura 3 minscritto il
2026-03-26di
PannyIl casolareNel casolare ci viveva la mia numerosa famiglia, a parte dei miei genitori c’eravamo noi figli: quattro maschi e tre femmine. Noi maschi e femmine dormivamo in due diversi locali su brandine con materassi ripieni di foglie e fieno, in un altro locale dormivano su materassi ripieni di crine di cavallo e lana i genitori. Tutti questi locali erano l’uno vicino all’altro, senza porte. Si sentiva quasi il respiro di noi tutti; infatti quando mio padre faceva sesso con la mamma sentivamo i lamenti di... tempo di lettura 8 minscritto il
2026-03-25di
Bastino9Uno strano giocoRientrati in casa, lei sta andando verso la camera. La fermo e la guardo negli occhi: “Erica, devo dirti una cosa importante …” “Oh Dio, ecco … se è una cosa brutta, ti prego, non adesso, non rovinare una serata così bella e poi sono già triste di mio perché chissà quando rivedrò Sofia.” Sorrido, le prendo il viso tra le mani: “Ti amo … sì, ho scoperto di amarti e di voler stare sempre con te, se lo vorrai.” Le scende una lacrima, mi abbraccia e aggiunge: “Finalmente, amore mio, avevo tant... tempo di lettura 2 minscritto il
2026-03-24di
OX66Maria in Grecia Ad Arcavacata, quella domenica di ottobre, l'autunno non arrivava: moriva direttamente addosso alla Statale 107, lasciando un odore di foglie marce e fumo di castagne. Maria stava sulla veranda della locanda, avvolta in una vestaglia di seta che aveva visto troppe albe e troppe battaglie. Fumava una sigaretta amara, di quelle senza filtro che ti grattano la gola, osservando Franco che la guardava come se lei fosse uno specchio rotto, capace solo di riflettere i cocci di un matrimonio fatto di s... tempo di lettura 5 minscritto il
2026-03-21di
Maria S. FansHappy birthday to youMi osservo un’ultima volta nello specchio del bagno, per rifinire il trucco leggero, controllando che il mascara non si sia rappreso in grumi sulle ciglia. I capelli, lunghi e vaporosi, mi ricadono in tenui onde ai lati del viso, con ciocche sulla fronte che io riporto all’indietro. Ho labbra piene e morbide, con il contorno ben delineato da una matita color mattone, e occhi come braci accese, inquieti, impazienti. Nel salotto il set fotografico improvvisato è già pronto: persiane semiaperte ... tempo di lettura 11 minscritto il
2026-03-21di
Claudia.PRMaria moglie infedele L'aria nello studio del Dottor Borelli è ferma, satura dell'odore di disinfettante e carta gommata, un contrasto asettico con il calore che Maria si porta dentro. È una mattina di metà settimana ad Arcavacata, ma per Maria è solo un altro turno di lavoro. Fuori, appostato in una vecchia utilitaria grigia, Mister T tiene l'obiettivo della reflex puntato sulla finestra al secondo piano. È un uomo d'ombra, incaricato da Franco di documentare lo sfacelo di un matrimonio che non è più nemmeno un ri... tempo di lettura 3 minscritto il
2026-03-20di
Maria S. FansMaria la locandiera Agli inizi degli anni 2000, Arcavacata è un crocevia di asfalto rovente e colline che trasudano umidità. La locanda di Maria non è solo un posto dove mangiare un piatto di pasta e ceci; è il centro gravitazionale di ogni appetito della zona. Maria, con le sue forme esplosive che mettono a dura prova i bottoni del grembiule, regna sovrana in attesa di un Franco che sembra essersi perso tra i nebbioni del Nord o in qualche affare poco chiaro. Ma Maria non è donna da consumarsi nell'attesa. La su... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-03-20di
Maria S. FansMaria a LondraLondra non è Arcavacata. Qui l'aria profuma di pioggia, asfalto bagnato e un’eleganza fredda che Maria sente come una sfida. È in vacanza con Franco, ma il grigiore della City non riesce a spegnere il fuoco che si porta dentro, quella fame di manodopera pesante che le pulsa nelle vene fin da quando ha lasciato la Statale. Mentre cammina lungo South Bank, tra i turisti e il vento che le sferza il viso, Maria sente un brivido che non è dovuto al freddo. Lo ha notato fin da Piccadilly Circus: un ... tempo di lettura 3 minscritto il
2026-03-20di
Maria S. FansCineclubDa anni frequentavo quel cineclub in Prati, un vecchio cinema d’essai che alcuni conoscenti avevano rilevato dopo il fallimento e nel quale proiettavano una selezionata serie di pellicole. Ogni giovedì, uscito dal lavoro, mi ci recavo e dopo aver visto il film, m’intrattenevo coi gestori mangiando qualcosa in trattoria, tirando le ore piccole. Nel tempo ero stato coinvolto nelle scelte delle pellicole da proiettare e d’appassionato cinefilo, non mi ero sottratto a questa responsabilità. Nelle ... tempo di lettura 6 minscritto il
2026-03-20di
solounnumeroLascio qui uno specchio, fatene buon uso.Da qualche mese mi era stato assegnato il ruolo di coach nel centro di beach volley della città. Gli allenamenti si svolgevano la sera e il gruppo che seguivo era composto da otto donne, due giovanissime e sei mie coetanee, ovvero sulla quarantina. Persone che, uscite dal lavoro, volevano staccare un po’, approcciando a livello molto amatoriale, uno sport poco impegnativo. Tenevo un atteggiamento distaccato perché era il mio primo incarico e ci tenevo a non creare dinamiche sospette, tuttavia, ... tempo di lettura 9 minscritto il
2026-03-20di
thomas andersenTi faccio venire nella tua boccaValentina era una vera e propria maiala. Ci eravamo incontrati diverse volte anche se veloci, non avevamo mai avuto modo di stare insieme più di venti minuti. Quando la incotravi, un un attimo fugace mi segava il cazzo mentre io le sgrillettavo la figa. Ma era tutto veramente fugace, tutto frugandoci dentro i pantaloni. Quando venivamo mugolavamo intensamente, senza poter urlare come avremo voluto....o meglio avrei voluto! Avrei voluto quanto meno ricevere una sega, liberando il cazzo e magari ... tempo di lettura 1 minscritto il
2026-03-20di
wolffenrisQuarantaquattroAlla data di pubblicazione di questo racconto 44 sono state le donne che ho avuto, escludendo tutte coloro delle quali temo di non conoscere il vero nome, un’altra decina, perché incontrate su siti scambisti e libertini. Inizio dalla mia ultima avventura. Potete scrivermi nei commenti che mi fanno piacere e su bravuomo2025@libero.it —— Dal 2021 Francesca ha aperto il suo negozio di parrucchiera per sole donne a livello strada del mio palazzo. Passando davanti alla vetrina in apertura quattro... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-03-20di
BravuomoJoe , Lara I corpi sono avvinghiati in un piacere immenso.Lara,25 anni, è una meraviglia di ragazza, è nel letto con Joe 65 anni.A lei piace farsi scopare da uomini maturi,dona piacere con tutti.Joe:sei una gran bella porcona,mi fai sempre tirare l' uccello,dai tesoro allarga le gambe, senti come entra tutto bene dentro la figa,ohhh siii così,i tuoi umori mi piacciono.Lara è alla missionaria:dai scopami come vuoi insultami dammi della troia.Lui: t'ho prendi vacca,sei una puttana,bagascia.Lei ad ogni colpo ... tempo di lettura 2 minscritto il
2026-03-20di
Maiale El drito” & RioOrnella detta Nella, Raffaella soprannominata Raffa e poi Rosalinda detta Linda, vivono nella stessa via in stabili contigui, hanno frequentato le stesse scuole fin dalle primarie e adesso sono iscritte alla stessa facoltà. Formano un cerchio nel quale non è facile entrare ma questo non significa che vivono come monadi, partecipano invece attivamente alla vita sociale. Ognuna di loro ha la sua personalità, Nella è una moretta altina dagli occhi vivaci e labbra carnose, con una coscia lunga, cara... tempo di lettura 10 minscritto il
2026-03-19di
Bastino9Il doposcuola - capitolo 1Era la terza volta che gli spiegavo le cause della Prima Guerra Mondiale, e per la terza volta il suo sguardo era perso nel vuoto. O meglio, non proprio nel vuoto. Sospirai, passandomi una mano sul viso. Ero letteralmente disperata. Matteo, diciott'anni appena compiuti, era un caso perso. Alto, con le spalle ancora strette di chi sta finendo di crescere e una zazzera di capelli castani da piccolo nerd, se ne stava sprofondato nella sedia con una pigrizia che rasentava l'arte. Non era maleducato,... tempo di lettura 13 minscritto il
2026-03-19di
ilee06Le passanti Il bar si chiamava “Le Passanti”, ironia del destino, o forse era solo la sua mente che lo ribattezzava mentre la voce roca di Georges Brassens usciva dagli altoparlanti nascosti, lenta, struggente, come una carezza proibita. Les passantes, celles qu’on voit un instant… Lui era lì da un’ora, whisky invecchiato che bruciava in gola, occhi fissi sul bicchiere come se potesse leggervi il futuro. Il locale era quasi vuoto: solo il barista che lucidava bicchieri in silenzio e qualche ombra in fondo ... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-03-18di
Serena RossiL'aperitivoIl caffè era amaro, proprio come il retrogusto della giornata. Marco sedeva al tavolino del bar, la tazzina vuota tra le dita, lo sguardo perso nel vuoto oltre la vetrina. Quarant’anni, e a volte si sentiva ancora come un adolescente in attesa di un segnale. La porta del locale si aprì con un tintinnio di campanelli, ma lui non alzò subito lo sguardo. Lo fece solo quando sentì un’ombra fermarsi accanto al suo tavolo. “Desidera altro?” La voce era giovane, un po’ timida. Lui sollevò gli occhi. ... tempo di lettura 8 minscritto il
2026-03-18di
Mauro Virgilio MaroneIl rientro dal lavoroLa porta si chiuse con un tonfo sordo, l’eco della giornata che si spezzava finalmente. Il peso della stanchezza era fisico, un fardello che si depositava sulle spalle e nella mente. Marco lasciò cadere la borsa sul pavimento, il corpo che cedette alla morbidezza del divano. Un respiro lungo, profondo. Gli occhi si chiusevano per un attimo, il mondo si riduceva al silenzio ovattato del suo appartamento, al buio che cominciava a filtrare dalle finestre. Non sentì i suoi passi. Li percepì, come u... tempo di lettura 7 minscritto il
2026-03-18di
Mauro Virgilio Marone