Domestica ai miei piedi 2

di
genere
feticismo

Mi è stata chiesta una parte 2 del racconto, che in realtà come vi avevo scritto è la descrizione di un fatto davvero avvenuto (provoco la mia domestica con i miei piedi e lei finalmente me li massaggia). Questa parte 2 però posso scriverla perché ho delle novità davvero interessanti (non ci ho fatto sesso o altro, è troppo presto, ma qualcosa è avvenuto). La mia domestica è una donna di mezza età sulla cinquantina e passa credo, bassa, mora, tonica e formosa. Io sono un ragazzo di 23 anni, alto, moro, mediterraneo, romano (dell’Infernetto), vivo in una villa e frequento uni, tanto che per seguire le lezioni non avevo mai avuto il piacere fino a qualche giorno fa di incontrare questa signora di nome Marina. Ieri decisi di rimanere a casa, avevo voglia di fare qualcosa visto che non faccio nulla da tempo e l’occasione di sfruttare casa libera con la domestica a portata di mano mi allettava molto. Marina arrivò a casa per le 8, sentii dalla mia camera al piano superiore il rumore del portone. Decisi di scendere, mi misi una canotta nera, i pantaloni della tuta lunghi grigi e scesi in infradito nere. Marina mi salutò con simpatia e io le chiesi se volesse un caffè rispondendomi di sì. Andò a cambiarsi e mi raggiunse poco dopo in cucina con un vestito comodo e bianco che le arrivava alle ginocchia e in infradito rosa. Le feci il caffè e chiacchierammo un po’, mi chiese come mai fossi rimasto a casa e le spiegai ci fosse sciopero dei mezzi in centro (cosa non vera), lei mi chiese se potesse iniziare dal salone e dalla cucina così se avessi voluto tornare in camera a dormire non mi avrebbe dato fastidio. Le dissi che sarei andato a mettermi sul divano, mi sdraiai, mi sfilai le infradito, misi i miei piedi 44 e mezzo sopra il tavolino sperando arrivasse il prima possibile per farmeli massaggiare di nuovo con una scusa. La volta precedente simulai un crampo, stavolta la avrei provocata in qualche modo con qualche battutina. Mi raggiunse in salone dopo una ventina di minuti a pulire la cucina, si avvicinò e iniziò a chiacchierare con me, chiedendomi cose sull’università, sulla mia vita privata. Le raccontai fossi single da anni, volessi fare esperienze nuove, uni tutto bene e le chiesi un po’ di lei. Mi disse che veniva da un paesino vicino Bucarest, che fosse separata senza figli. Mi raccontò dei problemi che ebbe col marito in Romania e che al momento viveva in una casa con una signora polacca a Ostia. Mentre parlava muovevo e rimuovevo i miei piedi, tanto che mentre spolverava mi chiese se mi facessero ancora male. Le sorrisi maliziosamente e le chiesi se non volesse farmi un altro massaggio, magari le era piaciuto farmelo come a me riceverlo. Lei si avvicinò guardandomi a sua volta con aria di sfida e mi disse “sei proprio un pigrone per la tua età”, mi prese i piedi con le sue mani, alzai le gambe e premette i suoi palmi contro le mie piante, intrecciando le dita delle sue mani a quelle dei miei piedi. Iniziò a fare pressione, cosa che mi diede grande sollievo, mi chiese di spingere i piedi contro di lei mentre con le dita delle sua mani stringeva le dita dei miei piedi. La cosa mi eccitò un sacco, notai di aver il cazzo abbastanza entusiasta. Poi passò a massaggiarmi le piante e iniziai a sospirare dal piacere. Mi disse che avevo dei piedi davvero grandi ma molto belli e curati, senza calli e molto lisci e morbidi. Le risposi di non averci mai fatto caso e aggiungi guardandole i piedi che lei li avesse molto carini seppur molto piccolini rispetto ai miei. Finì di farmi il massaggio e misi i piedi a terra, continuando a guardarle i piedi. Avvicinai i miei piedi ai suoi e li confrontammo, mi disse di avere un 37 continuando a dirmi stupita quanto fossero grandi i miei. Ne approfittai per strusciarmi i miei piedi ai suoi, le chiesi confrontare anche le piante e poi le chiesi se non volesse anche lei un massaggio. Mi disse di lasciar perdere, ma insistetti dicendole di sedersi e di darmi i piedi. Iniziai a massaggiarglieli, mettendomi in ginocchio, feci la stessa cosa che lei fece a me, guardandola negli occhi. Mi disse che avessi le mani grandi come i suoi piedi, confrontai e poi mi misi d’istinto un suo piede in faccia, dicendo fosse più piccolo anche della mia testa. Glielo odorai e lei lo ritrasse d’istinto, le chiesi se avesse qualche problema e mi disse di no, soltanto non se lo aspettava. La guardai fisso negli occhi, ripresi il suo piede e lo odorai di nuovo, dicendole avesse un odore davvero intrigante, per poi iniziare a baciarglielo. Rimase un po’ di stucco ma nel frattempo iniziai proprio a leccarglielo, presi anche l’altro e feci la stessa cosa. Poi mi alzai, mi sedetti vicino a lei strusciando i miei piedi ai suoi. Lei si alzò e mi si mise davanti, lei in piedi e io seduto. Ci cercammo d’istinto entrambi le mani, incrociammo le dita delle nostre mani e rimanemmo a guardarci stringendoci forte le mani. Poi si staccò e si piego iniziandomi a leccare i piedi, mi fece godere anche se la cosa durò pochissimo perché ci interruppe una chiamata a casa. Non ci parlammo più quella giornata, evidentemente lei perché in imbarazzo e in difficoltà, io perché non volevo essere petulante e insistente, effettivamente mi bastava quel poco che era accaduto e non mi andava di rovinarlo cercandoci altro. La prossima volta però tenterò di farci altro, la passione l’ho avvertita tra noi e non voglio lasciarmi scappare questa opportunità. Donna matura e ragazzo è il sogno erotico di tutti gli uomini no?
scritto il
2025-03-28
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