Lo zio di Sabina

di
genere
incesti

Senza saperlo ho condiviso Sabina dal primo giorno.
Ci siamo conosciuti quattro anni nel classico incontro doppia coppia. Carlo aveva a cena un'amica di sua moglie e aveva invitano anche me, 'Altrimenti solo con quelle due mi rompo.'
Sinceramente non mi fidavo, temevo fosse solo un tranello di Martina che voleva mettermi con una sua vecchia amica. Martina, la compagna di Carlo, è una rompicazzo esagerata, lo fa per missione, deve assolutamente ficcare il naso e organizzare la vita degli altri. Carlo e Martina sono carissimi amici ma sono troppo irregimentati, vivono in parrocchia, fanno animazione e doposcuola all'oratorio e in caritas, organizzano gruppi di volontariato o di preghiera, insomma potevo ben immaginarmi com'era l'amica di Martina.
La vecchia amica aveva ventisei anni ed era Sabina. É stata intesa immediata. Fuori, al buio nel parcheggio, le ho passato il cellulare, 'Mi dai il numero? Così non devo chiederlo a Martina.'
Ha riso, abbiamo scherzato su Martina, mi ha scritto il numero e, come sempre si è pentita. 'Okay, sentiamoci, ma sono sempre presa.'
Mi son cadute le palle. 'Scusa, non volevo essere invadente, Martina m'ha detto che non avevi nessuno.' Ho detto da coglione.
'Martina è un'amica meravigliosa, è buona e intelligente, ma non capisce una minchia!'
'Oh cazzo!'
Sabina s'è messa la mano davanti alla bocca spalancata ed è scoppiata a ridere. L'ho abbracciata. Non s'è ritratta.
'Ho voglia di sentirti, chiama quando vuoi, ma ho dei casini in questo periodo, tutto qui.'
'Li abbiamo tutti, non stressarti.'
Mi ha fissato negli occhi come per capire chi ero. 'Forse hai ragione.' Si è staccata. 'Scusami, è tardi, mio zio si preoccupa sempre, devo chiamarlo.'
Cazzo chiamava lo zio? Sapevo che viveva con la madre divorziata, forse c'era in casa anche uno zio. S'è allontanata di qualche passo nel buio. 'Vengo via adesso... è stata una bella serata... sì... sì... no, la strada è facile, non preoccuparti... sì, poi ti racconto... come vuoi, va bene... ciao.'
Ha cacciato il cellulare nella borsetta ed è ritornata da me guardandosi attorno. Eravamo nel piccolo parcheggio sotto la collina a cinquanta metri dalla provinciale. 'Scusa ma devo proprio andare? Ce l'hai duro?'
Ovviamente non ho capito cosa cazzo mi avesse chiesto. Mi ha spinto dietro una siepe. Bacio in bocca e mano sul cazzo. 'Mi piaci, Mirko, ma stasera non posso proprio.'
Ho cercato di dirle qualcosa ma era già accovacciata col mio cazzo in bocca. Tirava succhioni incredibili mentre me lo segava a due mani, un pompino disperato che mi ha spaventato. E imbarazzato. Fingevo d'essere preoccupato che potessero vederci, invece ero preoccupato del mio uccello. Cazzo, non me lo sono goduto come avrei dovuto.
Ho cercato di spingerla indietro, 'Vengo.' Invece lei ha mollato il cazzo per ancorarsi con entrambe le mani alle mie natiche ed è rimasta in attesa col glande chiuso tra le labbra come in un bacio. Io ho sempre sborrato molto e quella è stata certamente una sborrata record che ho sentito risalirmi lungo il cazzo cianotico ma che lei s'è presa tranquillamente, schizzata dopo schizzata inghiottendo. Ha atteso pazientemente l'ultima, uno sputo senza forza che ha risucchiato.
S'è rialzata, me l'ha rimesso nei pantaloni guardandomi negli occhi. L'ho sentita asciugarsi le mani sul lembo della mia camicia. 'Sono troppo porca per te?'
Ero innamorato perso, felice come uno a cui hanno appena fatto un superpompino con ingoio dietro la siepe. L'ho buttata sul ridere: 'Scherzi? Sono abituato.'
Evviva, ha riso e mi ha dato un bacetto. È salita sulla sua Golf e prima di chiudere: 'Non voglio prenderti in giro, ma chiamami se vuoi che ci vediamo ogni tanto.'

Il suo ogni tanto è diventato subito sempre.
Stavamo bene insieme, nove anni di differenza non contavano nulla. Stessi interessi, stesse passioni; aria aperta, sport, musica, cinema, concerti e anche teatro. Nei weekend si trasferiva nel mio appartamentino semi arredato, ha conosciuto i miei e non mi faceva problemi ad uscire con i miei noiosi amici. Piaceva a tutti, la trovavano dolcissima e mia madre s'è subito innamorata di lei e mi ha ordinato di non farmela scappare. Non potevano certo immaginarsi che a letto Sabina bestemmia di metterglielo in culo.
È fatta così, è bipolare, è la classica ragazza acqua sapone, timida e riservata, anche con le amiche, che in camera si trasforma in una cagna assatanata, disinibita come non mai, capace di tutto. Non lo fa per finzione, mentre ascolta mia madre è realmente dolce e paziente, non la prende in giro.
Naturalmente avevo capito che Sabina aveva avuto esperienze davvero forti prima di me. La prima trasgressione tra noi due è stata una sera al mare, durante la nostra prima vacanza. Ha fatto tutto lei: ha giocato ad eccitarmi flirtando con uno nella disco in spiaggia. 'Aspettami in auto.', m'ha detto ed è sparita. Dopo quindici minuti era dietro i cespugli d'oleandro a dieci metri dalla mia auto. Pompino e sveltina a novanta, ho schizzato in mano.
E poi c'era la storia dello zio misterioso di cui non voleva dirmi nulla e faceva bene perché quando me l'ha raccontato mi ha scioccato. È stato in una gitarella in montagna, avevamo ormai deciso di vivere insieme e lei doveva dirmelo. Si capiva che si era preparata il discorso.
'Senti Mirko, lasciami parlare, devo dirti una cosa difficile e non voglio che tu mi fraintenda. E non devi incazzarti! Promettimelo... Io ho un altro, aspetta! Non è come credi, ascolta. Non siamo innamorati, è diverso, lo posso lasciare quando voglio, lui sa di te, è contento, dice che sei quello giusto, insomma non mi crea problemi, ma io dopo tanto tempo non voglio lasciarlo, non siamo innamorati, giochiamo soltanto... a te va bene lo stesso?'
'Va bene cosa? Chi è?'
'Hai detto che non t'incazzavi.'
'Okay. Chi è?'
'Lucio, mio zio... non è proprio mio zio, aveva spostato la sorella di mia madre, ora sono divorziati.'
Cazzo, non riuscivo a parlare.
'Non so come dirtelo, sembra una roba scema, io in pratica sono... no lui è stato il mio master.'
'Un master'!!!'
'Ecco, lo sapevo, non puoi capirmi! Lo zio è meraviglioso, mi vuole bene e non mi ha mai fatto nulla di male e, credimi, non mi ha mai assolutamente costretta. Anzi, mi lascia totalmente libera, sono io che...'
'Da quanto tempo siete...'
'Boh, non saprei, prima erano solo stupidatine da ragazza, mi lasciavo toccare e... beh hai capito. Ma ti giuro, con lui è solo gioco.'
'E cosa ti fa?'
Ha sorriso maliziosa, eravamo seduti di fronte ad un laghetto, mi ha messo la mano tra le gambe. 'Sei già eccitato ahah. Lo zio è uno con la testa sulle spalle, fidati, sa cosa fa, è la sua passione ma non è un perverso, conosce mille modi per dare piacere. Si, ecco, lo zio lo fa solo per dare piacere... ha altre donne, nello scantinato ha una 'palestra' attrezzata.'
'Attrezzata?'
Ride. 'Ahaha, lo zio mi aveva detto che avresti voluto sapere tutto. Ma me lo ha proibito, non posso dirti altro.'
'Ma sabina, io non... non mi pare giusto, io...'
'Se vuoi ci aspetta stasera a cena e lo puoi conoscere.'
'Stasera?'
'Possiamo partire alle cinque ed andare direttamente a casa sua. Ti va?'
'Non so.'
'Pensaci.'
Ci ho pensato mentre mi faceva un pompino dei suoi.
'La prima volta, quella sera che ci siamo conosciuti, tu sei corsa da lui vero?'
Ha sollevato la testa dal cazzo. 'Stasera lo conosci.'
scritto il
2025-04-02
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