Incredibile fase della vita
di
tremo
genere
incesti
Purtroppo ho la fobia delle feste e della confusione in generale, un problema che ho avuto da piccolo, forse dovuto ad una certa timidezza. Riuscivo a dialogare con alcuni compagni, mai in gruppo però, solo singolarmente, non ero introverso, il gruppo lo evitavo. Mamma, che soprattutto seguiva la mia crescita mi spronava ad aprirmi, per papà era normalità, avrei risolto il problema spontaneamente. Purtroppo non è stato così, anzi se si può dire peggioravo, mamma era sempre preoccupatissima perché evitavo la compagnia, stavo sempre solo chiuso in casa. Lei faceva la sarta, molto spesso a casa nostra veniva una ragazza, Cristina, mia coetanea che aveva la passione del cucito, voleva imparare da mamma. A forza di vederla abbiamo iniziato a dialogare.
Mamma era felice, finalmente parlavo con una ragazza. Sapendo, oppure credendo di fare il mio bene, mamma faceva stare molto spesso Cristina con noi, mancava poco che ci dormisse.
La storia, sempre sotto la regia di mamma, ha portato al matrimonio con Cristina, erano
passati diversi anni, lavoravo, lei era molto brava, la vita sessuale proseguiva nel
migliore dei modi, per lei ero il primo uomo, come lei per me era la prima donna.
Avevamo affittato un mini appartamento per stare soli, ci riuscivamo solo la notte, di giorno vivevamo a casa di mamma e papà. Cristina per mamma era un angelo caduto
dal cielo, per me ancora di più, mentre papà che non ha mai dimostrato entusiasmo per questa situazione, col tempo si è adeguato. Non poteva che farci piacere. Non era trascorso neanche un anno, ed una sera rientrando dal lavoro, ho visto papà e Cristina parlare sottovoce con atteggiamento furtivo. Sinceramente non mi sono posto il problema, però l'atteggiamento di Cristina nelle nostre scopate non era più come i primi giorni. Le chiedevo i motivi, lei rispondeva evasivamente cambiando discorso. Mi sono confidato con mamma, il mio punto di riferimento ed anche lei ha evitato di proseguire nel discorso, è stata proprio lei a scoprire papà e Cristina nella nostra casa a scopare. Soluzione logica due separazioni contemporanee. Ci è crollato il mondo addosso, mamma stravolta dal comportamento di papà di cui era innamoratissima, delusa da Cristina che ormai la chiamava puttana. Io ancora peggio, non reagivo a quella scoppola preoccupando oltremodo mamma. Papà è andato a stare a casa di un amico che lo ha ospitato, Cristina è tornata a casa dei suoi genitori che l'hanno accolta solo perché era la figlia, anche loro incazzatissimi. Io e mamma, che assolutamente non avevamo problemi economici siamo rimasti nella nostra casa. Vivevamo una vita irreale cercando di farci forza l'uno con l'altra, di giorno lei lavorava a casa io a qualche chilometro, sembrava che stessimo superando il periodo critico, addirittura cercando di non parlarne più, ci stavamo mettendo alle spalle quella brutta situazione. Con mamma il dialogo era più aperto che mai, riuscivamo a parlare anche di sesso senza ritegno, anzi forse con un linguaggio più delle volte scurrile fino a riderne dopo. Una sera al rientro dal lavoro mamma mi aspettava seduta in cucina. "Tesoro ti stavo aspettando, sto confezionando un capo per una signora, sembra che abbia un difetto che non riesco ad eliminare, siccome ha la stessa corporatura mia, ora la indosso e vedi se noti qualcosa di strano". Siamo andati nella stanza di lavoro, si è spogliata restando in perizoma e reggiseno, cercavo di non guardarla "Che fai ti vergogni"? "No mamma non voglio invadere la tua femminilità" "Che bel complimento, dai guardami tranquillamente, siamo mamma e figlio, ti ho creato, figurati". Con quell'abito mamma mi è parsa trasformata, solitamente la vedevo col
camice da lavoro, con quell'abito addosso era cambiata.
Effettuata la prova, non vedevo difetti, lei ha indossato di nuovo il camice, io sono andato a fare la doccia, dopo mi sono disteso sul letto per riposare, era presto per la cena, ho chiuso gli occhi, folgorato idealmente dall'immagine di mamma così
come l'avevo vista poco prima. Per la prima volta dalla separazione con Cristina il mio
cazzo ha avuto un sussulto. Ho subito cercato di eliminare quella visione, non solo non
ci sono riuscito ma immaginavo anche papà scopare con Cristina. L'erezione è stata istantanea. Ho riaperto gli occhi cercando di calmarmi. Riuscivo a distinguere le fasi, mamma era stata scaltra ad indossare quell'abito, non aveva nessun difetto, era solo una
scusa per mostrarsi in quelle condizioni. Ormai vedevo un film tutto mio, era impossibile
che fosse tutto vero. "E' pronta la cena" Qualcosa stava cambiando, durante la cena, contrariamente alle altre volte, non abbiamo detto una parola, ognuno immerso nei propri
pensieri. Nei giorni successivi abbiamo ripreso i nostri abituali comportamenti, però
c'era un lato oscuro da parte di entrambi, quel modo di parlare che avevamo in precedenza
stava cambiando, spesso incrociavamo i nostri sguardi, a volte restando a fissarci negli
occhi. Poi forse la mente cammina oltre la realtà, questo mi faceva, ci faceva, tornare
con i piedi a terra. Una notte, si una notte non riuscivo a prendere sonno, quell'immagine di mamma in perizoma e reggiseno si è impadronita di me, l'erezione è stata immediata, unica soluzione la sega. Ho sborrato anche l'anima, provando prima
un enorme piacere poi un fortissimo dolore ai testicoli. L'ultima volta che avevo
sborrato era successo con Cristina, una vita fa. Forse la causa del dolore era proprio
quella. La mattina alzandomi dal letto camminavo con difficoltà, sentivo dolore, un dolore difficile da nascondere. Purtroppo ho dovuto dire la verità senza
rivelare la masturbazione. Non c'era altra soluzione, siamo andati dal medico di
famiglia, non riuscivo neanche a guidare, è stata lei a farlo. Ho avvisato il lavoro
che avevo un problema, stranamente quella mattina dal medico non c'erano altri pazienti,
siamo entrati subito. Ho pregato mamma di aspettarmi in sala d'attesa, nulla da fare
era preoccupatissima e purtroppo ho dovuto confessare al medico come stavano le cose.
Intanto il testicolo sinistro si era gonfiato abbastanza, diagnosi orchite, cura antinfiammatori, antidolorifici, ghiaccio e riposo. Siamo tornati a casa, non c'era altro
da fare, disteso sul letto. Da quel momento mamma forse ha creduto che fossi tornato bambino, ha cominciato a curarmi come se avessi cinque anni, ne avevo venticinque mentre
lei ne aveva quarantaquattro, mi scopriva, ero nudo mi metteva la borsa di ghiaccio sui
testicoli, mi spostava il cazzo, ero in difficoltà. "Mamma lasciami fare ci penso io"
"Tesoro se fossimo a parti invertite anche tu mi cureresti senza pensare ad altro, stai
tranquillo che la mamma non ti mangia. Era inutile protestare, era diventata autoritaria.
Già dal terzo giorno stavo meglio, il dolore lo sentivo appena, lei continuava con le
cure, ormai la lasciavo fare. Il quinto giorno, ormai il testicolo era quasi sgonfio, lei
prima di rimettere il ghiaccio ha preso il cazzo con la mano, trattenendolo qualche secondo in più, non c'è stata erezione, comunque non era più flaccido. "Mamma scusa"
"Scusa di che"? "Mamma sono un uomo" "Allora? io sono una donna, sono tua madre, ma sono una donna, è normale che accada questo". Non sapevo come comportarmi, ormai non
protestavo più, la sua presenza sempre più opprimente, relativamente opprimente perché
tra le pieghe volevo che continuasse aspettandomi non so cosa. Rivedevo film irrealizzabili, mi torturavo, possibile che mamma ci stia provando? Se si perché ? Per la
mia o la sua necessità, magari entrambe le cose. lei l'ultima volta è stata con papà, io
con Cristina, è vero è passato tanto tempo, può essere sufficiente questo ad uscire dai binari? Le notti non erano più tranquille, avevo gli incubi, l'inizio era bellissimo, il proseguimento eccitante, la fine tragica, mi svegliavo in un lago di sudore. Maledicevo
mille volte mio padre, neanche Cristina era esente da colpe, in fondo lei una ragazza
è stata facile esca per un provocatore incallito. "Sabato andiamo a cena fuori, mi sono
rotta le palle a cucinare, anzi ci andremo spesso, che senso ha stare sempre chiusi in casa" "Come vuoi mamma sai che mi piace stare a casa, a te non è possibile dire di no".
A cena fuori si, ma il locale era a meno di un chilometro da casa. "Mamma abbiamo preso la macchina per un chilometro" "Avevo altro in programma, comunque dicono che qui si mangia bene". Il cameriere porta il menù, mamma si blocca "Non ti girare, c'è tuo padre
con Cristina". Come fai a non girarti se ci sono due persone a cui avresti sparato, l'ho
guardati con aria di sfida prima ed indifferenza poi. "Mamma andiamo via" "Perché "?
"Stiamo qua li voglio sfidare, avvicinati" "Perché mamma"? "Avvicinati a me cazzo"
Mi ha preso la mano portandosela sul petto "Anche loro sono mano nella mano, stammi
vicino, in questo momento ti vorrei scopare per far vedere a loro di cosa siamo capaci".
"Mamma!!!" "Non parlare, assecondami" Si sposta con la sedia avvicinandosi ancora di
più, mi sfiora le labbra con la sua bocca. Confusione mentale, non capivo più nulla, io
non li vedevo quei due, erano alle mie spalle, erano al lato di mamma distanti forse
una decina di metri. Mamma li vedeva, anzi faceva di tutto per fasi vedere mentre mi sollecitava ad avvicinarla. Ci siamo calmati, ma le effusioni che facevano loro mamma
le faceva uguali su di me. La cena, per modo di dire a me è andata di traverso, non
ho preso quasi niente, mamma no, lei ha gustato tutto, non solo si è bevuta anche due
bicchieri di vino tanto che la macchina per tornare a casa l'ho guidata io. "Amore
per ripagare quegli stronzi con la stessa moneta, cosa dovremmo fare" "Mamma lascia
perdere" "Assolutamente no, se tuo padre si scopa tua moglie tu ti scopi tua madre,
cioè sua moglie" "Mamma ci mettiamo sullo stesso piano, con la differenza che ci
possono fare del male" "Senti ragazzo, intanto non scopiamo davanti a loro, poi
questa è la mia vendetta". Rientrati a casa "Stanotte c'è una novità, dormi nel mio
letto". E' vero che l'avevo vista seminuda, l'avevo immaginata nuda, mi ero eccitato
per lei ma scoparla proprio no. Nei miei ricordi mai una decisione presa da lei non
era andata a buon fine, quindi ormai rassegnato mi sono affidato. Ci siamo
coricati dopo la doccia, io in mutande, lei in mutandine e reggiseno. "Vedi amore,
anche se quasi ubriaca, la decisione di agire in questo modo, l'ho presa la notte
prima della prova dell'abito, dovevo ripagare quei due con la stessa moneta, tu
forse non hai compreso le mie intenzioni ed io non ho forzato, la vendetta è un
piatto che va servito freddo. Ora possiamo anche non riuscire, l'importante è
l'intenzione. Ora togli le mutande e lasciami fare, non aprire bocca se non per
baciarmi" E' rimasta nuda anche lei, un corpo stupendo, la figa depilata con un
piccolo ciuffo, lei ha detto, per devozione, un profumo nuovo che non avevo mai
sentito, ha cominciato a giocare col mio cazzo che ha preso subito forma, poi il
famoso testicolo dell'orchite, ormai guarito, lo ha preso in bocca, poi ha preso
in bocca tutto, cazzo se ci sapeva fare, nulla a che vedere con Cristina, lei una
vera maestra, poi senza dirmi niente è venuta sopra ed il cazzo nella massima
erezione è scivolato nella figa, con un forte gemito da parte sua. "Sborrami
dentro, sono protetta dalla prova dell'abito" Ho collaborato al massimo, siamo
venuti insieme. Due minuti di silenzio, poi "Ora sono soddisfatta, comunque tu non
sei male, tutt'altro, possiamo continuare anche dopo la vendetta" "Mamma ho scopato
tanto con Cristina, tu sei di un altro pianeta" Questo ci autorizza a proseguire,
mi piacerebbe farlo davanti a quei due, è un rischio troppo grande". Proseguiamo!!!
Mamma era felice, finalmente parlavo con una ragazza. Sapendo, oppure credendo di fare il mio bene, mamma faceva stare molto spesso Cristina con noi, mancava poco che ci dormisse.
La storia, sempre sotto la regia di mamma, ha portato al matrimonio con Cristina, erano
passati diversi anni, lavoravo, lei era molto brava, la vita sessuale proseguiva nel
migliore dei modi, per lei ero il primo uomo, come lei per me era la prima donna.
Avevamo affittato un mini appartamento per stare soli, ci riuscivamo solo la notte, di giorno vivevamo a casa di mamma e papà. Cristina per mamma era un angelo caduto
dal cielo, per me ancora di più, mentre papà che non ha mai dimostrato entusiasmo per questa situazione, col tempo si è adeguato. Non poteva che farci piacere. Non era trascorso neanche un anno, ed una sera rientrando dal lavoro, ho visto papà e Cristina parlare sottovoce con atteggiamento furtivo. Sinceramente non mi sono posto il problema, però l'atteggiamento di Cristina nelle nostre scopate non era più come i primi giorni. Le chiedevo i motivi, lei rispondeva evasivamente cambiando discorso. Mi sono confidato con mamma, il mio punto di riferimento ed anche lei ha evitato di proseguire nel discorso, è stata proprio lei a scoprire papà e Cristina nella nostra casa a scopare. Soluzione logica due separazioni contemporanee. Ci è crollato il mondo addosso, mamma stravolta dal comportamento di papà di cui era innamoratissima, delusa da Cristina che ormai la chiamava puttana. Io ancora peggio, non reagivo a quella scoppola preoccupando oltremodo mamma. Papà è andato a stare a casa di un amico che lo ha ospitato, Cristina è tornata a casa dei suoi genitori che l'hanno accolta solo perché era la figlia, anche loro incazzatissimi. Io e mamma, che assolutamente non avevamo problemi economici siamo rimasti nella nostra casa. Vivevamo una vita irreale cercando di farci forza l'uno con l'altra, di giorno lei lavorava a casa io a qualche chilometro, sembrava che stessimo superando il periodo critico, addirittura cercando di non parlarne più, ci stavamo mettendo alle spalle quella brutta situazione. Con mamma il dialogo era più aperto che mai, riuscivamo a parlare anche di sesso senza ritegno, anzi forse con un linguaggio più delle volte scurrile fino a riderne dopo. Una sera al rientro dal lavoro mamma mi aspettava seduta in cucina. "Tesoro ti stavo aspettando, sto confezionando un capo per una signora, sembra che abbia un difetto che non riesco ad eliminare, siccome ha la stessa corporatura mia, ora la indosso e vedi se noti qualcosa di strano". Siamo andati nella stanza di lavoro, si è spogliata restando in perizoma e reggiseno, cercavo di non guardarla "Che fai ti vergogni"? "No mamma non voglio invadere la tua femminilità" "Che bel complimento, dai guardami tranquillamente, siamo mamma e figlio, ti ho creato, figurati". Con quell'abito mamma mi è parsa trasformata, solitamente la vedevo col
camice da lavoro, con quell'abito addosso era cambiata.
Effettuata la prova, non vedevo difetti, lei ha indossato di nuovo il camice, io sono andato a fare la doccia, dopo mi sono disteso sul letto per riposare, era presto per la cena, ho chiuso gli occhi, folgorato idealmente dall'immagine di mamma così
come l'avevo vista poco prima. Per la prima volta dalla separazione con Cristina il mio
cazzo ha avuto un sussulto. Ho subito cercato di eliminare quella visione, non solo non
ci sono riuscito ma immaginavo anche papà scopare con Cristina. L'erezione è stata istantanea. Ho riaperto gli occhi cercando di calmarmi. Riuscivo a distinguere le fasi, mamma era stata scaltra ad indossare quell'abito, non aveva nessun difetto, era solo una
scusa per mostrarsi in quelle condizioni. Ormai vedevo un film tutto mio, era impossibile
che fosse tutto vero. "E' pronta la cena" Qualcosa stava cambiando, durante la cena, contrariamente alle altre volte, non abbiamo detto una parola, ognuno immerso nei propri
pensieri. Nei giorni successivi abbiamo ripreso i nostri abituali comportamenti, però
c'era un lato oscuro da parte di entrambi, quel modo di parlare che avevamo in precedenza
stava cambiando, spesso incrociavamo i nostri sguardi, a volte restando a fissarci negli
occhi. Poi forse la mente cammina oltre la realtà, questo mi faceva, ci faceva, tornare
con i piedi a terra. Una notte, si una notte non riuscivo a prendere sonno, quell'immagine di mamma in perizoma e reggiseno si è impadronita di me, l'erezione è stata immediata, unica soluzione la sega. Ho sborrato anche l'anima, provando prima
un enorme piacere poi un fortissimo dolore ai testicoli. L'ultima volta che avevo
sborrato era successo con Cristina, una vita fa. Forse la causa del dolore era proprio
quella. La mattina alzandomi dal letto camminavo con difficoltà, sentivo dolore, un dolore difficile da nascondere. Purtroppo ho dovuto dire la verità senza
rivelare la masturbazione. Non c'era altra soluzione, siamo andati dal medico di
famiglia, non riuscivo neanche a guidare, è stata lei a farlo. Ho avvisato il lavoro
che avevo un problema, stranamente quella mattina dal medico non c'erano altri pazienti,
siamo entrati subito. Ho pregato mamma di aspettarmi in sala d'attesa, nulla da fare
era preoccupatissima e purtroppo ho dovuto confessare al medico come stavano le cose.
Intanto il testicolo sinistro si era gonfiato abbastanza, diagnosi orchite, cura antinfiammatori, antidolorifici, ghiaccio e riposo. Siamo tornati a casa, non c'era altro
da fare, disteso sul letto. Da quel momento mamma forse ha creduto che fossi tornato bambino, ha cominciato a curarmi come se avessi cinque anni, ne avevo venticinque mentre
lei ne aveva quarantaquattro, mi scopriva, ero nudo mi metteva la borsa di ghiaccio sui
testicoli, mi spostava il cazzo, ero in difficoltà. "Mamma lasciami fare ci penso io"
"Tesoro se fossimo a parti invertite anche tu mi cureresti senza pensare ad altro, stai
tranquillo che la mamma non ti mangia. Era inutile protestare, era diventata autoritaria.
Già dal terzo giorno stavo meglio, il dolore lo sentivo appena, lei continuava con le
cure, ormai la lasciavo fare. Il quinto giorno, ormai il testicolo era quasi sgonfio, lei
prima di rimettere il ghiaccio ha preso il cazzo con la mano, trattenendolo qualche secondo in più, non c'è stata erezione, comunque non era più flaccido. "Mamma scusa"
"Scusa di che"? "Mamma sono un uomo" "Allora? io sono una donna, sono tua madre, ma sono una donna, è normale che accada questo". Non sapevo come comportarmi, ormai non
protestavo più, la sua presenza sempre più opprimente, relativamente opprimente perché
tra le pieghe volevo che continuasse aspettandomi non so cosa. Rivedevo film irrealizzabili, mi torturavo, possibile che mamma ci stia provando? Se si perché ? Per la
mia o la sua necessità, magari entrambe le cose. lei l'ultima volta è stata con papà, io
con Cristina, è vero è passato tanto tempo, può essere sufficiente questo ad uscire dai binari? Le notti non erano più tranquille, avevo gli incubi, l'inizio era bellissimo, il proseguimento eccitante, la fine tragica, mi svegliavo in un lago di sudore. Maledicevo
mille volte mio padre, neanche Cristina era esente da colpe, in fondo lei una ragazza
è stata facile esca per un provocatore incallito. "Sabato andiamo a cena fuori, mi sono
rotta le palle a cucinare, anzi ci andremo spesso, che senso ha stare sempre chiusi in casa" "Come vuoi mamma sai che mi piace stare a casa, a te non è possibile dire di no".
A cena fuori si, ma il locale era a meno di un chilometro da casa. "Mamma abbiamo preso la macchina per un chilometro" "Avevo altro in programma, comunque dicono che qui si mangia bene". Il cameriere porta il menù, mamma si blocca "Non ti girare, c'è tuo padre
con Cristina". Come fai a non girarti se ci sono due persone a cui avresti sparato, l'ho
guardati con aria di sfida prima ed indifferenza poi. "Mamma andiamo via" "Perché "?
"Stiamo qua li voglio sfidare, avvicinati" "Perché mamma"? "Avvicinati a me cazzo"
Mi ha preso la mano portandosela sul petto "Anche loro sono mano nella mano, stammi
vicino, in questo momento ti vorrei scopare per far vedere a loro di cosa siamo capaci".
"Mamma!!!" "Non parlare, assecondami" Si sposta con la sedia avvicinandosi ancora di
più, mi sfiora le labbra con la sua bocca. Confusione mentale, non capivo più nulla, io
non li vedevo quei due, erano alle mie spalle, erano al lato di mamma distanti forse
una decina di metri. Mamma li vedeva, anzi faceva di tutto per fasi vedere mentre mi sollecitava ad avvicinarla. Ci siamo calmati, ma le effusioni che facevano loro mamma
le faceva uguali su di me. La cena, per modo di dire a me è andata di traverso, non
ho preso quasi niente, mamma no, lei ha gustato tutto, non solo si è bevuta anche due
bicchieri di vino tanto che la macchina per tornare a casa l'ho guidata io. "Amore
per ripagare quegli stronzi con la stessa moneta, cosa dovremmo fare" "Mamma lascia
perdere" "Assolutamente no, se tuo padre si scopa tua moglie tu ti scopi tua madre,
cioè sua moglie" "Mamma ci mettiamo sullo stesso piano, con la differenza che ci
possono fare del male" "Senti ragazzo, intanto non scopiamo davanti a loro, poi
questa è la mia vendetta". Rientrati a casa "Stanotte c'è una novità, dormi nel mio
letto". E' vero che l'avevo vista seminuda, l'avevo immaginata nuda, mi ero eccitato
per lei ma scoparla proprio no. Nei miei ricordi mai una decisione presa da lei non
era andata a buon fine, quindi ormai rassegnato mi sono affidato. Ci siamo
coricati dopo la doccia, io in mutande, lei in mutandine e reggiseno. "Vedi amore,
anche se quasi ubriaca, la decisione di agire in questo modo, l'ho presa la notte
prima della prova dell'abito, dovevo ripagare quei due con la stessa moneta, tu
forse non hai compreso le mie intenzioni ed io non ho forzato, la vendetta è un
piatto che va servito freddo. Ora possiamo anche non riuscire, l'importante è
l'intenzione. Ora togli le mutande e lasciami fare, non aprire bocca se non per
baciarmi" E' rimasta nuda anche lei, un corpo stupendo, la figa depilata con un
piccolo ciuffo, lei ha detto, per devozione, un profumo nuovo che non avevo mai
sentito, ha cominciato a giocare col mio cazzo che ha preso subito forma, poi il
famoso testicolo dell'orchite, ormai guarito, lo ha preso in bocca, poi ha preso
in bocca tutto, cazzo se ci sapeva fare, nulla a che vedere con Cristina, lei una
vera maestra, poi senza dirmi niente è venuta sopra ed il cazzo nella massima
erezione è scivolato nella figa, con un forte gemito da parte sua. "Sborrami
dentro, sono protetta dalla prova dell'abito" Ho collaborato al massimo, siamo
venuti insieme. Due minuti di silenzio, poi "Ora sono soddisfatta, comunque tu non
sei male, tutt'altro, possiamo continuare anche dopo la vendetta" "Mamma ho scopato
tanto con Cristina, tu sei di un altro pianeta" Questo ci autorizza a proseguire,
mi piacerebbe farlo davanti a quei due, è un rischio troppo grande". Proseguiamo!!!
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