Tutto lasciato al caso
di
Gennaro D'Aria scrittore, giornalista e foodblogger
genere
dominazione
Tutto lasciato al caso
Erano circa le 14, quando, dopo una estenuante giornata di lavoro, uscirono dal tribunale l’avvocato Mariella Giordano ed il suo collaboratore, il giovane studente universitario Antonio che faceva pratica presso lo studio legale da pochi mesi. Avevano dovuto discutere ben cinque processi civili divisi tra divorzi, separazioni, vertenze condominiali. Scesero giù al garage del palazzo di Giustizia ed entrarono in macchina. Il garage era deserto. La loro macchina si perdeva in quello spazio enorme. Quel silenzio e quella tranquillità invitata alla pace ed alla serenità. La donna reclinando il sedile si distese per riposare un poco. Si raccolse i capelli… Si rinfrescò con i suoi soliti fazzoletti di carta imbevuti di sapone e profumo. Prese dalla borsa il pacchetto delle sigarette, ne estrasse una e la portò alla bocca. Distesa sul sedile allungò la mano per prendere l’accendino ed inavvertitamente la mano le cadde tra le cosce del ragazzo. Ebbe un brivido. La ritrasse. Prese l’accendino ed accese la sigaretta. Si appoggiò al sedile e chiuse gli occhi. Dopo poco allungò la mano tra le cosce del ragazzo ed iniziò a massaggiare. Senti il membro crescere. Introdusse la mano nei pantaloni e lo prese, lo raccolse, come si raccoglie un fiore. Massaggiava sempre più con entusiasmo, mentre il giovane praticante andava in estasi. All’improvviso si alzò di scatto, come un assetato che cerca ristoro simile ad una lupa affamata, slacciò la cintura ai pantaloni del ragazzo. Glieli tolse e li gettò fuori dal finestrino. Buttò via la sigaretta e la sua bocca avida e vogliosa si trovò sul membro duro e teso del ragazzo. Furono momenti di grande eccitazione… La sua forza, il suo desiderio nel pompinare metteva il ragazzo in difficoltà. Lui non era abituato a tali circostanze, si, aveva avuto esperienze con la sua ragazza ma non a quel livello. Quello era un livello altamente professionale. Si sentiva, da come lei si muoveva e da come godeva e faceva godere ,che la donna aveva esperienza in quel campo ed era il suo rapporto preferito. Aveva la passione per i pompini. Lui sentiva il sangue affluire alla testa, Si sentiva prigioniero in quella bocca. Lei l’aveva talmente chiuso in sé che il giovane aspirante avvocato, era preda della sua lingua e dei suoi denti che di tanto in tanto mordevano leggermente. Lui venne e lei si saziò con frenesia. Solo allora liberò il ragazzo. Lo baciò sulla bocca. Si asciugò con i suoi fazzoletti. Scese dalla macchina. Raccolse i pantaloni e glieli porse. Si sedette al volante. Avviò la macchina ed andarono a pranzo nel loro solito ristorante ma questa volta con uno spirito diverso.
Erano circa le 14, quando, dopo una estenuante giornata di lavoro, uscirono dal tribunale l’avvocato Mariella Giordano ed il suo collaboratore, il giovane studente universitario Antonio che faceva pratica presso lo studio legale da pochi mesi. Avevano dovuto discutere ben cinque processi civili divisi tra divorzi, separazioni, vertenze condominiali. Scesero giù al garage del palazzo di Giustizia ed entrarono in macchina. Il garage era deserto. La loro macchina si perdeva in quello spazio enorme. Quel silenzio e quella tranquillità invitata alla pace ed alla serenità. La donna reclinando il sedile si distese per riposare un poco. Si raccolse i capelli… Si rinfrescò con i suoi soliti fazzoletti di carta imbevuti di sapone e profumo. Prese dalla borsa il pacchetto delle sigarette, ne estrasse una e la portò alla bocca. Distesa sul sedile allungò la mano per prendere l’accendino ed inavvertitamente la mano le cadde tra le cosce del ragazzo. Ebbe un brivido. La ritrasse. Prese l’accendino ed accese la sigaretta. Si appoggiò al sedile e chiuse gli occhi. Dopo poco allungò la mano tra le cosce del ragazzo ed iniziò a massaggiare. Senti il membro crescere. Introdusse la mano nei pantaloni e lo prese, lo raccolse, come si raccoglie un fiore. Massaggiava sempre più con entusiasmo, mentre il giovane praticante andava in estasi. All’improvviso si alzò di scatto, come un assetato che cerca ristoro simile ad una lupa affamata, slacciò la cintura ai pantaloni del ragazzo. Glieli tolse e li gettò fuori dal finestrino. Buttò via la sigaretta e la sua bocca avida e vogliosa si trovò sul membro duro e teso del ragazzo. Furono momenti di grande eccitazione… La sua forza, il suo desiderio nel pompinare metteva il ragazzo in difficoltà. Lui non era abituato a tali circostanze, si, aveva avuto esperienze con la sua ragazza ma non a quel livello. Quello era un livello altamente professionale. Si sentiva, da come lei si muoveva e da come godeva e faceva godere ,che la donna aveva esperienza in quel campo ed era il suo rapporto preferito. Aveva la passione per i pompini. Lui sentiva il sangue affluire alla testa, Si sentiva prigioniero in quella bocca. Lei l’aveva talmente chiuso in sé che il giovane aspirante avvocato, era preda della sua lingua e dei suoi denti che di tanto in tanto mordevano leggermente. Lui venne e lei si saziò con frenesia. Solo allora liberò il ragazzo. Lo baciò sulla bocca. Si asciugò con i suoi fazzoletti. Scese dalla macchina. Raccolse i pantaloni e glieli porse. Si sedette al volante. Avviò la macchina ed andarono a pranzo nel loro solito ristorante ma questa volta con uno spirito diverso.
2
1
voti
voti
valutazione
3.9
3.9
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto sucessivo
La faciulla che mostrava il seni
Commenti dei lettori al racconto erotico