La tenerezza di una suocera
di
Zerogradi
genere
incesti
La tenerezza di una suocera.
Credo che potrebbe succedere a chiunque, una storia che non ti aspetti, per carpire bisogna trovarsi dentro.
Siamo una famiglia normale come tante, io, mia moglie, mio figlio un ragazzetto che va. Alle elementari.
Da qualche anno vive con noi mia suocera che rimasta vedova molto presto lei una bella donna 65 enne ancora si mantiene in forma non esce che per andare a messa oppure al supermercato, veramente una donna casa e famiglia. abbiamo optato per la convivenza, e poi ci aiuta sia economicamente che in casa.
Quella mattina mite di fine maggio, io giovane 35 enne uscivo, come al solito per andare in ufficio, mia moglie esce un po’ prima accompagna il bimbo a scuola. uscito per andare a lavoro come tutte la mattine, ad un tratto mi accorgo di non aver preso il mio cell, pero ero già quasi arrivato in ufficio, ma ho delle cose importanti nel cellulare, non posso lavorare senza, vabbè che faccio? Retromarcia e torno a casa, entro e sento un silenzio innaturale, cerco di capire magari Lucia (questo il nome di mia suocera) sta dormendo ancora non mi va che si svegli per colpa mia, allora entro con fare felpato. Prendo il cell e sto per andare… quando dal bagno sento un mugolio, un po’ titubante ma distratto apro la porta la mia espressione sarà stata veramente particolare, sono come paralizzato non riesco ne a parlare ne a muovermi. Trovo mia suocera con una mano tra le gambe che si sta menando come una forsennata. Si ferma appena mi vede e diventa di mille colori, io imbarazzato mi riprendo un po’ dallo choc cerco di sorvolare e chiedo scusa. Lei incalza ma no scusami tu, sai sono da sola e non pensavo…….. Ma… sai… e tantissimo che sono sola, anch’io sono donna e mi sento ancora viva. Ma… guarda tu stesso, toglie la mano e la mostra, e fradicia bagnata di umore che cola. Resto molto imbarazzato non so perché sono rimasto impalato li senza proferire parola, ero come paralizzato. Non sapendo cosa fare, impacciato e stordito le do una carezza affettuosa, anche perché mi fa tenerezza, lei mi prende la mano e la mette tra le sue cosce! Sono estasiato vorrei scappare ma quella lussuria mi ferma il cuore in gola. Non capisco più nulla e come se stessi ubriaco, poi non so il perché ma accarezzo la passera, e lei: visto e piena ha una voglia matta di sbrodolare, ti conosco tu sei discreto e io non parlerò mai. Avrei piacere che fossi tu a saziare questa troia, non voglio che entrino estranei nella nostra casa. Bene!!!… (però per capire bisognerebbe provare) In quel momento mi sento un automa non capisco più chi sono dove sono e cosa faccio, mi ritrovo con la bocca piena del suo piacere e la lingua che continua a frugare dentro le grandi labbra, entro ed esco succiandonil clitorite e leccando tutto il piacete che esce. Lei gode come nessuna mai e comincia a mugolare e dimenarsi finche non mi squirta in faccia sono bagnato di tutto il suo umore. Nemmeno faccio per alzarmi e con voce delicata: ti prego dammelo ti prego, non lasciarmi cosi, (dentro di me pensavo e chi ti lascia cosi) ormai il mio cazzo era duro sembrava volesse scoppiare, rosso e turgido gli appoggio la punta tra le grandi labbra e piano entro centimetro dopo centimetro, sento le pareti della vagina che pulsano e riesco a sentire come scorre la sua sbrodola tra le cosce sono dentro e lei ancora…. dai ti prego spingi devi aprirmi tutta. Arrivo fino alle palle e comincio a sbatterla sento le mie palle che sbattono contro il suo buchetto del culo e un piacere inarrestabile. Lei continua dammelo tutto sono una troia non ti fermare ti prego non ti fermare. E chi si ferma, anzi alzo la voce.. Stai…. zitta e fatti chiavare zoccola!!! Le rispondo con affanno, si dimena come un serpente ogni colpo e un sussulto un fremito che trafigge tutto il corpo, non resisto più devo esplodere altrimenti impazzisco, lei capisce che si sta realizzando il piacere assoluto e con voce dolce e penetrante, ti prego vieni dentro non toglierlo voglio sentire come mi riempi la pancia con la calda sborra, dai vieni, vieni dentro tutto spaccami fammi sentire il calore. Esplodo non so quanta sborra gli ho inseminato ma dentro sentivo un mare. Ho… che bello lei, e calda sono piena non toglierlo lascialo li…. Rimanemmo li attaccati come serpenti in amore, continuava a baciarmi era tenera mi coccolava e intanto sentivo colare dalla sua vagina tutta la sborra, con delicatezza s’è sfilata ha preso il cazzo in bocca…. E…. L’ha pulito tutto, era lucido di nuovo e ancora duro. Riesce a prenderlo e non mollarlo resasi conto ché restava duro, ha cominciato a muovere la testa con colpi lenti e con bocca ovattata, lo portava fino all’ugola per poi riportarlo fuori ero estasiato il suo piacere raddoppiava il mio, dopo un po’ sono esploso nella sua bocca con schizzi dentro la sua bocca chiusa mai un accenno a lasciare quel cazzo che gli aveva ridato la femminilità, resta attaccata per prendere fino all’ultima goccia. Saremmo rimasti li ancora per tanto tempo ma…. non c’era più tempo dovevamo ripulire tutto e subito. Era già tardi Siamo rimasti ancora un po’ senza guardarci, con occhi bassi e senza parole ci siamo dileguati con un segreto nostro dove non si parla e tacito accordo, ormai la linea sottile della trasgressione era stata varcata…. poi in seguito……………
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Credo che potrebbe succedere a chiunque, una storia che non ti aspetti, per carpire bisogna trovarsi dentro.
Siamo una famiglia normale come tante, io, mia moglie, mio figlio un ragazzetto che va. Alle elementari.
Da qualche anno vive con noi mia suocera che rimasta vedova molto presto lei una bella donna 65 enne ancora si mantiene in forma non esce che per andare a messa oppure al supermercato, veramente una donna casa e famiglia. abbiamo optato per la convivenza, e poi ci aiuta sia economicamente che in casa.
Quella mattina mite di fine maggio, io giovane 35 enne uscivo, come al solito per andare in ufficio, mia moglie esce un po’ prima accompagna il bimbo a scuola. uscito per andare a lavoro come tutte la mattine, ad un tratto mi accorgo di non aver preso il mio cell, pero ero già quasi arrivato in ufficio, ma ho delle cose importanti nel cellulare, non posso lavorare senza, vabbè che faccio? Retromarcia e torno a casa, entro e sento un silenzio innaturale, cerco di capire magari Lucia (questo il nome di mia suocera) sta dormendo ancora non mi va che si svegli per colpa mia, allora entro con fare felpato. Prendo il cell e sto per andare… quando dal bagno sento un mugolio, un po’ titubante ma distratto apro la porta la mia espressione sarà stata veramente particolare, sono come paralizzato non riesco ne a parlare ne a muovermi. Trovo mia suocera con una mano tra le gambe che si sta menando come una forsennata. Si ferma appena mi vede e diventa di mille colori, io imbarazzato mi riprendo un po’ dallo choc cerco di sorvolare e chiedo scusa. Lei incalza ma no scusami tu, sai sono da sola e non pensavo…….. Ma… sai… e tantissimo che sono sola, anch’io sono donna e mi sento ancora viva. Ma… guarda tu stesso, toglie la mano e la mostra, e fradicia bagnata di umore che cola. Resto molto imbarazzato non so perché sono rimasto impalato li senza proferire parola, ero come paralizzato. Non sapendo cosa fare, impacciato e stordito le do una carezza affettuosa, anche perché mi fa tenerezza, lei mi prende la mano e la mette tra le sue cosce! Sono estasiato vorrei scappare ma quella lussuria mi ferma il cuore in gola. Non capisco più nulla e come se stessi ubriaco, poi non so il perché ma accarezzo la passera, e lei: visto e piena ha una voglia matta di sbrodolare, ti conosco tu sei discreto e io non parlerò mai. Avrei piacere che fossi tu a saziare questa troia, non voglio che entrino estranei nella nostra casa. Bene!!!… (però per capire bisognerebbe provare) In quel momento mi sento un automa non capisco più chi sono dove sono e cosa faccio, mi ritrovo con la bocca piena del suo piacere e la lingua che continua a frugare dentro le grandi labbra, entro ed esco succiandonil clitorite e leccando tutto il piacete che esce. Lei gode come nessuna mai e comincia a mugolare e dimenarsi finche non mi squirta in faccia sono bagnato di tutto il suo umore. Nemmeno faccio per alzarmi e con voce delicata: ti prego dammelo ti prego, non lasciarmi cosi, (dentro di me pensavo e chi ti lascia cosi) ormai il mio cazzo era duro sembrava volesse scoppiare, rosso e turgido gli appoggio la punta tra le grandi labbra e piano entro centimetro dopo centimetro, sento le pareti della vagina che pulsano e riesco a sentire come scorre la sua sbrodola tra le cosce sono dentro e lei ancora…. dai ti prego spingi devi aprirmi tutta. Arrivo fino alle palle e comincio a sbatterla sento le mie palle che sbattono contro il suo buchetto del culo e un piacere inarrestabile. Lei continua dammelo tutto sono una troia non ti fermare ti prego non ti fermare. E chi si ferma, anzi alzo la voce.. Stai…. zitta e fatti chiavare zoccola!!! Le rispondo con affanno, si dimena come un serpente ogni colpo e un sussulto un fremito che trafigge tutto il corpo, non resisto più devo esplodere altrimenti impazzisco, lei capisce che si sta realizzando il piacere assoluto e con voce dolce e penetrante, ti prego vieni dentro non toglierlo voglio sentire come mi riempi la pancia con la calda sborra, dai vieni, vieni dentro tutto spaccami fammi sentire il calore. Esplodo non so quanta sborra gli ho inseminato ma dentro sentivo un mare. Ho… che bello lei, e calda sono piena non toglierlo lascialo li…. Rimanemmo li attaccati come serpenti in amore, continuava a baciarmi era tenera mi coccolava e intanto sentivo colare dalla sua vagina tutta la sborra, con delicatezza s’è sfilata ha preso il cazzo in bocca…. E…. L’ha pulito tutto, era lucido di nuovo e ancora duro. Riesce a prenderlo e non mollarlo resasi conto ché restava duro, ha cominciato a muovere la testa con colpi lenti e con bocca ovattata, lo portava fino all’ugola per poi riportarlo fuori ero estasiato il suo piacere raddoppiava il mio, dopo un po’ sono esploso nella sua bocca con schizzi dentro la sua bocca chiusa mai un accenno a lasciare quel cazzo che gli aveva ridato la femminilità, resta attaccata per prendere fino all’ultima goccia. Saremmo rimasti li ancora per tanto tempo ma…. non c’era più tempo dovevamo ripulire tutto e subito. Era già tardi Siamo rimasti ancora un po’ senza guardarci, con occhi bassi e senza parole ci siamo dileguati con un segreto nostro dove non si parla e tacito accordo, ormai la linea sottile della trasgressione era stata varcata…. poi in seguito……………
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