Un buco da usare

di
genere
incesti

Mi agito nel letto, con l'erezione che struscia contro il materasso. Mi rigiro tra le lenzuola, senza riuscire ad addormentarmi. Cazzo se ho voglia.
È un bel problema: è quasi mezzanotte e devo alzarmi alle sei e mezza per prendere l'autobus e andare a scuola.

Mi chiamo Marco e ho 19 anni. Sono un po' una capra e vado ancora in quarta superiore allo scientifico.
"Si può sapere cosa cazzo stai facendo?"
Dall'altra parte della camera sento la domanda di mia sorella Camilla. La voce è bassa, ma si sente bene il fastidio.
Camilla ha 21 anni e va all'università, facoltà di medicina: a differenza mia si è diplomata addirittura in anticipo e a pieni voti.
"Non riesco a dormire" rispondo io.
"Non puoi stare un po' fermo?" ribatte lei stizzita.
"Non è colpa mia."
"Sentiamo, quale sarebbe il problema?"
Faccio un respiro profondo.
"Ce l'ho duro."
Un momento di pausa. Poi sento Camilla che dice "Come, scusa?"
"Ce l'ho duro, ho voglia di scopare."
La sento soffiare nella penombra. Vedete, io sono un ragazzo dalla sessualità particolarmente esuberante, ed è in momenti come questi che Camilla odia dividere la camera con me.
C'è poco spazio per l'intimità, e visto che i miei ormoni richiedono che mi masturbi almeno una volta al giorno (con punte di tre, quattro volte) Camilla mi sorprende di continuo, a volte sono "costretto" a farlo anche con lei nella stanza. È cominciato più o meno quando ho iniziato le superiori, e da quel momento le sessioni masturbatorie non sono mai diminuite. A Camilla faceva schifo all'inizio, poi si è abituata: se devo farmi una sega con lei nella stanza lei semplicemente si gira dall'altra parte e tenta di ignorarmi.

"Non puoi farti una sega e basta?" risponde lei alla fine, piuttosto spazientita.
"No, non posso."
"E perché no?"
"Non hai capito: non ho voglia di farmi una sega, ho voglia di scopare." Parlo sottovoce, ma enfatizzo bene la parola 'scopare' "Ho proprio bisogno di contatto, ho bisogno di sborrare dentro un buco"
"Sei sempre molto fine, vero?" mi risponde lei sarcastica.
"È la verità, non posso farci nulla" le dico io.
"Pfft, sei sempre il solito maiale" risponde Camilla girandosi dall'altra parte "Qualunque sia il tuo problema, risolvilo in fretta e fammi dormire."
Rimango per circa un minuto in silenzio.
"Hey, Cami! Mi è venuta un'idea"
La sento sbuffare.
"Quale sarebbe?"
"Sai, ho detto che mi serve un buco."
"Sì lo so, ma non mi interessano i dettagli."
È la mia occasione, speriamo bene.
"No no, non hai capito," le dico, "mi serve un buco, e tu sei una ragazza."
La sento che si irrigidisce, e poi si volta di scatto.
"Ma cosa cazzo stai dicendo?"

Ecco, questo è un altro mio enorme problema: sono un grandissimo pervertito. Mi scoperei davvero di tutto.
E questo Camilla lo sa. Mi ha beccato un sacco di volte a masturbarmi con la sua biancheria intima usata o con quella di mamma. All'inizio si arrabbiava, ora non ci fa più molto caso. Sa anche che a volte spio sia lei che mamma, ma non mi sono mai azzardato a toccare o a proporre qualcosa di "indecente" alle donne di casa. Stanotte è diverso, mi sento in vena di osare.
"Dai Cami, aiutami, solo per stasera!"
"Ma che cazzo hai nel cervello? Sono tua sorella!"
Ok, si è incazzata forte. Tentiamo di mettere le cose a posto.
"Ma non dico con la figa. Anche un pompino potrebbe andare bene, eh."
"Ma sei impazzito? Cioè, io dovrei fare un pompino a mio fratello?" risponde lei, resistendo all'impulso di urlare.
Missione fallita, ma non demordo.
"Dai Cami, non riesco a dormire. Mi faresti davvero un piacere enorme."
"Ascoltami bene, Coco." Ora suona meno incazzata, mi chiama addirittura col soprannome che usava da piccola.
"Ho sempre saputo che eri un pervertito, e ti ho sempre voluto bene comunque. Capisco che hai dei bisogni, e va bene: è naturale. Non mi dà noia se ti fai le seghe in camera nostra, non mi dà più noia se ti fai le seghe con le mie mutande, ma niente incesto. Punto. E adesso dormi" dice girandosi nel letto.
"Dai su, non è incesto, è solo un aiutino. Non ti va di aiutare il tuo fratellino preferito?" Mi faccio quasi schifo da solo da quanto sono sfacciato adesso.
La sento ridere.
"Fai davvero schifo" mi dice scherzosamente. "Buonanotte, Coco."
"Notte, Cami" le rispondo io, ormai scoraggiato. Pare che si debba dormire con il cazzo duro stanotte.

Dopo una quantità di minuti che a me sembra infinita mi sento quasi sul punto di addormentarmi (anche se l'erezione non cede) quando sento di nuovo la voce di Camilla.
"Coco?"
Il sonno che stava per abbracciarmi mi lascia andare all'improvviso, e rispondo subito.
"Che vuoi, scema?"
La sento ridere piano. Un suono fantastico.
"Voglio aiutarti."
Il cuore mi si ferma. Altro che dormire, ora rischio di morire.
"Come scusa?" rispondo io.
"Voglio aiutarti. Se davvero ne hai bisogno non credo che sia sbagliato. Sto solo aiutando il mio fratellino, giusto?"
Non riesco neanche a rispondere.
"Stai scherzando, vero?" dico.
"Assolutamente no. Voglio aiutarti."
Rimaniamo in silenzio per qualche istante.
"E come?" chiedo io.
"Dentro di me. Hai detto che ti serve un buco, vero?"
Mi alzo immediatamente. Vado subito verso la porta per chiuderla a chiave, e nel mentre mi spoglio, rischiando ripetutamente di cadere.
"Stai attento a non ammazzarti, cretino," mi dice lei ridendo, "e poi non credo ci sia bisogno di chiudere a chiave, mamma e papà staranno ancora guardando la tv."
Meglio abbondare con la sicurezza, mi dico.
Clak, la porta è chiusa.

Mi infilo subito nel letto di Camilla, e comincio subito a spogliarla. Il cazzo non si è messo a riposo, anzi ora rischia di esplodermi.
"Fai piano, scemo! Fai sempre così con le ragazze?"
No, anche perché di ragazze ne becco poche. Di solito vado avanti a seghe. Ma non ho neanche voglia di risponderle.
Di fisico non sono molto atletico, direi piuttosto che sono secco. Non sul rachitico, ma neanche muscoloso.
Camilla invece è piuttosto formosa. Ha preso tutto da mamma: la quarta di seno, la vita stretta, i fianchi larghi e le cosce burrose. Il suo culo mi fa letteralmente impazzire. Ha i capelli neri e mossi, come i miei, ma da un anno circa ha cominciato a farsi le meches rosa. Li preferivo naturali, ma i gusti son gusti.
Appena finisco di toglierle la maglietta che funge da pigiama mi abbandono su di lei. Sento le sue tettone che mi si schiacciano sul petto, mentre il mio cazzo le preme sul pancino.
Ah già, dimenticavo. Non avrò un gran fisico, ma il cazzo compensa tutto: 21 centimetri di lunghezza uniti ad una discreta circonferenza. Questo credo di averlo preso dalla famiglia di mamma, visto che papà non ha queste dimensioni.
La bacio. Sento la sua bocca che fa resistenza, poi si apre e accetta la mia lingua. Dura poco: Camilla mi spinge via e mi mette una mano sulla bocca.
"Ti sembra il modo di baciare tua sorella? Ti sto solo aiutando, ricordatelo: basta con le manfrine e mettilo dentro."
È strana forte mia sorella.
Comunque non mi faccio ripetere l'ordine. Prendo il cazzo e lo imbocco all'entrata della figa. Comincia a strusciare piano piano, finché non la sento bagnarsi e il suo respiro aumentare. Ok, adesso è meglio non farla aspettare.

Dentro, con un colpo secco. Venti centimetri di cazzo infilati di scatto.
Camilla si lascia scappare un urletto, più di dolore che di piacere.
"Ma sei proprio un deficiente! Fai piano, che mi fai male!"
Non la sento neanche. Ho il cazzo dentro la figa di mia sorella, sto scopando mia sorella. No no, meglio: sto facendo l'amore con mia sorella. Amore fraterno, ma pur sempre amore. E la sensazione è fantastica.
Comincio a muovermi lentamente dentro Camilla, e lei comincia a godersi i colpetti che le do.
La sento che mugola piano, tentando di non far rumore.
"Cazzo Marco, sapevo che ce lo avevi grosso ma così fa davvero un altro effetto" mi dice col respiro affannoso, mentre io aumento il ritmo.
Adesso voglio davvero scaricarmi: appoggio le mani ai lati della testa di Camilla, riesco ad intravederne i tratti nella penombra. Mi punto sul materasso e comincio a martellarla senza pietà.
Nella stanza si sente il rumore del letto che cigola, dei nostri corpi che sbattono l'uno contro l'altro, di Camilla che tenta di soffocare i gemiti.
Se prima stavo facendo l'amore con mia sorella, ora mi sto accoppiando con lei, come un animale. Mi attacco ai capezzoli, strizzo e succhio quella carne inebriante.
Sento le sue gambe che si strusciano con le mie, sento le sue mani che mi toccano la schiena e i capelli, sento il mio orgasmo che sta per salire.
Sto venendo. E anche lei, a quanto pare.

Comincio ad eruttare dentro di lei, schizzo bianco dopo schizzo, mentre sento il suo corpo che si irrigidisce. Velocemente, la bacio, le nostre bocche si incollano, soffoco il grido del suo piacere con la mia bocca, mentre il mio orgasmo la riempie.

Mi lascio andare sopra di lei per un tempo interminabile. Io sono spossato, potrei addormentarmi lì, sopra le sue tette, col cazzo ancora dentro di lei.
Lei trema, ha il respiro veloce.
Alla fine mi alzo. Sto andando in bagno quando sento Camilla che mi chiama.
"Ma sei proprio scemo! Mi sei venuto dentro? Sborri dentro le ragazze così, a caso, senza neanche chiedere?"
Mi viene da ridere. Sempre la solita Camilla.
A turno andiamo in bagno, mamma e papà sono ancora in salotto e sicuramente non ci hanno sentito.
È quasi l'una. Mi alzerò distrutto domattina, ma almeno ora riuscirò a dormire. Mi infilo nel letto.
"Cami?" spero non si sia già addormentata.
"Cosa?"
"Grazie"
"Tranquillo. Ti ho solo fatto un favore. Le sorelle servono a questo, no?"
Ridiamo, io mi giro, pronto ad addormentarmi.
"Coco?" sento ancora la voce di Camilla.
"Cosa?"
"Se hai bisogno di usare un buco sai a chi chiedere. Notte."
"Notte, Cami."
scritto il
2022-04-20
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