Martina #1
di
movement
genere
etero
«Hmm-hmmm?!!!?» - Martina mi picchia sulla coscia con un mugugno strozzato, un po’ ingoia, un po’ lascia colare giù, sbrodolandomi addosso con un «ma ohh?» stupito e gli occhi sgranati.
Io pensavo fosse ok.
No, pensavo avesse capito.
Mi stava facendo ammattire così tanto che avevo iniziato a mugolare, forte, a spingere verso l’alto il bacino cercando di affondare ancora un po’ nella sua bocca – in più, lei, a questo show aveva reagito aggiustandosi i capelli color fieno dietro l’orecchio e serrando le labbra attorno all’asta, imprimendo ancora più vigore al suo diligente su-e-giù.
Quindi, in pratica: avevo capito che lei avesse capito che ero ad un passo dal venire e, non essendosi ritratta, che le andasse bene che le riempissi la bocca.
«ma quanto sei scemo?»
Martina è una creatura in grado di farmi sciogliere solo con l’intonazione cantilenante della voce e con il modo che ha di pronunciare le esse. Non so che dire, comunque lei non fa una scenata. È più lo sbigottimento, col muso impiastricciato si mette a ridacchiare di divertita indignazione come di fronte ad una marachella sciocca.
È appena sabato mattina, dalla finestra entra una bell’aria di fine estate, abbiamo ancora un sacco di tempo.
Io pensavo fosse ok.
No, pensavo avesse capito.
Mi stava facendo ammattire così tanto che avevo iniziato a mugolare, forte, a spingere verso l’alto il bacino cercando di affondare ancora un po’ nella sua bocca – in più, lei, a questo show aveva reagito aggiustandosi i capelli color fieno dietro l’orecchio e serrando le labbra attorno all’asta, imprimendo ancora più vigore al suo diligente su-e-giù.
Quindi, in pratica: avevo capito che lei avesse capito che ero ad un passo dal venire e, non essendosi ritratta, che le andasse bene che le riempissi la bocca.
«ma quanto sei scemo?»
Martina è una creatura in grado di farmi sciogliere solo con l’intonazione cantilenante della voce e con il modo che ha di pronunciare le esse. Non so che dire, comunque lei non fa una scenata. È più lo sbigottimento, col muso impiastricciato si mette a ridacchiare di divertita indignazione come di fronte ad una marachella sciocca.
È appena sabato mattina, dalla finestra entra una bell’aria di fine estate, abbiamo ancora un sacco di tempo.
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