Colleghi

di
genere
dominazione

Le 7,45 di un lunedì di una triste giornata autunnale, Marco parcheggiò l'auto nel retro del supermercato dove lavorava ormai da qualche tempo, voglia meno di zero, un lungo sospiro prima di scendere dalla macchina ed entrare -speriamo almeno di non incrociare subito la stronza- pensò. La “stronza” era la sua collega venticinquenne Rachel, un carattere impossibile, supponente, irritante, simpatica come una colica, convinta di poter fare e dire tutto ciò che vuole grazie al fatto di uscire col fratello del vicedirettore, quanto avrebbe voluto appenderla per i capezzoli, la maledetta e frustarla a sangue mentre lei gridava pietà.
Marcò entrò nello spogliatoio per cambiarsi e indossare la pettorina dell'azienda e quando ne uscì quasi si scontrò con Eleonora, una delle cassiere, una quarantenne di bell'aspetto e con un fisico invidiabile, si scambiarono un sorriso e dopo il saluto anche due battute giusto per rompere il ghiaccio e iniziare la settimana. Che bel sorriso aveva Eleonora, gli piaceva e mica poco e poi era davvero simpatica, accettava anche le battute che riceveva dai colleghi a volte ammiccando a volte ribattendo, frasi che in questo periodo storico rasentavano le molestie ma lei sapeva sempre come reagire per zittire tutti.
Una volta entrato nel supermercato e superate le prime corsie Marco intravide Rachel, stava per cambiare direzione per evitare di incontrarla quando notò qualcosa che lo fece fermare e guardare meglio -da non credere, questa non me l'aspettavo davvero- pensò mentre la mano correva al cellulare per fare un breve filmato. Rachel aveva aperto la vetrina dei cosmetici e stava prendendo dei trucchi che finivano nella sua tasca dei pantaloni: la stronza stava rubando! E da cosa vedeva erano prodotti di un certo pregio, davvero costosi. Molto molto bene, un enorme sorriso si aprì sul suo volto mentre terminava il filmato che inchiodava la collega. Stava pensando se denunciarla direttamente o magari inviare il filmato in forma anonima sul sito dell'azienda quando un altro collega lo chiamò perchè erano arrivate delle consegne di merci nel magazzino, il telefono tornò nella tasca e Marco cominciò a lavorare.
-Che bella giornata, non poteva cominciare meglio- nonostante il compito abbastanza gravoso Marco non riusciva a spegnere il sorriso e a non pensare a ciò che era successo, finalmente poteva mettere a posto quella demente presuntuosa, il fidanzato non l'avrebbe salvata e la politica aziendale era ferma e decisa in merito, non solo avrebbe perso il lavoro ma sicuramente le sarebbe arrivata una denuncia.
La mattina filò via veloce e lui non si era ancora deciso su come comportarsi quando arrivò l'ora della pausa pranzo. Marco entrò nello spogliatoio e preso il panino e la bibita stava andando a sedersi nella sala comune per consumare il pasto quando -eccola lì- questa volta incrociare Rachel non gli diede il fastidio che aveva solitamente. Evidentemente lei notò la sua espressione perchè gli si avvicinò col suo fare da regina “che hai da sorridere? Hai vinto al gratta e vinci? Povero scemo” lei riusciva sempre a farsi amare con le sue battute al veleno ma oggi... oggi era diverso.
“Al posto tuo abbasserei le arie e userei un altro tono, hai capito?” replicò Marco, era la prima volta che le rispondeva in quel modo e in effetti Rachel cambiò espressione e per alcuni secondi stette in silenzio prima di esplodere facendosi rossa in volto “ma chi credi di essere? Ti faccio cacciare a calci in culo!” replicò lei. Marco fece un passo verso la ragazza e quasi sussurrò “visto quello che hai messo nella tasca stamattina io eviterei di fare la cretina, sai cosa ne pensano di chi ruba o te lo sei dimenticata?”.
La mascella della ragazza rimase a mezz'aria, sicuramente non si aspettava tale reazione ma dopo il primo momento di sbigottimento, col suo solito cipiglio si riprese replicando a sua volta “non so di cosa parli e in ogni caso è la tua parola contro la mia e sai quale conta di più” disse accennando un sorriso “hai ragione sai … SOLITAMENTE … ma non se ci fosse un filmato in cui si vede ciò che hai fatto. Le telecamere non erano ancora accese ma chissà … magari un cellulare ...” lui lasciò la frase in sospeso sorridendo con un ghigno malefico.
Ogni velleità di reagire si stava sgretolando dopo la frase che aveva sentito “non farai sul serio? Maledetto bastardo, sai che rischio la denuncia” “ti ho detto di usare un altro tono con me, non ti conviene farmi incazzare. Dimmi che ti dispiace e non succederà più” a sentire queste parole lei sgranò gli occhi, non le sembrava vero che stesse accadendo “allora? Scusati e anche in fretta” aggiunse Marco “scusa … non volevo offenderti” lui annuì soddisfatto, per ora.
Lei prese la porta e quasi si scontrò con Eleonora che stava entrando nella stanza “sempre simpatica la nostra amica eh?” disse sorridendo a Marco, lui non riuscì a nascondere la propria soddisfazione “oggi è una splendida giornata, veramente meravigliosa” lei aggrottò le sopracciglia non capendo la situazione “fammi capire … che succede?”. Marco non sapeva se parlarne con lei ma vista la simpatia (e non solo) che provava per Eleonora le spiegò i fatti. “Mi raccomando che resti tra noi, potrebbe diventare piuttosto interessante tutto questo. Ti pare?” disse sogghignando e lei rispose annuendo con decisione e suggellando la decisione avvicinandosi sorridendo e posandogli un bacio sulla guancia.
La notte passò lenta, Marco meditò per ore come sfruttare al massimo il suo potere acquisito fino a decidere di potenziarlo ma per farlo gli serviva un complice … una complice.
Il giorno dopo appena arrivato cercò Eleonora e come due sovversivi si accordarono per stringere ancora un po' il cappio intorno al collo della loro vittima.
Nella pausa pranzo Marco fece un cenno a Rachel che gli si avvicinò, sicuramente stava per aggredirlo come faceva sempre ma si fermò all'ultimo “dimmi Marco” “ciao stronza, voglio che ora tu mi ascolti bene perchè non ho intenzione di ripetermi, dimmi che hai capito” lei annuì nonostante stesse friggendo dentro. “Stasera a fine turno ti farai trovare nel magazzino, in fondo dietro ai pallet, sai dove vanno a fumare, ti metterai in ginocchio e mi aspetterai. Farai TUTTO ciò che ti ordino e forse il video che ti inchioda non finirà in direzione. Dimmi che hai capito troia” disse lui godendo di come lei sgranava gli occhi, tentò di dire “ma … non puoi … io ...” “dimmi che hai capito!!” tuonò lui, dopo alcuni istanti di indecisione lei abbassò gli occhi e annuì.
Mai il tempo scorse lento come quel martedì, Marco non vedeva l'ora di arrivare a fine turno.
Alle 20 Marco salutò i colleghi e uscì dal supermercato ma non andò a cambiarsi bensì si infilò nel magazzino e si recò nel fondo del locale dove c'era una sorta di stanza formata dalle varie pedane accatastate e la vide, Rachel era in piedi e camminava nervosamente “cosa cazzo fai in piedi stronza? Avevo detto in ginocchio” lei sussultò sentendo quelle parole e rimase come di sasso.
“Ultima occasione. Da ora in avanti non ti darò una seconda possibilità. Voglio che tu mi dica che ubbidirai a tutto ciò che ti dirò senza ribattere oppure … saranno cazzi tuoi” dicendolo Marco era un po' nervoso ma non lo diede a vedere perchè il piano era pronto e doveva andare in porto.
“Si Marco, va bene ubbidirò” rispose la donna deglutendo amaro “mettiti in ginocchio e ascoltami bene stronza. Primo: quando siamo qui io per te non sono più Marco ma PADRONE. Dillo”.
Rachel si lasciò scendere sulle gambe mettendosi in ginocchio “si Padrone” disse con non poca fatica e fissando Marco con una occhiata che avrebbe potuto fulminarlo “secondo: non fissarmi cosi troia perchè potrebbe venirmi voglia di chiudere ogni tua possibilità. Terzo: ora ti presenterai a me dicendo di essere la mia schiava e mi chiederai, con gentilezza, di farmi un pompino” ordinò lui attendendo. Lei evidentemente aveva capito di non avere vie d'uscita in quel momento e provò ad accontentarlo “Padrone … io sono la tua schiava e vorrei farti un pompino” ma lui a queste parole scosse il capo con decisione “no, non va per niente bene così, devi umiliarti, devi pregarmi, ti sto facendo un favore cagna, capisci? Riprova e fallo come si deve” detto questo Marco fece un cenno convenuto ed Eleonora ben appostata strategicamente in precedenza avviò la telecamera del cellulare.
Rachel provò a rilassarsi nonostante il nervoso e l'odio che la corrodeva e riprovò a dire “Padrone, ti prego, io sono una puttana e vorrei tanto poter prendere in bocca il tuo cazzo” stavolta lui annuì e abbassata la zip lo tirò fuori dai pantaloni già eretto e glielo porse davanti al viso “va bene apri la labbra e prendilo troia” dicendolo le mise una mano nei capelli e la tirò a se, lei si lasciò penetrare la bocca e prese a succhiarglielo, a Marco sembrava quasi di sentire i pensieri assassini della ragazza e le maledizioni che gli stava lanciando e la cosa lo fece sorridere mentre la guardava lavorare con la bocca.
Dopo alcuni minuti di quel trattamento lui le allontanò il capo in malo modo staccandola dal proprio membro “basta troia, non ti meriti di ricevere il tuo premio. Per oggi basta cosi, alzati e vattene” le ordinò, Rachel si alzò sulle gambe e senza dire una parola se ne andò. Intanto Marco si ricompose e volse il capo in direzione del luogo dove la complice era ben nascosta “com'è venuto? Dici che il suo fidanzato apprezzerebbe?” disse ridendo a Eleonora che stava uscendo dal proprio nascondiglio “lo stavo controllando ma direi che è perfetto. È come se aveste una relazione da tempo oltre che lei fa la figura della zoccola” si diedero il cinque e in quel momento lui si accorse dello sguardo che lei aveva mentre lo fissava “che succede? È come se ti fosse piaciuto oltre le aspettative” le chiese, lei senza pudore rispose “era tempo che non mi eccitavo cosi sai? È da sempre che nei miei sogni proibiti mi immagino di essere trattata da schiava ma non ho mai trovato ne il coraggio ne l'uomo giusto per provare. Mi hai colpito davvero”.
L'orgoglio di Marco era a mille senza contare che il complimento arrivava da una bella donna che gli era sempre piaciuta e stuzzicato pensieri licenziosi ben oltre il lecito “davvero? Allora perchè non finire ciò che è iniziato? Vieni qui, abbassa pantaloni e mutande, mettiti in ginocchio e prendimelo in bocca” disse perentorio. Eleonora non se lo fece ripetere, si sfilò con un solo gesto leggings e perizoma e si chinò davanti a Marco, stava per prendere l'asta con la mano ma lui la fermò “no schiava, niente mani, prendilo solo con la bocca e toccati” lei ubbidì e cominciò a farsi scivolare il membro tra le labbra mentre la mano scivolava tra le gambe e si massaggiava il clito già gonfio e sensibile.
Marco ci stava prendendo gusto, tra il trattamento di prima, la soddisfazione di maltrattare Rachel e ora anche Eleonora era quasi pronto a venire, allontanò appena il capo della donna “sto per godere, dimmi che lo vuoi e chiedimi di godere anche tu” le disse “si Padrone, la tua schiava vuole sentire la tua sborra nella bocca e ti chiede il permesso di godere come una cagna in calore” -ci sa fare davvero- pensò mentre annuiva alla donna “puoi godere troia, veloce perchè ti devo dare il tuo regalo”. Eleonora si massaggiò più velocemente ansimando e passandogli la lingua sulla cappella e venne dopo brevissimo tempo, Marco che si era trattenuto a fatica le schizzò il suo seme quasi immediatamente dopo nella bocca spalancata, lei ingoiò con gusto ciò che lui le aveva donato e senza attendere istruzioni lo riprese in bocca e lo nettò con la lingua e le labbra.
-Che giornata meravigliosa- Marco ancora non ci poteva credere, mentre guidava verso casa scuoteva il capo incredulo e felice come non mai.
Il mercoledì era cominciato come ogni altro giorno, lavoro abbastanza abituale, nulla di strano se non che all'arrivo di Eleonora lei fece a Marco un sorriso radioso e gli ammiccò, evidentemente il giorno precedente aveva lasciato un bel ricordo anche in lei.
Stranamente Rachel non si vide per tutto il giorno, la cosa non sfuggì ai due complici e nella pausa pranzo ne parlarono, forse la loro vittima stava organizzando delle contromosse ma loro erano pronti, adesso che l'avevano in pugno non volevano più rinunciare alla loro vendetta.
Il giorno successivo si ritrovarono tutti e tre nella sala ristoro per un caffè prima di iniziare il lavoro, Marco era curioso di vedere cosa avrebbe fatto Rachel che però rimase in disparte limitandosi a un saluto, presa da parte Eleonora le sussurrò “che ne dici di ripetere il nostro gioco con la troia? Magari al di fuori di qui” lei rispose aprendo il suo sorriso migliore ed annuendo “sarebbe magnifico ma stavolta vorrei partecipare anche io”.
I due giorni successivi passarono senza ulteriori sviluppi a parte il rapporto tra Marco ed Eleonora che andava evolvendo, la complicità tra i due continuava a crescere ed avevano trovato come proseguire il trattamento di Rachel che a onor del vero perlomeno non si comportava più da stronza come aveva sempre fatto in precedenza, lui l'avvicinò all'uscita dello spogliatoio e quando nessuno fu loro intorno Marco esordì “allora? Vedo che la cura che hai avuto è servita, sei sembrata quasi umana questi giorni … ma … “ lascio in sospeso notando lo stupore sul viso di lei “ma non credere che sia finita, ti ho sopportato per mesi e ora la devi pagare. Dimmi che hai capito”. Anche stavolta gli occhi di Rachel lanciarono fulmini e rabbia ma si limitò a rispondere “si ho capito ma non pensare di approfittarne. Sei un bastardo e a tutto c'è un limite”
Marco immaginava una risposta del genere e aveva già pronto il cellulare nella tasca con un video da mostrarle, estrasse il telefono avviando il filmato registrato da Eleonora e mostrandolo a Rachel “vedi troia, prova a pensare cosa ne direbbe il tuo fidanzatino e il fratello se vedessero questo. A mio parere penserebbero solo che sei una puttana ninfomane a cui piace essere maltrattata e che non vede l'ora di succhiare cazzi. Senza contare che sei pure una ladra”.
Come previsto Rachel sbiancò vedendo le immagini scorrere, aveva capito di non avere scampo “cazzo … sei una merda!” nel momento in cui lo disse avrebbe voluto mordersi la lingua ma ormai era detto. “Domani sei di riposo e casualmente lo sono anche io, ti presenterai a casa mia alle 10 e sarai la mia schiava. Se … SE farai tutto ciò che ti ordinerò, FORSE ti lascerò il guinzaglio più lento ma attenta a come ti muovi. Dimmi che hai capito e dillo come ti ho insegnato troia” affermò perentorio col sogghigno soddisfatto di chi ha in mano le carte migliori “cristo … si … si Padrone ho capito e va bene, verrò a casa tua domani” rispose lei a fatica.
Domenica ore 9.45 il citofono suonò a casa di Marco ed Eleonora arrivò come concordato, erano entrambi su di giri e il piano studiato era pronto. Poco dopo le 10 arrivò Rachel, Eleonora si era nascosta, non era ancora il tempo di mostrarsi.
Marco aprì la porta del suo alloggio “entra schiava, da questo momento parlerai solo se ti darò il permesso e farai senza indugio ogni cosa che ti ordinerò. Rispondimi come sai troia” “si Padrone”
disse lei mestamente. “spogliati completamente e mettiti in ginocchio” ordinò lui mentre andava a sedersi sul divano. Si gustò lo spettacolo, doveva ammettere che Rachel non era davvero niente male, anche per la sua giovane età, aveva un gran bel corpo, seno tonico e un culetto da favola. Lasciò che lei rimanesse diversi minuti in ginocchio senza dire altro poi si alzò e aperta un'anta del mobile prese alcuni oggetti e tornò da Rachel.
Fece sollevare il capo della ragazza strattonandola per i capelli e le mise un collare di pelle nero a cui agganciò un guinzaglio “molto bene, adesso sei la mia cagna perfetta, ho ragione?” le chiese fissandola serio “si Padrone” “si Padrone cosa?” disse ancora lui accennando a mollarle un ceffone “si Padrone sono la tua cagna” rispose lei.
Preso il guinzaglio la portò in giro per la stanza carponi facendole fare alcuni giri e non poté non notare che tra le gambe della ragazza cominciava a intravedersi del lucido “giù cagna, appoggia le spalle a terra e culo in aria, come se scodinzolassi” ordinò e quando lei si mise in posizione lasciò il guinzaglio e si mise dietro di lei, posò la mano tra le sue gambe strofinandole le labbra “ma sentila la troia, è umido ciò che sento?” chiese e visto che Rachel non rispondeva le mollò due sonore sculacciate “si Padrone, sono un po bagnata” disse lei infine “resta così troia, è la posizione che ti si addice” disse andando di nuovo a prendere qualcosa dal mobile.
Mentre si inchinava dietro Rachel, Marco guardò verso la sua camera e vide la testa di Eleonora fare capolino, sicuramente non si era persa niente finora ed ora che la conosceva un po' meglio non dubitava che fosse bagnata anche lei. Messe le mani sui glutei della cagna, aprì bene separando le natiche e sputò più volte sul buco, posò poi la punta del plug che aveva preso e spinse fino ad affondarlo nel culo della schiava che mugolò più che lamentarsi “in ginocchio adesso” le disse e lei eseguì.
Era il momento di giocare la nuova carta, Marco tenendola per il guinzaglio prese a torturarle i capezzoli con le dita, stringendoli e torcendoli senza nessun garbo “ricordami che cosa sei disposta a fare per il tuo Padrone, cagna” lei rispose sussultando per il dolore “sono la tua schiava … devo fare tutto ciò … che tu mi ordini, Padrone”.
Uno schiocco di dita era il segnale, la porta della camera si aprì, Eleonora entrò palesandosi. Si mise in piedi accanto a Rachel e la salutò “ciao stronza” disse. Inutile dire dello stupore sul volto della schiava, sicuramente si aspettava di tutto ma non di trovarsi lì la collega, non seppe replicare finchè non arrivò uno strattone al guinzaglio e una stretta vigorosa a un capezzolo “saluta puttana, non essere maleducata” “ciao Eleonora” disse a fatica per il dolore al seno.
“Adesso non c'è più una sola schiava, ce ne sono due ma … lei -indicò Ele- lei è la mia preferita e tu -puntò il dito contro Rachel- tu sei la lurida cagna, è vero troia?” “si Padrone è così” fu la risposta. “Spogliati Ele” ordinò e lei si tolse la tuta da ginnastica che indossava, sganciò e sfilò il reggiseno, fece scivolare lungo le gambe le mutande e infine si mise in ginocchio accanto alla “sorella”. Ele era davvero una bella donna, un corpo ancora tonico, un seno pieno con la sua quarta misura, non troppo snella e forse con un po' troppo culo ma gli piaceva proprio tanto.
“Ele sei eccitata?” chiese lui “si Padrone, lo sono” rispose sorridendogli “allora adesso la cagna ti leccherà un poco, alzati e mettiti di fronte a lei”. La donna si alzò e si mise a gambe aperte davanti a Rachel che ricevette l'ennesimo strattone al guinzaglio “muoviti troia, lecca la tua sorellina”.
Non potendo ribellarsi la schiava si avvicinò a Ele e posate le mani sui suoi fianchi e la bocca contro le labbra prese a leccarla mentre marco si godeva la scena. Presto Ele cominciò a mugolare di piacere e si aggrappò ai capelli di Rachel per trattenerla contro di se.
Evidentemente già eccitata per la situazione e per tutto ciò che aveva visto prima, la donna era vicina a venire e chiese “Padrone posso godere?” “va bene schiava hai il permesso” Ele venne quasi subito esplodendo i propri umori sul viso della leccatrice.
“Visto Ele che brava la mia cagna? Ti ha fatta godere e scommetto che è sempre più bagnata la troia, controlla” Ele annuì dopo aver posato la propria mano tra le gambe di Rachel “si Padrone, è davvero una porca, è proprio bagnata” “si vede che le piace leccare un'altra donna, quindi...Ele mettiti carponi e prendimelo in bocca e la cagna ti pulirà per bene. Muovetevi”.
Ele non se lo fece ripetere e si acquattò tra le gambe di Marco che nel frattempo aveva aperto i pantaloni e lo aveva tirato fuori ben eretto. Rachel non era stata cosi sollecita nell'ubbidire e venne ripresa “troia, cosa aspetti? Un invito? Guarda tua sorella che si è piazzata ed aspetta che tu cominci a pulirla. Lecca come si deve e non dimenticare di leccare il culo. Sbrigati lurida cagna!!”. Rachel si avvicinò e si chinò cominciando a dare lunghe lappate sulle labbra bagnate di Ele e poi salì lentamente sul perineo e passò la lingua anche sul culo. Ele pareva gradire molto il trattamento perchè prese a mugolare sull'asta mentre continuava a farla scorrere nella propria bocca.
I tre continuarono sulla stessa linea per alcuni minuti finchè Marco non allontanò la testa di Ele e fissandola negli occhi le chiese sorridendo “che ne pensi schiava, la cagna merita una parte del tuo premio?” “un po' mi dispiace dividere ma forse conosco un modo, se me lo permetti Padrone” rispose Ele ammiccando “va bene, vediamo che hai in mente schiava, stupiscimi”. La donna riprese il membro in bocca e si lasciò guidare nei movimenti dalla mano del Padrone che l'aveva afferrata per i capelli.
I movimenti divennero più frenetici e Marco venne copiosamente nella bocca di Ele, a quel punto lei si sollevò sulle ginocchia e dopo essersi voltata, presa per i capelli Rachel, avvicinò la bocca alla sua e con un bacio le spinse parte del seme che aveva in bocca. Il bacio fu lungo e sensuale, dimostrazione che Ele ci sapeva fare anche col suo stesso sesso, Marco annuì tra se, soddisfatto dell'iniziativa della sua preferita “brava schiava, mi sei piaciuta” disse sorridendole e lei ricambiò il sorriso mentre passava il dito sulle labbra finendo di raccogliere ogni stilla e infine succhiandolo per bene, entrambi poi si voltarono a guardare Rachel che era rimasta ferma come inebetita.
“Apri la bocca cagna, vediamo se hai ingoiato tutto. Controlla schiava”, Ele si avvicinò e posate le dita sul mento di Rachel spinse verso il basso e verificò che la bocca fosse svuotata “si Padrone, la tua cagna ha buttato giù tutto, si vede che le piace ciò che le stai facendo. Posso toccarla Padrone?” chiese poi “si te lo consento”. Ele si chinò su Rachel andando a prendere un capezzolo tra le labbra e poi tra i denti mentre la mano prese e sfiorare e massaggiare il clito, presto mugolii sfuggirono dalle labbra della ragazza “sei una vera puttana, evidentemente ti eri solo sognata che ti facessero queste cose” affermò lui con un ghigno sul volto. Quando i gemiti aumentarono di intensità e di volume Marco diede uno schiaffo sul culo di Ele “basta, fermati, non ho ancora deciso se la cagna merita di godere” “si Padrone” disse lei sollevandosi.
A Marco ancora non sembrava vero ciò che stava succedendo, aveva davanti a se due belle donne nude e in ginocchio, ai propri ordini e una delle due era la stronza che lo aveva vessato e bullizzato per mesi -allora Dio esiste- pensò. Si alzò dal divano e andò a raccogliere il guinzaglio da terra “venite, seguitemi. Carponi cagna come ti si addice” ordinò incamminandosi uscendo dal soggiorno con Rachel che gattonava dietro di lui e Ele che chiudeva il gruppo. Entrò nel bagno e si appoggiò al lavandino fissando le due donne che si erano messe in ginocchio di fronte a lui.
Le sinapsi di Marco lavoravano a mille in quel momento, non gli bastava ciò che la stronza aveva subito, voleva darle di più “cagna! È da troppo che non sento la tua voce, dimmi un po' che cosa sei e chi sono io, sbrigati”. Probabilmente mai Rachel si sarebbe abituata e doversi umiliare cosi ma vista la situazione deglutì e rispose “sono la tua troia e tu sei il mio Padrone” disse lei “non sarai mai una brava schiava, lo sai vero, sei veramente solo una sporca cagna che deve essere tenuta al guinzaglio stretto. Mettiti giù e solleva il culo, Ele gioca un po' col plug che ha nel culo, non vorrei che si dimenticasse di averlo” “si Padrone. Bene” disse Ele. Quando la ragazza si mise come ordinato la donna prese la base del plug e cominciò a muoverlo lentamente avanti e indietro.
Dopo i lamenti iniziali Rachel si placò come se si fosse abituata a sentirsi dilatare l'ano dalla sorella “toccati cagna e dimmi che ti piace che Ele usi il tuo culo. Ti avviso, sforzati di piacermi con la tua risposta o sarà peggio per te” disse Marco aspettando la risposta. La ragazza mise la mano tra le proprie gambe e prese a toccarsi e penetrarsi con due dita nemmeno troppo morbidamente e disse “si Padrone ... mi piace che Ele mi usi il culo”.
Marco scosse il capo “che delusione cagna, non imparerai mai eh ma io ti insegnerò a diventare se non una brava slave almeno una grandissima zoccola. Ele tira fuori il plug e fallo pulire alla stronza e tu cagna mettiti in ginocchio e non smettere di toccarti”. Rachel si bloccò e sgranò gli occhi probabilmente scioccata dall'ordine e le sfuggì un grido quando la donna estrasse malamente il plug dal suo culo, provò a replicare “ma io … io non … cristo … non posso”.
Ele rimase col plug davanti al viso della sorella e Marco aggiunse una carico alle preoccupazioni di Rachel “altra delusione cagna. Ti devo ricordare che il tuo fidanzato e il direttore potrebbero ricevere i primi due filmati che sai? E non sai che ce n'è un terzo, quando sei arrivata Ele ne ha fatto un altro mentre ti spogliavi e facevi la porca per me” mentì lui e poi “PULISCI CAGNA!!! E continua a toccarti ma non puoi godere” Tuonò.
Rachel chiuse gli occhi, riprese a scoparsi con le dita e cominciò a leccare passando la lingua su e giù mentre Ele ruotava il plug che poi finì per intero nella sua bocca, cosa che la portò a respirare più forte con il naso a prova che si stava eccitando.
Marco si chinò e allungata la mano tra le gambe di Ele e sentito che era nuovamente bagnata la penetrò con le dita senza staccare gli occhi dai suoi, lei prese ad ansimare, certamente le piaceva sentirsi in quel limbo tra sub e domme. Lui continuò a scoparla sempre più velocemente, lei chiuse gli occhi “Padrone … posso godere?” gli chiese “si schiava puoi” consentì Marco e poco dopo Ele ebbe il suo secondo orgasmo. Quando Marco smise di muovere le dita, Ele aprì gli occhi e fissato il Padrone gli sorrise amorevolmente, gli prese la mano portandola di fronte al proprio viso e poi gli pulì le dita leccandole e succhiandole con gusto. Intanto Rachel si era fermata per evitare di avere l'orgasmo che non aveva il permesso di avere.
Marco fece una carezza sul viso di Ele e posata la mano sul suo seno lo accarezzò e giocò con un capezzolo poi rivolto a Rachel “Visto che non ti sei comportata bene ora farai un'altra cosa per me, cagna. Adesso aprirai la bocca e berrai ciò che ti dono e ti conviene non lasciarne cadere a terra perchè dopo pulirai se hai sporcato” le disse mentre le levava il plug dalla bocca, la ragazza strabuzzò gli occhi ma non provò nemmeno a ribattere, aveva capito che le conveniva abbozzare o sarebbe stato solo peggio “si Padrone”.
“Ele vai di là a prendere il dildo con la ventosa e un vibratore” “si Padrone”, la donna si alzò e tornò poco dopo con gli oggetti richiesti che porse a lui, Marco prese il dildo e lo piantò davanti a Rachel “infilatelo dentro cagna e resta ferma finchè non ti ordino di muoverti. Tu schiava scopati col vibratore”. Ele anche stavolta non se lo fece ripetere e dopo averlo acceso posò la punta del vibratore sul clito. Rachel, più titubante, si avvicinò al dildo e dopo essersi sollevata sulle gambe lo fece scivolare tra le labbra bagnate e si fermo con l'oggetto affondato totalmente, come ordinato.
Marco aprì i pantaloni ed estrasse il membro che puntò sul viso della cagna avvicinandosi a lei “apri la bocca troia e bevi” ordinò e alcuni istanti dopo l'urina uscì diretta al volto di Rachel. Per i primi momenti la mira fu precisa e quasi tutta la pisciata centrò la bocca aperta, lei ingoiò per come poteva. “Ora muoviti sul dildo cagna, scopati!”, lei fece come ordinato e muovendosi ricevette il getto un po ovunque, occhi, capelli, bocca, collo, seno.
Nello stesso momento Ele aveva affondato il vibratore e si stava scopando sicuramente eccitata da ciò che vedeva, cosi tanto da fermarsi e domandare “Padrone, dimmi tu se posso godere, sono al limite” “scopati ancora schiava e fermati di nuovo appena giungi al limite” replicò e lei rimise il vibro sul clito.
Quando Marco terminò di urinare Rachel era bagnata e anche per terra c'era una pozza, lei che a furia di muoversi sul dildo aveva raggiunto il limite si fermò e chiese “Padrone … ho il permesso di godere?” “no cagna non puoi ma tra poco avrai altro da fare” rispose lui e poi rivolto a Ele “schiava puoi godere e cerca di schizzare”, lei si infilò il vibratore tra le labbra e aumentò il movimento sempre di più sino ad esplodere nell'ennesimo orgasmo che evidentemente trattenuto l'aveva portata a squirtare sul pavimento tra forti gemiti.
“Fai pulire il vibratore alla cagna, schiava, vedo che ci tiene” la schernì Marco “si Padrone, volentieri” rispose Ele e presa Rachel per i capelli le cacciò il dildo in bocca di modo che lo nettasse a dovere. “Molto bene, ora da cosa vedo non hai gradito il mio dono cagna, a parte su di te, vedo per terra una pozza di piscio e umori. Adesso pulirai tutto, ti metterai col culo in aria, la bocca sul pavimento e la tua lingua leccherà fino a che il pavimento non sarà nuovamente lindo, veloce troia”.
Ele si mosse all'indietro facendo spazio e Rachel, quasi in lacrime, si sfilò dal dildo e messasi come ordinato diede la prima leccata a terra.
I due complici si guardarono sorridendosi a vicenda e lasciarono che la cagna leccasse per diversi minuti poi Marco si portò dietro di lei, posò un ginocchio a terra e preso il membro eretto con la mano, posò la cappella sul culo di Rachel, le aprì al meglio le natiche con la mano e spinse con forza affondandole nel culo e strappandole un grido “lecca ancora troia, non smettere mentre io ti uso come meriti”.
Marco andò avanti dando colpi di reni lenti ma decisi, sentiva le contrazioni sull'asta e godeva dei gemiti di dolore di Rachel, si fermò affondato totalmente “schiava, stenditi sulla schiena sotto la cagna e scopala col vibratore e intanto apri le gambe perchè sono certo che la porca ti vuole leccare di nuovo” “si Padrone” rispose con entusiasmo Ele, sistemandosi come ordinato “cagna, non ho sentito cosa hai detto. Ho ragione a dire che sei felice di fare ciò che ho detto?” “si Padrone … voglio leccare la figa di Ele” biascicò Rachel “e …? Poi basta? non sei contenta di cosa ti faccio io?” chiese ancora lui “si Padrone … mi piace … essere inculata da te”.
Ele penetrò la figa di Rachel e mise sadicamente il vibratore alla velocità massima muovendolo piano ma spingendolo a fondo, Marco riprese a muoversi aumentando poco alla volta le spinte.
I gemiti si trasformarono presto in rantoli e la cagna prese ad ansimare sempre più forte “posso godere? Per favore” chiese “no, non puoi puttana. Continua a leccare e tu schiava leva il vibratore” “va bene Padrone” disse Ele con un velo di disappunto ma godendosi la lingua che si stava insinuando sempre di più dentro di lei “se farai godere tua sorella FORSE ti darò il tuo premio, cagna, quindi datti da fare”. Forse Rachel ci stava prendendo gusto a leccare, forse Ele era veramente troppo eccitata, fatto sta che non molto dopo la donna chiese “Padrone, posso godere?” “si schiava, puoi” ed Ele venne ancora una volta impiastricciando il viso e la bocca della sorella.
Quando i sospiri di Ele si affievolirono, Marco strinse forte i fianchi della cagna arrivando al suo orgasmo che riempì il culo di Rachel con caldi getti, si fermò e si posò sulla schiena della ragazza poi si alzò, aiutò la schiava a levarsi dalla sua posizione e si mise in piedi di fronte a Rachel, stava per ordinarle di pulirlo quando Ele lo precedette chiedendo “Padrone, permetti alla tua schiava di pulirti? Ti prego”.
La domanda lasciò effettivamente Marco basito ma rispose presto annuendo alla sua schiava “grazie Padrone” disse Ele sistemandosi in ginocchio e mettendosi il cazzo in bocca leccando e succhiando avidamente mentre Rachel si rialzò dalla posizione carponi rimettendosi in ginocchio. Era in uno stato d'animo veramente strano a metà tra le lacrime e l'eccitazione, tra la disperazione per la sua situazione e la voglia frustrata di godere, guardava gli altri due e non sapeva cosa pensare anche perchè si rese conto che anche lei avrebbe voluto leccare il cazzo del Padrone.
Marco notò lo sguardo di Rachel e forse intuì i suoi pensieri ma considerò che non meritava pietà, almeno per ora. “Va bene schiava, adesso basta, alzati e vieni a farti la doccia con me, la cagna starà a guardare” “si Padrone, ne sono felice” disse Ele.
Lui prese il guinzaglio della cagna e lo andò a legare al termosifone “guarda ma non hai il permesso di toccarti cagna, capito?” “si Padrone, ho capito” rispose lei mestamente, gli altri due entrarono in doccia e si lavarono a vicenda sotto gli occhi di Rachel che aspettava fosse il suo turno visto che era ricoperta di sudore, urina e umori suoi e di Ele.
Terminata la doccia i due si asciugarono e Marco si mise un accappatoio, Ele un asciugamano a mo di pareo poi uscirono tornando in soggiorno, si presero da bere e scherzarono tra loro per diversi minuti poi lui decise di far tornare anche Rachel “vai a prendere la cagna e portala qui” “si Padrone”, la donna tornò in bagno e staccato il guinzaglio dal calorifero la fece andare nell'altra stanza gattonando.
Marco si avvicinò a Rachel che alzò lo sguardo “vestiti e vattene, se voglio altro da te so come fartelo sapere” la ragazza aprì la bocca ma si morse la lingua e disse solo “si Padrone”, si rivestì sotto lo sguardo degli altri due e si stava levando il collare ma lui la fermò “e no cagna, non lo levi quello. Lo puoi togliere quando sarai arrivata a casa ma tienilo da conto perchè sicuramente lo dovrai ancora mettere” detto questo fece un passo verso di lei e sganciò solamente il guinzaglio “vai ora ma prima saluta e ringrazia” ordinò infine “buongiorno Padrone, grazie. Ciao Ele” disse lei poi aprì la porta ed uscì.
“Direi che è stata una bella domenica, ti pare ?” chiese Marco riprendendo il bicchiere e sollevandolo per un brindisi, Ele fece lo stesso e poi avvicinò il suo bicchiere per il cincin “una domenica fantastica, da segnare sugli annali” rispose lei e poi prese la mano di Marco, baciò il dorso, poi il palmo, si portò la mano alla guancia e baciò ancora il palmo “grazie di tutto Padrone, davvero, è stato un sogno e … spero possa continuare ancora a lungo”.
Inutile dire che per Marco andare al lavoro era diventato un piacere, la soddisfazione di incrociare Rachel che lo salutava con un “buongiorno Padrone” abbassando lo sguardo era impagabile e il suo rapporto con Eleonora era ormai molto oltre la complicità, non era raro che si trovassero nei bagni per una cosa veloce.
(continua...? forse)
scritto il
2022-11-23
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