5.Il nuovo cliente

di
genere
dominazione

Mi aiuta ad alzarmi, mi fanno male le ginocchia e ho le gambe intorpidite.
Lui è dietro di me e mi guida verso il divano. Mi fa poggiare le mani sullo schienale e mi fa salire a cavalcioni sulla seduta. Gli do le spalle, non posso vederlo, ma posso sentirlo.
Mi fa allargare le gambe e passandomi una mano dalla figa verso il culo, mi invita a sollevarlo un pò.
Tremo.
Le mani mi allargano le natiche e inizia a leccarmi i buchi , dedicandosi un po all'uno e un po altro.
Godo e non riesco a trattenere i gemiti.
Per tutta risposta mi piazza un altro ceffone sul culo, nello stesso punto in cui mi aveva dato l'altro e l'eccitazione si mischia con il dolore. Cristo se riesce a piazzarli bene! Mi brucia da morire...
Sono ancora concentrata sul dolore dello schiaffo quando torno a sentire la sua bocca tra le gambe. Deve essersi messo in una posizione che ora non riesco a definire, ma sono praticamente seduta con la figa sulla sua faccia.
Mi sta morsicando piano il clitoride . Non riesco a capire se gemo per la sorpresa, il dolore o il piacere.
Le sue dita intanto si occupano del mio sedere, entrano ed escono da me, a volte insieme allargando il buchetto.
Questo mix di dolore fisico e piacere mi fa andare via di testa. Il mio sedere è stato usato raramente, mai così.
Nel mentre continua a mangiarmi, a bermi. Raggiungo l'orgasmo, violento , intenso. Mi gira la testa, ma lui non accenna a fermarsi. Non so dire per quanto tempo va avanti...Sono sfinita e mi appoggio al divano. Sono così fradicia, così svuotata. Sto per venire ancora, quando lui si ferma, concedendomi una tregua.
Pochi istanti e mi rendo conto che non è così. Ha solo cambiato posizione.
Mi apre le natiche e mi penetra il culo.
Urlo per il male, è entrato tutto in un colpo. Lui non esce, non ha alcuna intenzione di farlo. Mi attira verso di lui , mi fa voltare il collo per cercare la mia bocca.
E comincia a muoversi, comincia a scoparmi il culo. Il dolore scompare via via e il piacere che provo è immenso.
Mi arriva un altro schiaffo, sempre li.
Urlo e gemo e lui accelera il movimento.
Dio santo...esplodo e schizzo mentre mi piazza un altro schiaffo.
Ormai non sento più dolore. Non so cosa provo, è così confuso. Sono in un estasi orgasmica continua. Non saprei come altro definire il mio stato d'animo.
Sento il suo seme riempimi e quando lui esce lo sento gocciolare tra le gambe.
Mi accascio sullo schienale e lui si lascia cadere seduto vicino a me.
"Vieni qui " mi dice lui ad un certo punto.
Volto la testa e lo guardo.
Mi prende un braccio e mi trascina verso di lui.
Mi prende tra le braccia e mi bacia, in un modo dolce e inaspettato. Mi tiene lì , abbracciata, come se fossi una bambina, accarrezandomi la pelle umida.
E io mi sento in pace con il mondo.



Sto rientrando a casa. È quasi l'alba.
Quando ho detto a Matteo che dovevo tornare a casa, lui è sembrato piuttosto contrariato.
Ho balbettato qualcosa sul fatto di mio marito e senza dire una parola si è rivestito. Non mi ha concesso nemmeno una doccia e mi riportato, in silenzio, alla macchina.
Volevo dire qualcosa, ma non ce l'ho fatta. Sono scesa dall'auto e lui è ripartito senza rivolgermi neanche uno sguardo.
Ero convinta che lui sapesse, che sapesse che ero sposata. E invece a quanto pare no. E la cosa l' ha infastidito più di quanto immaginassi.

Mio marito dorme, e io mi fiondo sotto la doccia. L'acqua mi scivola addosso ma non riesce a portare via l'odore di Matteo, l'impronta delle sue mani, dei suoi baci. Non riesce a portare via Sofia, quella Sofia che non pensavo di avere dentro. Quella Sofia che per qualche ora si è sentita al centro del desiderio di un uomo.
Le lacrime si mischiano con l' acqua calda.
Una voce mi urla dentro. Una rabbia assurda mi prende. Sono una stronza , ho buttato via tutto per cosa?

Esco dalla doccia, mi asciugo velocemente, recupero qualcosa da mettermi addosso ed esco di casa non prima di aver lasciato un biglietto con quattro righe sul tavolo della cucina.
Prendo la macchina e cerco di ricordare la strada per casa di Matteo.
Dopo un ora sono convinta di essermi persa, ma finalmente trovo la palazzina e riconosco l'auto di Matteo parcheggiata fuori.

Suono il campanello. Nessuna risposta. Provo ancora. Alzo gli occhi e lo vedo affacciato alla finestra che mi guarda, con quello sguardo indefinibile.
Lo guardo implorante, lui scompare dalla vista. Suono ancora, ma niente. Lui non riappare più, e il cancello resta chiuso.
Mi viene da piangere, ma il mio orgoglio me lo impedisce.

Non so per quanto tempo sono rimasta lì, ad aspettare un suo segnale, ad attendere invano che la porta si aprisse.
Alla fine mi sono arresa, e me ne sono andata.


Non so esattamente che giorno è.
Mi sono presa dei giorni di malattia e non ho mai messo piede fuori dalla stanza dell'hotel in cui praticamente ora vivo.
Non sono ancora tornata a casa a prendere le mie cose. Lo farò prima o poi. Mio marito non ha cercato di farmi avere ripensamenti, anzi.
E Matteo...Matteo è svanito nel nulla. Sono stata tentata di chiamarlo milioni di volte, ho scritto e cancellato migliaia di messaggi.
Sento bussare alla porta e mi rendo conto che era stato quello a svegliarmi. Sarà qualcuno dell'hotel che viene a sincerarsi che sia viva.
Mi alzo a fatica e vado ad aprire.
E mi si blocca il respiro.
Matteo è lì davanti a me,che mi guarda torvo.
Resto a fissarlo, incredula.
"Com..come.."chiedo balbettando.
"Così vivi qui adesso?" mi chiede lui quasi parlandomi sopra.
Poi entra e si guarda intorno, lo sguardo leggermente schifato. In effetti c'è un po di casino e un odore non proprio fresco.
"Quando pensi di tornare al lavoro?"
Io cerco di riprendermi dallo schock di averlo lì.
"Io..io.." ma non so cosa rispondergli esattamente.
"Nicola non sa dove sbattere la testa, mi ha detto che non rispondi al telefono e ai messaggi "
Abbasso lo sguardo cercando di ricordare dove posso aver buttato il telefono.
Poi sento qualcosa che mi monta dentro, una rabbia che cresce e sta per esplodere.
Per giorni non si fa sentire, mi tratta di merda e poi..poi mi raggiunge solo per parlare di lavoro???
Stringo i pugni e sono talmente tanto arrabbiata che mi si contorce lo stomaco e mi viene da vomitare. Mi giro verso il bagno, mi ci dirigo a passo spedito e una volta dentro, sbatto la porta.

Penso di essere rimasta lì dentro una ventina di minuti, e non mi aspetto di trovarlo quando esco. Invece è lì, che guarda fuori dalla finestra.
Non mi guarda.
"Hai lasciato tuo marito?"mi chiede .
"Si" rispondo anche se so che conosce già la risposta.
"Perché ?" mi chiede ancora.
Incrocio le braccia e faccio spallucce.
"Avrei dovuto farlo già da tempo, ho solo preso coraggio, credo.."
Lui alza lo sguardo e mi guarda.
"Hai bisogno di una doccia..."
Si bhe, devo fare parecchio schifo.
Imbarazzata torno in bagno e mi infilo sotto la doccia.
Passano pochi minuti,quando sento la porta del box doccia aprirsi.
Matteo, completamente nudo, entra e la richiude .Il suo sguardo fisso su di me. Il lupo famelico è tornato. Viene verso di me, io indietreggio,ma sono in un box doccia, non ho vie di scampo.
Il suo corpo caldo mi spinge e mi tiene contro le piastrelle. L'acqua ci scorre addosso , ma non la percepisco.
Vedo solo lui, il suo viso sempre più vicino.
Parla e quasi sobbalzo,spaventata da quel suono improvviso.
"Non mi nasconderai più nulla, mi dirai tutto, se vuoi essere mia devi esserlo completamente.."
Deglutisco a fatica, come fatico a respirare.
Poi mi bacia, avidamente, mi stringe forte e io non capisco più nulla. Ho temuto per giorni di aver perso queste sensazioni per sempre e invece...invece sto esplodendo, il mio corpo freme di nuovo, bramo questo maschio dentro di me più di qualsiasi altra cosa. Desidero essere sua . Non voglio altro.
Sento la sua erezione premermi sulla pancia e con le nani cerco il suo cazzo ma lui mi blocca.
Mi porta un braccio e poi l'altro sulle sue spalle, mi solleva una coscia e piegandosi un pò, entra dentro di me.
Gemo,e mi viene quasi da piangere dalla felicità.


scritto il
2024-06-23
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