Può Capitare
di
suo schiavo
genere
sadomaso
Rientrati a casa a riprendere le nostre consuete attività, il Padrone continuava a rimuginare la situazione, grazie a me scansata per un soffio, in cui a quella strana festa estiva senza regole stava per essere costretto a fare un “Pompino” a un tizio indifferente ai ruoli. Ne parlava continuamente con una certa vergogna anche se si diceva sicuro che tutto può succedere. Un bel giorno ruppe gli indugi e convocò un suo pari al quale chiese di essere messo alla prova. Si inginocchiò davanti al suo “Uccello” e lo supplicò di trattarlo da sub. Detto fatto quel dom glielo spinse in bocca. Rimasi stupito da come lo ingoiava quasi che non fosse del tutto la prima volta, anche se per quanto ne sapevo lo era. Fu girato e sverginato senza pietà come un puttanello qualsiasi e poi brindammo alla sua completa deflorazione. Questa esperienza abbastanza traumatica anche per me lo sciolse completamente e lo indusse a rivelarmi che di tanto in tanto nel corso degli anni si era già concesso di buona voglia a qualche “Minchia” fidata di sua conoscenza. Mi disse anche che gli era piaciuto assai e che ne aveva tratto molto insegnamento sul modo di trattare gli schiavi immedesimandosi nelle sensazioni che gli erano state offerte a stare dall'altra parte della barricata. Una settimana dopo chiamò uno schiavo e ci diresse, lui a farmi una succhiata in piena regola e poi me a incularlo in profondità. In questo modo a suo dire pareggiammo il conto e vi confesso che anche da inesperto ci ho goduto parecchio.
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