In Custodia
di
suo schiavo
genere
sadomaso
Il Padrone dovette allontanarsi per un mese dall'Europa e mettersi in viaggio per questioni di lavoro. Pensò bene di affidarmi in custodia ad un amico fidato che me ne fece di tutti i colori. L'accordo era che potesse usarmi ma senza troppo esagerare. Ma invece più volte al giorno cominciò a incularmi a secco e il mio culo diventò presto peggio di un colapaste. Soffrivo in silenzio ma in cuor mio lo maledicevo. La sua “Minchia” portentosa continuava a scorrazzare dentro le mie viscere e al termine di ogni scopata si divertiva a maltrattarmi nei modi più impensati. Non ne potevo più. Quando il Padrone tornò e mi riprese in consegna sporse reclamo al “Gran Giurì dei Master” che senza appello lo condannò per uso improprio ed eccessivo del suo “Spadone” radiandolo dall'albo. Ma ormai il danno era fatto e il mio sedere dovette essere medicato e riqualificato in una clinica specializzata in aggiustature anali. Non so quanto costò al Padrone ma ritornai fra le sue braccia e nell'immenso potere dei suoi notevoli genitali del tutto rigenerato e ancora pronto all'uso. Non che fosse del tutto facile imboscare il suo “Torrone” ma mi dava certamente meno pena e sforzo che con quell'altro che ora per quanto ne so si aggira di latrina in latrina nelle stazioni dei treni ad accalappiare culi malconci e di seconda mano accontentandosi di quanto può racimolare da tanti ex schiavi deturpati e ripudiati, allontanati per sempre come “Rotti” e tenuti ai margini del circuito ufficiale degli “Eletti” che mi onoro di servire in tanta grazia.
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