Servizio in camera
di
Lord Kalvan
genere
confessioni
SERVIZIO IN CAMERA
Arrivai trafelata in albergo. Mi feci accompagnare in camera perché avevo due valigie con me. Nemmeno il tempo di poggiarle sul letto e andai a riempire la vasca: avevo un disperato bisogno di un bagno caldo e rigenerante.
Stetti beatamente in ammollo per non so quanto tempo. Forse mi assopii, perché a un certo punto mi accorsi che l'acqua si era raffreddata. A malincuore uscii e indossai l'accappatoio. Mi sentivo rinfrancata. Le energie erano tornate, e mentre mi passavo la crema idratante sul corpo mi accarezzai un po' la fica. Una scopata non sarebbe stata inopportuna, in effetti. Indossai il mio intimo preferito e mi guardai allo specchio: che schianto.
Bussarono alla porta. Mi rimisi l'accappatoio addosso e andai ad aprire. Mi si presentò davanti un cameriere proprio niente male. "No, non ho chiamato, devi esserti sbagliato...ma dal momento che sei qua potresti essermi utile", gli dissi mentre con noncuranza mi toglievo l'accappatoio. "Devo passarmi la crema alla schiena e non so come fare", gli dissi porgendogli il tubetto. "Soprattutto qui, sotto le scapole, mi raccomando", e nel mentre mi slacciavo il reggiseno.
Mi stesi sul letto e lui cominciò a spalmare la crema, dapprima con una certa esitazione e poi con crescente sicurezza.
Mi girai. "Anche qui", gli dissi indicando sotto i seni. Eseguì con immediatezza e le sue mani iniziarono ad accarezzare i miei seni e a giocare con i capezzoli.
Iniziai a dimenarmi per il piacere.
Mi tolsi gli slip. "Leccami", gli dissi con tono che non ammetteva repliche.
Cominciò a lavorare di lingua, insinuandosi in profondità. Mi stavo inumidendo per bene e lui leccava tutto, penetrando in profondità. Intanto mi tormentava i capezzoli.
Godevo, e dopo una trentina di secondi venni mugolando. "Ancora, ragazzo, ancora. Non ti fermare...", gli dissi mentre lo spogliavo per prendere in bocca il suo uccello già gonfio e duro. Lavorai a lungo con la lingua. Mi piaceva. Poi gli salii addosso e me lo ficcai nella fica. Iniziai a cavalcarlo in modo selvaggio. Lui mi tormentava i seni. Quanto mi piaceva quel giovane uccello voglioso. Quando sentii che cominciava a vibrare uscii. "Non ti azzardare a venire, - gli dissi - che hai altri buchi da soddisfare".
Mi girai e gli porsi il culo. Mi afferrò con le mani, mi allargò le natiche e prese a leccarmi con avidità. Allargava e penetrava con la lingua, bagnandomi per bene. Poi mi sollevò un po' e cominciò a spingere il suo attrezzo, ancora bello duro dentro il culo.
Spinte secche, colpi ben assestati, che mi fecero un po' male, ma quanto erano piacevoli!
Continuò a spingere con decisione, affondando il suo arnese nel mio buco.
"Non venirmi nel culo, - gli dissi - in bocca ti voglio". Spinse ancora per un minuto, poi uscì e mi saltò addosso. Mi esplose in faccia. Io aprii la bocca desiderosa di ingoiare quanto più sperma possibile. Lo afferrai quasi con violenza e me lo misi in bocca per leccarlo e succhiarlo. Ingoiai tutto il liquido che ancora fuoriusciva lentamente. Succhiai tutto avidamente. Non so per quanto tempo mi divertii a leccarlo e baciarlo. Con le dita andavo alla ricerca dello sperma che ancora era sulle gote e sul collo. Ne raccolsi quanto più possibile e mi leccai le dita avidamente.
"Ora puoi andare", gli dissi secca. "Magari domani ci rivedremo", e mentre lui si vestiva io andai ad aprire l'acqua: avevo urgente bisogno di un altro bel bagno caldo...
Arrivai trafelata in albergo. Mi feci accompagnare in camera perché avevo due valigie con me. Nemmeno il tempo di poggiarle sul letto e andai a riempire la vasca: avevo un disperato bisogno di un bagno caldo e rigenerante.
Stetti beatamente in ammollo per non so quanto tempo. Forse mi assopii, perché a un certo punto mi accorsi che l'acqua si era raffreddata. A malincuore uscii e indossai l'accappatoio. Mi sentivo rinfrancata. Le energie erano tornate, e mentre mi passavo la crema idratante sul corpo mi accarezzai un po' la fica. Una scopata non sarebbe stata inopportuna, in effetti. Indossai il mio intimo preferito e mi guardai allo specchio: che schianto.
Bussarono alla porta. Mi rimisi l'accappatoio addosso e andai ad aprire. Mi si presentò davanti un cameriere proprio niente male. "No, non ho chiamato, devi esserti sbagliato...ma dal momento che sei qua potresti essermi utile", gli dissi mentre con noncuranza mi toglievo l'accappatoio. "Devo passarmi la crema alla schiena e non so come fare", gli dissi porgendogli il tubetto. "Soprattutto qui, sotto le scapole, mi raccomando", e nel mentre mi slacciavo il reggiseno.
Mi stesi sul letto e lui cominciò a spalmare la crema, dapprima con una certa esitazione e poi con crescente sicurezza.
Mi girai. "Anche qui", gli dissi indicando sotto i seni. Eseguì con immediatezza e le sue mani iniziarono ad accarezzare i miei seni e a giocare con i capezzoli.
Iniziai a dimenarmi per il piacere.
Mi tolsi gli slip. "Leccami", gli dissi con tono che non ammetteva repliche.
Cominciò a lavorare di lingua, insinuandosi in profondità. Mi stavo inumidendo per bene e lui leccava tutto, penetrando in profondità. Intanto mi tormentava i capezzoli.
Godevo, e dopo una trentina di secondi venni mugolando. "Ancora, ragazzo, ancora. Non ti fermare...", gli dissi mentre lo spogliavo per prendere in bocca il suo uccello già gonfio e duro. Lavorai a lungo con la lingua. Mi piaceva. Poi gli salii addosso e me lo ficcai nella fica. Iniziai a cavalcarlo in modo selvaggio. Lui mi tormentava i seni. Quanto mi piaceva quel giovane uccello voglioso. Quando sentii che cominciava a vibrare uscii. "Non ti azzardare a venire, - gli dissi - che hai altri buchi da soddisfare".
Mi girai e gli porsi il culo. Mi afferrò con le mani, mi allargò le natiche e prese a leccarmi con avidità. Allargava e penetrava con la lingua, bagnandomi per bene. Poi mi sollevò un po' e cominciò a spingere il suo attrezzo, ancora bello duro dentro il culo.
Spinte secche, colpi ben assestati, che mi fecero un po' male, ma quanto erano piacevoli!
Continuò a spingere con decisione, affondando il suo arnese nel mio buco.
"Non venirmi nel culo, - gli dissi - in bocca ti voglio". Spinse ancora per un minuto, poi uscì e mi saltò addosso. Mi esplose in faccia. Io aprii la bocca desiderosa di ingoiare quanto più sperma possibile. Lo afferrai quasi con violenza e me lo misi in bocca per leccarlo e succhiarlo. Ingoiai tutto il liquido che ancora fuoriusciva lentamente. Succhiai tutto avidamente. Non so per quanto tempo mi divertii a leccarlo e baciarlo. Con le dita andavo alla ricerca dello sperma che ancora era sulle gote e sul collo. Ne raccolsi quanto più possibile e mi leccai le dita avidamente.
"Ora puoi andare", gli dissi secca. "Magari domani ci rivedremo", e mentre lui si vestiva io andai ad aprire l'acqua: avevo urgente bisogno di un altro bel bagno caldo...
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