Che cazzo faccio?: 12) Il colloquio di lavoro del cornutone della vacca tettona

di
genere
dominazione

Sono seduto nell’ufficio del capo di Sabina, lei su una scrivania a fianco sta lavorando al computer, sempre vestita, come le è stato ordinato, in modo osceno.
In altre scrivanie nella stanza i tre uomini che avevo visto ieri a pranzo al bar; tutti intenti a lavorare.
Ho un occhio nero, il labbro gonfio e la bocca ancora dolorante per il pestaggio di ieri.
Davanti a me il capo grassoccio e sudaticcio con la stessa polo di ieri.
– “Dunque Antonio, sono contento che abbia accettato di venire ad ascoltare la nostra proposta. Sempre meglio di essere pestato a sangue eh? ihihihihih. Vede, il mio capo che lei ben
conosce, Cozza, ha insistito per non farla fuori e proporle quello che le sto per proporre; secondo me il buon Cozza così si eccita di più ihihihih. Dunque lei dovrebbe occuparsi
della sorveglianza, in pratica deve stare in reception e oltre a chiedere i documenti e verificare gli ospiti deve osservare sui monitor della videosorveglianza quello che accade e
avvisare o chiamare la sicurezza in caso di anomalie o tentativi di intrusione o altro. Chiaro? Il compenso è basso, le diamo mille euro al mese, ma è sicuramente compensato dal fatto
che può tenere sotto controllo la sua vacca, ihihihih … e inoltre risparmia in benzina perchè oltre a portare al lavoro la sua tettona viene anche lei … è libero
di non accettare eh, ma la sua baldracca è così tanto innamorata di lei che ci ha implorato di farle questa offerta invece di ammazzarla di botte, le suggerisco di accettare per
l’amore che la sua vacca ha per lei ihihihihih, accetta?”
– “… Accetto”
– “Molto bene”
dice e, indicando un piccolo pacco sulla sua scrivania, aggiunge:
– “Questo è un regalo di Cozza per la sua signora, sa domani Cozza viene qua e gli piacerebbe che lei lo indossasse per lui. Lo do in consegna a lei, mi raccomando che Cozza ci tiene.
Bene, ora ha qualche domanda?”
– “Non mi viene in mente nulla adesso”
– “Bene allora inizia domattina, venga pure insieme alla sua femmina. Ora ho una piccola esigenza da soddisfare, mi raccomando non si agiti ihihihih”
Si alza, mi passa a fianco dandomi una pacca sulla spalla, sento che puzza di sudore come un caprone.
– “Venga, si alzi”
Indica nella stanza un divanetto, è lo stesso divanetto rosso dove ieri hanno stuprato la mia Sabina.
– “Si sieda, si accomodi li nell’angolo”
Mi siedo in silenzio, intimorito, e lui si accomoda al centro al mio fianco appiccicato a me schiacciandomi sul bordo, si mette a braccia aperte sullo schienale del divano,
con il braccio dietro di me apppoggiato sulla mia
spalla ad abbracciarmi, sento il puzzo della sua ascella … è una persona fisicamente ripugnante
– “Su, coraggio”
mi dice, stringendomi a lui, con un tono di voce sarcastico
– “Stia li buono e non si agiti. Hey tettona alzati e vieni qua”
Ho un sussulto, un tuffo al cuore, vedo Sabina che si alza senza dire nulla, ha gli occhi umidi ma è spaventosamente provocante vestita a quel modo, i capezzoli sembrano dover bucare
da un momento all’altro il sottile tessuto del top rosa che indossa, teso all’inverosimile da quelle tettone … avanza verso di noi, le sue carni, le sue forme sballonzolano
mentre cammina con fatica per gli alti tacchi a spillo che ha
– “Vieni, siediti qui a fianco”
le dice indicandole il posto al suo fianco libero sul divanetto … è stretto e quindi per sedersi si deve appiccicare anch’essa a lui che ancora più quindi preme su di me spingendomi
nell’angolo del divanetto.
– “Baciami, leccami, sono tutto sudato, lecca il mio sudore dappertutto bella vacca, accarezzami, fammi godere … vieni qua”
e mentre le dice questo porta la sua mano dietro la sua testa e la porta a se delicatamente sino a far toccare le rispettive labbra e … iniziano a baciarsi …
sento, vedo, percepisco Sabina che si limona il viscido, sento lo schiocco, volgare, delle loro lingue e delle loro salive che si intrecciano …
vanno avanti un bel po’, ho il tumulto dentro, mi manca il fiato, non riesco quasi a respirare
vedo le mani di Sabina che scorrono lungo il suo corpo, sulla sua polo sudaticcia …
poi lui stacca la mano dalla testa della mia donna e la appoggia sulla sua spalla, una mano sulla mia spalla e una sulla spalla di Sabina, e reclina leggermente la testa all’indietro
con gli occhi socchiusi, e Sabina inizia a ciucciargli le labbra, poi a leccargliele con voluttà e poi piano piano scende baciandogli e leccandogli il mento il collo e poi torna su
baciandolo e leccandolo su tutto il viso, in continuazione qui al mio fianco … è tanto disgustoso, tanto mortificante quanto eccitante come lo bacia e lo lecca mentre le sue mani
continuano ad accarezzargli il corpo …
non posso fare a meno di guardare, Sabina di fianco con le tettone schiacciate sul fianco di lui che gli lecca le orecchie … voluttuosamente … sento i loro respiri affannosi,
lui per il piacere, ogni tanto mugola e sospira, lei per le contorsioni dei movimenti …
poi, dopo essersi dedicata a lungo al suo volto la vedo scendere con la bocca sul suo petto e poi sulle sue ascelle puzzolenti che bacia e lecca, bacia e lecca sulla
polo con visibilissimi gli aloni e le macchie di sudore … è sconvolgente …
intanto i tre che lavoravano nell’ufficio hanno smesso le loro attività e ci guardano, con sorrisi beffardi e occhi eccitati …
la mano di Sabina va sulla patta dell’uomo e dopo un po’ di massaggi la vedo aprirgli la zip dei pantaloni, la mano infilarsi dentro e muoversi lentamente …
sento i sussulti nel corpo dell’uomo
appiccicato a me, immagino le sue sensazioni … sto male e sono eccitato … cosa succede … non capisco nulla … sudo sudo … ho i brividi …
intanto Sabina è completamente avvinghiata a lui, le poppe schiacciate sul corpo dell’uomo mentre bacia e lecca la sua ascella, con la mano ha tirato fuori l’uccello di lui, è gonfio,
grosso, duro, puzza di piscio, è sporco, e con la mano delicatamente va su e giù, scappellando la cappella turgida … poi scende con la bocca a baciare appena appena la punta del glande …
la vedo tirare fuori la lingua e appena appena leccarlo, quello stesso cazzone che ieri aveva abusato di lei totalmente e poi le aveva pisciato addosso … e inizia a ciuccarlo mentre
la mano ritorna dentro la zip ad accarezzargli le palle mentre lo ciuccia, lo ciuccia, su e giù, su e giù … sto male … ho la bocca secca …
lui inizia ad ansimare … e a parlare, ansimando …
– “Che servizio! Fantastico … aaaahhh … siiii …. siii ciuccialo così da brava … oooohhhhh siii siiii cosììì … hey voi poi dopo potete fare di lei quello che volete …”
e stringendomi forte sulla spalla
– “He cornutone hai visto che roba la tua vacca? Ci volevamo noi per fare questo tu mica eri capace … Guarda come me lo ciuccia la tua vacca eh cornutone … scommetto
che a te non lo ha mai ciucciato così eh … noi si che la sappiamo eccitare a questa scrofa in calore … eh ti piace pure a te…mi
sa che sei tutto eccitato pure tu eh … che schifo che fai cornutone … ahhh siiii siiii ciuccia così brava …”
Intanto gli altri tre portano le loro sedie davanti al divanetto e si siedono a guardare a mezzo metro da noi.
Li vedo che si accarezzano le patte, la scena è molto oscena, volgare, eccitante …
– “Adesso fammi sentire le tue poppe, vacca”
con le mani le alza la testa staccandola dal suo cazzone che riemerge dalla bocca di Sabina svettante, durissimo e tutto bagnato della saliva della mia donna,
le abbassa il top facendo saltare fuori le tettone, mamma mia come sono turgidi quei capezzoli … è eccitata, come è possibile …
Sabina scende dal divanetto, si inginocchia davanti a lui in mezzo alle sue gambe, si afferra i pesanti seni, li alza e li piazza sul suo cazzone e inizia a fargli su e giù, su e giù,
su e giù, una spagnola eccitantissima, esplosiva … e mentre lo scopa con le sue tettone ogni tanto ci sputa in mezzo per far scivolare ancora meglio il cazzone dell’uomo …
Sento le voci, le frasi, i commenti osceni di tutti
– “mmmhhhh siiii cosiii … mmmmhhhhh siiii che tettone da vacca meravigliose che hai … mmmmhhhhh siiiii cosììììì … mamma mia che vacca che sei … mmmhhhhhh che zinne …
vai dai vai cosiiii oooohhhh siiii …”
Gli altri 3 hanno tutti tirato fuori i loro membri e si stanno tutti masturbando … fa caldo … sono tutto sudato, sono in acqua …
– “Hai visto come lo scopa con le tettone? Voglio anch’io dopo … Hey capo ti sta scorticando l’uccello eh”
– “Guarda che troia, secondo me questa è proprio porca, per me è tutta bagnata la vacca”
– “Hey cornuto guarda che facciamo alla tua donna, ti eccita eh? Porco maiale!”
Intanto il capo la afferra per i capezzoli, li stringe molto forte, tanto da far emettere grida di dolore alla mia Sabina, e, tenendole le tettone per i capezzoli inizia a muoverle
lui, su e giù, sul suo cazzone … prima piano e poi sempre più forte … è tutto bagnato di saliva, sudore, umori che escono dalla punta della cappella e quindi per
non farsi sfuggire di mano i capezzoli deve stringerli sempre di più man mano che si scopa le tettone più vorticosamente …
– “Siiii vacca mi piace cosììì … siiii … minchia che tettone che hai … siiii … mmmhhhhhh … siiiii … daiiii … vacca …”
– “Dai capo, dai, spaccale quelle tettone da vacca da sborra, distruggile, dai capo dai …”
intanto due di quelli dietro si sono alzati e si inginocchiano dietro di lei …
le alzano la minigonna jeans arrotolandogliela sulla pancia e iniziano ad armeggiare con le mani dietro di lei … vedo
dei sussulti di Sabina che si sovrappongono a quelli dovuti alla brutale strizzata di capezzoli che sta avendo … emette anche imporvvisamente dei mugolii, evidentemente la stanno
anche penetrando con le dita …
– “Miiii senti quanto è fradicia questa qua … ti piace eh, ti piace eh troia? Dai vacca diccelo che ti piace”
– “Mmmmhhhhh siii mi piaceee … ma fate pianooo per favoreee … mmmhhhh pianooo … ahhhiah … mmmmhhh siiiii … miii … mmmmmhhh … piaceee …”
– “Che culo stretto che hai, aspetta che ci metto un altro dito che te lo allargo un po’, che te lo preparo per il mio cazzone puttana che non sei altro”
– “No no, ti pregoooo noooo … mmmhhhh … noooo ahiiaahhh ahiiaaaahhh … noooo… oooohhhhhhhh …”
– “Hey capo, il tuo cazzo tra le tette la eccita a questa vacca, è fradicia, falle più male, stringile di più quei capezzoli … ti piace eh che ti fotto con le dita, eh vacca?”
– “Ahhhh … ahhhiaaahhhh … pianoooo vi … mmmhhhhh oooohhhhhh … vi … ooohhhhh … pregoooo … oooohhhhh …”
– “Minchia quanto mi fanno godere le poppone di tua moglie, eh cornutone … dai vacca riprendile in mano tu le tue tettone e continua tu a scoparmi l’uccello”
Le molla i capezzoloni e torna ad allargare le braccia sul divano appoggiandone una sulla mia spalla, Sabina riprende possesso delle sue tettone e stringendosele con le mani
continua ad andare su e giù, su e giù sul cazzone pulsante del tipo appiccicato a me … la sento ansimare sempre di più per le penetrazioni continue con le dita di
quelli dietro di lei, in fica e in culo … vedo il cazzone del ciccione viscido e puzzolente scomparire in quella massa di carne e poi ricomparire prorompente, scomparire e ricomparire …
sento la sua mano stringermi la spalla sempre più forte, ansimare sempre più forte, il suo orgasmo, il suo coito sta per arrivare … mi fa male da quanto mi stringe la spalla …
– “Vaccaaaaa…siiiii….vengooooo…sissiiiiii…aaahhhhhhhh…godoooooo, sborroooooo…vacccaaaaaa…”
fiotti di sborra sgorgano tra le tettone di Sabina colpendola sotto al mento, inondandole il collo e il petto di sperma.
– “Ahhhaaaahhhhhh che vacca che sei, quanto mi hai fatto sborrare … hey cornutone hai visto quanto mi fa godere tua moglie? … brava … ma adesso bisogna far godere sta vacca da monta …”
– “Ci pensiamo noi capo”
– “Hey vacca lo vuoi un po’ di cazzo adesso eh lo vuoi?”
le dice prendendola per sotto il mento e sollevandole il viso guardandola fissa negli occhi
– “Neh, vuoi essere riempita di cazzo eh?”
– “Si signore, si voglio essere riempita di cazzo, per favore riempitemi di cazzo”
Sorridono beffardi, il capo le sputa in volto più volte infradiciandole il viso…
– “Dai Gennaro vieni qua al mio posto”
Il viscido si sposta tutto a destra sull’altro bordo del divanetto, respiro un attimo,
ma quello che si chiama Gennaro, si alza dalla sedia e viene subito a sedersi a fianco di me rischiacciandomi nell’angolo … ha il cazzone ben svettante
tutto turgido, molto largo, se lo masturba lentamente …
– “Dai vacca impalati qui sopra che mo’ ti faccio godere”
I due dietro aiutano Sabina ad alzarsi, si posiziona sopra di lui, una gamba su di me, siamo strettissimi, sento gli odori di sesso e sudore mentre lei si impala su di lui sedendosi sul
suo cazzone che la penetra sino in fondo … Sabina inizia ad ansimare, a mugolare mentre va su e giù, su e giù, su e giù
facendo quasi uscire del tutto il cazzone per poi ricadere su di lui riinfilandoselo tutto
in fica, su e giù, su e giù, su e giù … sento i colpi secchi delle chiappe di Sabina sulle cosce di Gennaro ogni volta che lei va giù sino in fondo,
sento gli “sciack sciack” dovuti a tutti i liquidi della loro
eccitazione … intanto uno da dietro le ha appoggiato il cazzo tra le natiche e se lo fa masturbare dalle chiappe di lei, mentre lei va su e giù scopandosi il cazzone di Gennaro, e
abbracciandola da dietro, il suo petto peloso appiccicato sulla schiena di Sabina, le afferra le tettone sballonzolanti e inizia a palparle, stringerle, strizzarle senza ritegno …
– “Mmmmmmhhhhh che poppe che hai … mmmmhhhhhh senti come te le strizzo?”
– “Sei proprio una maiala, stai a farmelo tornare duro”
– “Ahooo, questa tra poco gode, guarda come fotte”
– “Ti piace eh, ti piace troia”
Sabina porta la testa all’indietro, appoggiandola sulla spalla di quello che l’abbraccia da dietro pastrugnandole le tettone, mentre continua ad andare su e giù, su e giù impalandosi
sul cazzone di quello al mio fianco … che ansima e emette suoni gutturali, incitandola oscenamente a continuare … quello che abbraccia Sabina continua a manipolarle brutalmente
le tettone e la bacia sull’orecchio, sul viso, la lecca oscenamente …vedo che le lascia anche rivoli di saliva sul volto, le sussurra oscenità nell’orecchio che non posso non
ascoltare essendo tutti vicinissimi a me, incastrato nell’angolo del divanetto …
intanto anche il terzo uomo si è unito al groppo e bacia Sabina sull’altro lato del viso, anche lui dicendole oscenità nell’orecchio …
Sabina mugola … ansima … freme … è tutta sudata e continua ad andare su e giù, su e giù, su e giù, sempre più velocemente per quanto ostacolata da tutti quegli uomini che le
si aggrovigliano addosso … l’aria è satura di odore di sesso …
– “Mmmmmmhhhhh che vacca che sei …. dai Gennaro togliti di li, falla fottere un po’ a me che non resisto più”
Gennaro non ne vuole sapere di smettere di fotterla, sembra star per venire, allora l’altro che le sta leccando l’orecchio la spinge un pò verso di me per cercare di staccarla
dall’impalamento sul cazzone di Gennaro … col risultato che lei rotola sul fianco e quello che dietro di lei la teneva avvinghiata per le tettone,
e con il membro che veniva strofinato tra le chiappe di lei, cade anch’esso rotolando addosso a me …
Gennaro rimane seduto al mio fianco col cazzone per aria … si alza e si mette a cavalcioni dello schienale del divanetto …
il tipo che ha spinto si mette al suo posto distendendosi un po’ in diagonale, la muovono un po’ per sistemarla meglio, e glielo schiaffa in fica iniziando a fotterla …
sono completamente sommerso da quello che è avvinghiato alla sua schiena e continua a pastrugnarle le tette … non vedo niente … sento solo i movimenti …
– “Mo ti fotto in culo troia …”
Lo sento armeggiare, evidentemente sta posizionando il suo membro sul culo della mia Sabina … inizio a sentire il movimento ritmico … evidentemente la sta inculando …
Sento solo mugolii di Sabina perchè con la coda dell’occhio vedo che intanto Gennaro le ha infilato il cazzone in bocca … è penetrata in tutti i buchi, addosso a me c’è quello
pesante che se la sta inculando … sono schiacciato dai movimenti dell’inculata …
– “mmmmmhhhhh … minchia che culo stretto che ha … o sei tu Ciro che le sfondi la fica con la tua mazza? MMmmmhhhhh quanto mi eccita sta vaccona …”
– “inculala e taci … che anche in fica qui è stretta, ma quanto le stai aprendo il culo Ivan? … Dai dacci dentro, sfondala … Eh godi vacca eh? Senti come ti sfondiamo puttana
che non sei altro …”
– “ahhhhhaaahhh nnghhhgghhhhghhhh … mmmmhhhhh …. nghhhhhhh … siiii … nghhhhh …”
– “la vacca non riesce a rispondere col mio cazzone in gola ragazzi, ma sta godendo … oooohhhhh, sentite come freme la tettona … mi sta godendo sul cazzo … oooohhhhh …
dai dai siiii … sfondatela così che questa godeeee … siiii siiii … mmmmhhhh mo’ ti sborro in gola vacca … siii … oohhhh oohhhhh oohhhh siiii vengoooo
sborrooooo oooohhhhh sborrrooooooo …”
Non vedo nulla sommerso da quel grumo di carni che addosso a me si fottono la mia Sabina … la sento iniziare a tossire mentre gode urlando come mai l’ho sentita…
– “ahhhhhh cough coff ahhhhhhhh cough coff ahhhhhh siiiii piùùùù forteeee ahhhhhhhhahhhhh ahhhhhaahahhhhhhhhhahhhh ahhhhaaahhhhhhh”
non riesco a respirare che quello addosso a me che se la incula ancora più forsennatamente mi sta sfondando pancia e costato … sino a che lo sento tremare, sussultare e tremare come
se dovesse esplodere e mentre riesco a riprendere fiato per respirare sento
– “vaccaaaaa ti sborrrooooo in culooooo vaccaaaaaa …”
– “ahhhhhhahhhhhhhhhh siiiiiii sfondami siiiiii ahhhhhhahhhhh ahhhhahhhhh siiiiiii”
Anche l’altro sta venendo evidentemente perchè sento
– “siii siii siii ti ingravidoooo troiaaaaa ti sborrrooooo in ficaaaaaa siiii vacccaaaaaa puttanaaaaaa putttanaaaaaa vengoooooooo”
– “ahhhhhhahhhhh siiiiiiii daiiiii siiiiii sentoooooo la sborrraaaaaaaa siiiiii sentooooo siiiiii la tuaaaaa sborraaaaaaaa … siiiii chiavamiiiiii siiii sborrraaaaaaaamiiiii … ohhhhhhh”
Non capisco più niente, sono in trance, ciò addosso quello che le è venuto in culo, forse col suo cazzone ancora dentro la mia Sabina, e Sabina stessa … quello che la scopava in fica si è
staccato e al suo posto, sopra Sabina c’è il capo che se la sta divorando … le palpa strizza lecca morde le tettone fradice in modo bestiale e inconsulto …
sento Sabina con la testa reclinata sulla mia spalla, sull’altra spalla ho la testa di quello che se la è inculata, urlare
– “nooooo nnooooo ahiaaaiiiaaaaa mi faiiii maleeeee … nooooo non mordereeeeee cosìììì forteeeee ahhhhhhhh … pianoooooo mi faiiiii … ahhhhhhhiahhhh … maleeee …
nnooo noooo non cosììììì forteeeee … ahhiaaaaaahhhhaaaa …”
– “te le sbrano, te le schiaccio queste tettone da vacca, troiaaaaa …”
e continua brutalmente a violentarle senza ritegno le tettone mentre Sabina continua a urlare … finalmente a un certo punto smette e si piazza davanti a lei col suo cazzone
che svetta maestoso …
– “Guarda guarda qui vacca quanto mi ecciti … ora ti prendo e ti sborro dentro …”
e glielo schiaffa in fica iniziando a pomparla come una bestia … di nuovo soffoco perchè Sabina è schiacciata su di me da quelle spinte bestiali … temo che veramente
la spacchi in due da quanto è infoiato e da come la fotte brutalmente … si aggrappa alle sue tettone mente la chiava selvaggiamente … Sabina urla, urla di dolore misto a sconvolgimento
e eccitazione per la chiavata più brutale che abbia mai visto … sento che sto quasi per svenire per la mancanza d’aria, quando il capo con suoni gutturali e bestiali si blocca inarcando
la sua schiena in alto e strizzando con tutta la sua forza le tettone di Sabina, chiaramente sborrandole in fica tutta la sua sborra …
Quell’altro sdraiato su di me, quello che se la era inculata, dice
– “Hai visto come facciamo godere la tettona, cornutone? Ahhhh quanto mi piace questa qua … hai visto come la trattiamo? ehhhh e siamo ancora gentili … hey puttana la prossima
volta saremo più cattivi ihihihihih …”
Intanto il capo ha estratto il suo cazzo sgocciolante di sborra e umori della fregna di Sabina e lo ha portato al suo viso, ne posso sentire gli odori di sesso
– “Dai vacca adesso ripuliscimelo per bene, lucido lo voglio”
e glielo infila in bocca, Sabina inizia a leccarlo …
e mentre Sabina glielo sta ripulendo si rivolge a me, seccamente
– “Cornuto, che cazzo fai ancora qua? Fuori dai coglioni, vattene e torna domani … e non dimenticarti il pacchettino per Cozza ihihihih …
Via, fuori dai coglioni che ora ci riprendiamo
tutti un attimo e prima di rimandarti a casa la vacca penso che ce la sbattiamo per bene di nuovo … tu aspettala giù nel parcheggio e se farà un po’ tardi non ti preoccupare che a
lei badiamo noi ihihihihih … vero vacconzolona bella? Ti piace puttana in calore?”
mentre le da una improvvisa e dolorosa strizzata ai capezzoli
– “Aaahhhiaaaa … mmmmhhhh si … aaahhiaaaahhh … si mmmmhhhhh signore …”
– “Fuori dai coglioni cornuto! Vattene immediatamente! E domani qui in perfetto orario! Altrimenti alla tua vacca facciamo ben di peggio! Fuori!”
Con difficoltà mi divincolo da quel grumo di corpi, mi sento lercio, e confusamente, mi sento male, esco dalla stanza … e ora che cazzo faccio?

Sono in macchina, lercio, umiliato, sto male … sto aspettando Sabina, siamo ben oltre le 18 ma lei deve ancora uscire … sul suo sedile al mio fianco c’è il pacchetto per lei …
decido di aprirlo per vedere cosa contiene.
Apro.
Ci sono tre sottilissime strisce di tessuto giallo, sembrano, si lo sono, unite tra loro in un unico punto, no anzi in due punti come se una striscia si divide in due e poi si riunisce …
è una striscia unica che a un certo punto si divide in due e dopo un po si riuniscono di nuovo in una … non capisco … lo alzo con le mani davanti a me e finalmente capisco … un
brivido lungo la schiena … sono due sottilissime linee di tessuto, sembra elasticizzato, che si chiudono dietro al collo, scendono lungo i seni per congiungersi all’altezza del pube
in una unica striscia che passa, sottilissima tra fica e natica per poi tornare su lungo la schiena sino al collo dove si divide in due … ma ma … ho brividi di freddo …
sembra così piccola che pur elasticizzata come fa a stare sulla mia Sabina? E poi le strisce sono così sottili che come fanno a coprire i capezzoli? Le aureole delle mammelle
di Sabina sono più larghe di quelle strisce di tessuto … ma c’è ancora qualcosa nel pacchetto … due pinzette, sembrano due strizzacapezzoli … ma non sono quelli classici da sexy shop,
li provo sul dito e stringono molto forte, mi fanno male al dito, sembrano quelli che si mettono ai bordi delle tovaglie all’aperto per non farle portare via dal vento, presa molto forte
e all’estremità hanno una piccolissima cordicella metallica con attaccata una sferetta però piuttosto pesante nonostante le piccole dimensioni e che suona tintinnando se mossa …
c’è anche una lettera …
la apro, leggo:

“Amore mio, mi sei mancata in queste settimane, ma come vedi non mi sono dimenticato di te e anzi ho lavorato per te.
Il vestitino è un mio regalo. E’ un po’ piccolo, fatti aiutare a mettertelo dal tuo cornutone. Si lo so che è difficile far stare le strisce sui capezzoli, eh si sono sottili, poi le tue
tettone si muovono e si sfilano, poi poichè sei una vacca i tuoi capezzoli si ecciteranno e diventeranno belli grossi facendo scivolare via il tessuto e tu non puoi mica andare in giro
con le tettone sballonzolanti di fuori? No non puoi, allora vedi ci sono quei due strizzacapezzoli: sono sicuro che sei già eccitata di tuo, altrimenti fatteli strofinare un po’ dal
tuo cornutone, ecco e fissi il tessuto ai capezzoli con le pinzette così non si stacca. Vedrai sarai bellissima vestita così per me con quei due ciondoli che ti pendono da quelle tettone
da latte che ti ritrovi. Ah si, ovviamente devi essere completamente depilata. Rispondo già alla domanda che ti viene in mente: si, lo so che ti vergogni a venire al lavoro vestita così,
ma pazienza.
Ti autorizzo soltanto durante il viaggio mentre il tuo cornutone ti porta qui a metterti se vuoi qualcosa sopra, quello che vuoi, ma appena entrerai in azienda devi togliertelo immediatamente.
A domani, un bacio dal tuo Cozza e una grande strizzata di tette che ti fai dare per conto mio dal tuo cornutone”

Impallidisco. Rabbia, vergogna, incredulità … ma … per un attimo immagino Sabina così e … mi accorgo che ho il cazzo durissimo e la mano sulla patta … mi gira la testa ed ecco che
compare Sabina, oscenamente vestita cammina verso me, verso l’auto, con le tettone sballonzolanti senza freno sotto il top attillato … è scomposta, spettinata, col trucco rovinato
sul viso e man mano che si avvicina vedo che top e gonna, gli unici abiti che indossa, sono pieni di macchie … entra in auto … puzza di sperma, è impregnata di odore di sborra
– “dai metti in moto, andiamo a casa che ho bisogno di farmi una doccia”
Non riesco a dire nulla, nulla … come un automa metto in moto e parto … col cazzo durissimo …

[PS: per commenti federicoesabina@hotmail.it]
scritto il
2024-07-09
2 . 2 K
visite
1 7
voti
valutazione
7.1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.