Carla l’imperatrice (7)
di
Parrucchiere
genere
dominazione
“Portami in bagno, muoviti, miserabile schiava!”
Arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava, schioccò le dita e ordinò,
“Vai a preparare il mio completo da equitazione, poi torna qui subito, miserabile schiava, veloce!”
la schiava sempre piangendo come una fontana esegui l’ordine.
Quando la schiava tornò, DIVINA CARLA si risedette sulla sua schiena gli diede la solita fortissima pacca sul sedere e con voce fredda e dura le ordinò,
“Al mio trono, miserabile schiava, veloce!”
La schiava parti’ più velocemente possibile sempre piangendo portando la sua DIVINA PADRONA al suo trono, arrivata, DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette e schioccando le dita ordinò,
“Vestimi, miserabile schiava, devo andare al maneggio mi aspetta una giornata spero interessante e produttiva, svelta non farmi perdere tempo!”
La schiava infilò i calzettoni, poi i pantaloni e infine gli stivali che baciò con passione, ma
DIVINA CARLA gli mollò con stizza un calcio in bocca lasciandola dolorante e leggermente sanguinante e se ne andò senza neanche guardarla.
Arrivata al maneggio DIVINA CARLA, preparò il suo cavallo, lo sellò, lo portò fuori dal suo box, si guardò intorno, al mattino c’era sempre pochissima gente, si accertò che nei paraggi non ci fosse nessuno, chiamò il nuovo stalliere,
“Antonio, vieni qui per favore?”
Lo stalliere corse immediatamente diventando rosso fino alla punta dei capelli,
“Ec-eccomi c-cosa desidera signora?”
“Mi aiuti a salire a cavallo.”
“C-certo, s-signora.”
Subito intrecciò le mani così che potesse metterci il piede, ma DIVINA CARLA lo bloccò dicendogli,
“No così non mi piace, mettiti a quattro zampe è molto meglio!”
Lo stalliere rimase basito e incapace di muoversi, allora DIVINA CARLA schioccò le dita,
“Muoviti non ho tutto il giorno e non mi piace aspettare!”
Antonio si guardò intorno, per fortuna non c’era nessuno, lentamente si inginocchiò e assunse la posizione come gli aveva ordinato DIVINA CARLA, che con un sorriso di soddisfazione si aggrappò alla sella e gli sali’ sulla schiena con tutte e due i piedi, rimase in questa posizione per quasi un minuto con la scusa di mettersi i guanti, quindi sali’ a cavallo, quando Antonio si rialzò DIVINA CARLA gli disse,
“Quando ritorno ti voglio qui a mia disposizione così mi aiuti a scendere nello stesso modo, chiaro!”
Antonio con lo sguardo basso e sempre più rosso in faccia rispose,
“Va bene signora.”
DIVINA CARLA si allontanò tenendo il cavallo al passo, raggiunse la sua amica angelica che ha seguito tutta la scena nascosta nel suo box, DIVINA CARLA era molto soddisfatta di come era andato il suo piano, ritornò dopo più di due ore, trovò Antonio che la aspettava vicino al suo box facendo finta di essere impegnato a lavorare per non farsi dare altri compiti ed essere allontanato.
pensò
Quando arrivò al suo box, senza neanche parlare indicò con il dito indice il pavimento, Antonio diventò di nuovo rosso porpora ma si mise a quattro zampe senza esitare, DIVINA CARLA scese
Poggiando come al mattino tutti e due i piedi sulla sua schiena e restandoci qualche secondo in più del necessario, quando posò i piedi a terra Antonio si rialzò subito guardandosi intorno preoccupato di essere visto da qualcuno, soprattutto dal suo datore di lavoro.
DIVINA CARLA portò il cavallo dentro il box facendo cenno ad Antonio di seguirla, gli ordinò,
“Dissella il mio cavallo, asciugalo e poi striglialo, muoviti!”
Intanto DIVINA CARLA coccola il suo cavallo, uno stallone palomino, accarezzandogli il collo e dandogli uno zuccherino, poi si siede su una balla di fieno e aspetta che Antonio finisca,
Antonio fece quanto gli aveva ordinato, quando finì DIVINA CARLA gli disse,
“Da domani mattina voglio trovare il mio cavallo sellato e pronto per quando arrivo, chiaro!”
“Va-va bene, s-signora.”
“Un’altra cosa, prima di andare a casa devo passare in banca, puliscimi gli stivali!”
“C-come, signora?”
“Hai sentito benissimo, prendi uno straccio inginocchiati e puliscimi gli stivali, veloce!”
Antonio prese uno straccio si inginocchiò e cominciò a pulire gli stivali di DIVINA CARLA che era molto più che soddisfatta, finito di pulire gli stivali, DIVINA CARLA si alzò e se ne andò dicendo,
“A domani!”
Arrivata a casa trovò la schiava come al solito in ginocchio fronte a terra, si sedette sul suo trono e le posò un piede calzato dallo stivale sulla nuca accavallando l’altro e gravando con tutto il peso sulla sua testa schiacciandola contro il pavimento.
“Miserabile schiava, ho riflettuto a lungo e non ho trovato una punizione adeguata per la tua grave e inconcepibile mancanza, neanche frustarti a sangue come mi hai implorato tu sarebbe abbastanza, l’unica punizione adeguata è quella di cacciarti immediatamente, ma nella mia infinita magnanimità ho deciso di sospendere momentaneamente la tua condanna, 20 frustate te le meriti comunque, dopo pranzo eseguirò la condanna, sono talmente arrabbiata che passerà molto tempo e ti dovrai impegnare moltissimo per sperare di ottenere il mio perdono, alla prossima mancanza ti caccio immediatamente a calci fuori di qui per sempre e senza nessuna speranza di ritornare nelle mie grazie, capito quello che ho detto miserabile schiava?”
La schiava riuscì a mugolare un,
“Si DIVINA PADRONA.”
Nonostante il peso dei DIVINI PIEDINI della sua DIVINA PADRONA gli schiacciasse la testa sul pavimento.
DIVINA CARLA , alzò i DIVINI PIEDINI dalla nuca della schiava schioccò le dita e ordinò,
“Levami gli stivali, i calzettoni e fammi un lungo massaggio ai DIVINI PIEDINI, e ringraziami, miserabile schiava!”
La schiava restando con la fronte a terra,
“DIVINA PADRONA vi ringrazio per la vostra infinita magnanimità che non merito, vedrete non vi deluderò mai più, sarò la più umile dei vostri schiavi, non vi pentirete di avermi tenuto al vostro DIVINO servizio, grazie DIVINA PADRONA.”
Detto questo baciò gli stivali e li sfilò, lì annusò a lungo e bene quindi levo’ i calzettoni e baciò con molta passione i DIVINI PIEDINI.
DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul poggiapiedi e la schiava cominciò a massaggiarli, dopo più di mezz’ora DIVINA CARLA schioccò di nuovo le dita e ordinò,
”miserabile schiava , vai a prepararmi il bagno, muoviti!”
La schiava baciò i DIVINI PIEDINI e si precipitò a eseguire l’ordine ricevuto dalla sua
DIVINA PADRONA, tornò poco dopo al cospetto della DIVINA PADRONA, baciò di nuovo i
DIVINI PIEDINI e prostrandosi con la fronte a terra,
“DIVINA PADRONA, il vostro bagno è pronto.”
“Spogliami, miserabile schiava!”
Quando finì di spogliare la sua DIVINA PADRONA, la schiava le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena con una mano si aggrappò ai suoi capelli e con l’altra le assestò la solita fortissima pacca sul sedere dicendo,
“Muoviti miserabile cavallina, veloce!”
Arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette sulla poltrona, la schiava le sfilò le pantofole le baciò ancora i DIVINI PIEDINI, quindi DIVINA CARLA si immerse nella vasca, la schiava prese la spugna e lavo’ con molta cura la sua DIVINA PADRONA, finito il bagno
DIVINA CARLA uscì dalla vasca, la schiava le fece indossare l’accappatoio caldo che aveva tenuto sul termo arredo, si accomodò sulla poltrona, la schiava le asciugò i DIVINI PIEDINI e li baciò sempre molta passione, le rinfilò le pantofole, quindi si mise a quattro zampe,
DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena e le diede la solita fortissima pacca sul sedere ordinando,
“Miserabile Schiava portami al mio trono, veloce!”
Arrivata al suo trono DIVINA CARLA scese dalla sua schiava, getto’ a terra l’accappatoio bagnato la schiava le fece indossare la vestaglia da camera, si sedette sul suo trono schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava servirmi il pranzo, muoviti!”
La schiava le baciò le pantofole e si precipitò a prendere il vassoio in cucina, tornò poco dopo servi’ il pranzo quindi baciò e sfilò le pantofole alla sua DIVINA PADRONA, DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul cuscino, la schiava si prostrò fronte a terra, DIVINA CARLA schioccò di nuovo le dita e le ordinò,
“Miserabile Schiava ti concedo il privilegio di baciarmi i DIVINI PIEDINI mentre mangio!”
La schiava ricominciò a piangere questa volta di contentezza,
“Grazie DIVINA PADRONA della vostra infinita bontà, il vostro perdono è il più grande regalo che potevate farmi, grazie grazie grazie DIVINA PADRONA.”
“Non ti ho ancora perdonato miserabile schiava, per meritarti il mio perdono dovrai impegnarti moltissimo e dovrà passare molto tempo prima sperare di ottenere il mio perdono, ma ti concedo l’immenso onore di baciarmi e leccarmi i DIVINI PIEDINI mentre mangio!”
La schiava cominciò a baciare i DIVINI PIEDINI con gioia e passione, mentre DIVINA CARLA si godeva il pranzo.
Finito di pranzare e bevuto anche il caffè, DIVINA CARLA con i DIVINI PIEDINI appoggiati sul poggiapiedi schiocca le dita e ordina,
“Miserabile schiava, prendi la frusta quella di pelle è ora di eseguire la tua punizione, veloce miserabile schiava.”
La schiava sempre a quattro zampe, immediatamente porta con la bocca come al solito quanto ordinato dalla DIVINA PADRONA, quindi si mette in posizione per ricevere la giusta punizione.
DIVINA CARLA, con in mano la frusta si rivolge alla sua schiava,
“Miserabile schiava, queste 20 frustate non sono che la milionesima parte di quelle che ti meriteresti, ma nella mia infinita magnanimità ho deciso di infliggerti solo queste, ricordati che alla prossima mancanza ti caccio via a calci per sempre, chiaro miserabile schiava!”
La schiava sempre nella posizione per ricevere la punizione risponde,
“DIVINA PADRONA, Non merito la vostra magnanimità, mi impegnerò molto oltre le mie capacità per meritarmi il vostro perdono.”
“Vedremo miserabile schiava vedremo, adesso preparati a ricevere la giusta punizione, conta ogni colpo e ringraziami, alla fine mi bacerai i DIVINI PIEDINI e bacerai le mie pantofole,
chiaro miserabile schiava?”
“Si divina padrona.”
Finito di frustare la sua miserabile schiava, DIVINA CARLA si voleva rilassare, schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava mi voglio riposare e rilassare, leccami i DIVINI PIEDINI lentamente e con passione fammi sentire tutto l’amore che provi per la tua DIVINA PADRONA, consumati la lingua finché non ti dico di smettere!”
La schiava cominciò a leccare i DIVINI PIEDINI molto lentamente e con tutta la passione di cui era capace, nonostante si sentisse la schiena e il fondoschiena in fiamme dopo le frustate della DIVINA PADRONA, dopo un po’ DIVINA CARLA si addormentò come al solito, si risvegliò dopo una mezz’ora la schiava le stava leccando ancora i DIVINI PIEDINI sempre molto lentamente e con vera passione.
DIVINA CARLA avrebbe fatto continuare la sua schiava per ore a leccarle i DIVINI PIEDINI ma, doveva andare in palestra quindi sia pure con riluttanza schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, lavami i DIVINI PIEDINI muoviti!”
La schiava si precipitò a prendere il catino per lavare i DIVINI PIEDINI,
Lavati e asciugati i DIVINI PIEDINI, DIVINA CARLA schioccò ancora le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, vai a prendermi un paio di mutandine, un reggiseno sportivo, una t-shirt azzurra , la tuta nera, un paio di calzini di spugna e le scarpe da ginnastica azzurre, veloce!”
La schiava sempre in ginocchio si affrettò verso la cabina armadio per eseguire l’ordine appena ricevuto, tornò poco dopo con quanto richiesto dalla DIVINA PADRONA, quindi l’aiuto’ a vestirsi sempre baciando ripetutamente i DIVINI PIEDINI.
Quando DIVINA CARLA fu pronta schioccò ancora una volta le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava per cena stasera voglio una bella fiorentina, però la cuoca è già andata via, tu schiava la sai cuocere come si deve?”
“ si certo, DIVINA PADRONA.”
“ bene, sono proprio curiosa di assaggiare qualcosa cucinato da te, miserabile schiava!”
“ non vedo l’ora di servirvi in modo più completo, DIVINA PADRONA, come desiderate la cottura?”
“Rosata ma non al sangue!”
“Molto bene mi impegnerò al massimo per esaudire il vostro desiderio, DIVINA PADRONA.”
“Vedremo, a dopo miserabile schiava!”
Quando ritornò dopo la palestra trovò la schiava come al solito in ginocchio fronte a terra vicino al suo trono, si sedette la schiava le baciò le scarpe DIVINA CARLA schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava spogliami che voglio fare la doccia!”
La schiava cominciò togliendo le scarpe, le annusò molto bene, baciò i DIVINI PIEDINI, quindi spogliò completamente la sua DIVINA PADRONA, le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena, le diede la solita fortissima pacca sul sedere e ordinò,
“Portami in bagno, miserabile cavallina muoviti, veloce!”
La schiava parti’ più veloce possibile come pretendeva la DIVINA PADRONA, arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette sulla poltrona, la schiava apri’ l’acqua della doccia così che la DIVINA PADRONA non dovesse aspettare che arrivasse calda, quindi le sfilò le pantofole e baciò i DIVINI PIEDINI, finita la doccia la schiava le fece indossare l’accappatoio pulito e caldo, DIVINA CARLA si riaccomodò in poltrona, la schiava le asciugò i DIVINI PIEDINI, li baciò e le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena, come al solito le diede una fortissima pacca sul sedere e ordinò,
“Portami al mio trono, miserabile cavallina, muoviti”
Arrivata al suo trono scese dalla sua schiava, si levò l’accappatoio bagnato schioccò le dita e ordinò,
“Prendi la vestaglia da camera, miserabile schiava svelta!”
La schiava le baciò le pantofole e le prese la vestaglia e gliela fece indossare, DIVINA CARLA si accomodò sul suo trono, la schiava le sfilò le pantofole e le baciò i DIVINI PIEDINI,
DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul cuscino schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava servirmi la cena!”
La schiava le baciò i DIVINI PIEDINI quindi si precipitò a prendere il vassoio con la cena per la sua DIVINA PADRONA, tornò poco dopo, servi’ la cena versò anche il vino quindi si sdraiò sotto il tavolo e cominciò a baciare i DIVINI PIEDINI, DIVINA CARLA alzò la cupola d’argento che copriva il piatto e si trovò davanti la bistecca perfetta, ne troppo fina ne troppo spessa, la tagliò ed era cotta alla perfezione, cominciò a mangiare la bistecca cucinata dalla sua schiava, la trovò buonissima si complimentò,
“Miserabile Schiava, la bistecca è perfetta, sei stata brava!”
“Grazie DIVINA PADRONA i vostri complimenti sono l’unica ricompensa cui aspiro, grazie”
Dopo cena mentre la schiava sistemava, DIVINA CARLA si rilassava con i DIVINI PIEDINI appoggiati sul poggiapiedi e fantasticava su come poteva sfruttare al massimo la presenza di due schiavi, (perché era sicura che Antonio sarebbe diventato molto presto suo schiavo,) si stava eccitando.
Finito di sistemare, la schiava tornò al cospetto della sua DIVINA PADRONA, le baciò i
DIVINI PIEDINI quindi si prostrò fronte a terra in attesa di ordini, DIVINA CARLA schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, massaggiami i DIVINI PIEDINI, fammi vedere che aneli il mio perdono come hai bisogno di ossigeno per respirare, fatti perdonare, miserabile schiava!”
“Si DIVINA PADRONA, mi meriterò il vostro perdono, mia DIVINITÀ.”
“Vedremo, miserabile schiava, adesso massaggia come si deve i miei DIVINI PIEDINI, muoviti!”
Dopo circa trequarti d’ora, che la schiava le massaggiava i DIVINI PIEDINI,
DIVINA CARLA si reputò soddisfatta, era molto rilassata ma anche eccitata, pensò,
Schioccò le dita,
“Miserabile Schiava, non meriti il privilegio di farmi godere, ma non ho voglia di rinunciare solo per colpa tua, sarebbe un castigo più mio che tuo, quindi vieni qui e leccami come non mi hai mai leccato, se sarai capace di farmi godere come mai in vita mia, forse ti guadagnerai una piccola percentuale del mio perdono!”
La schiava si prostrò felice con la fronte a terra,
“Grazie DIVINA PADRONA, non merito il vostro perdono, ma mi impegnerò con tutto il mio amore per soddisfarvi.”
“Vedremo, vieni qui e fammi godere tanto e a lungo finché non ti ordino di smettere, miserabile schiava!”
La prese come al solito per i capelli e le sbatté la faccia sul proprio sesso intimandole,
“Lecca miserabile schiava, fai godere la tua unica DIVINITÀ, la tua sola ragione di vita, lecca!”
Dopo più di un’ora, DIVINA CARLA non sapeva più quante volte aveva goduto, aveva perso il conto al quinto orgasmo, la schiava aveva tutta la faccia impregnata dei suoi umori, schioccò le dita e ordinò,
Continua……. .
Arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava, schioccò le dita e ordinò,
“Vai a preparare il mio completo da equitazione, poi torna qui subito, miserabile schiava, veloce!”
la schiava sempre piangendo come una fontana esegui l’ordine.
Quando la schiava tornò, DIVINA CARLA si risedette sulla sua schiena gli diede la solita fortissima pacca sul sedere e con voce fredda e dura le ordinò,
“Al mio trono, miserabile schiava, veloce!”
La schiava parti’ più velocemente possibile sempre piangendo portando la sua DIVINA PADRONA al suo trono, arrivata, DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette e schioccando le dita ordinò,
“Vestimi, miserabile schiava, devo andare al maneggio mi aspetta una giornata spero interessante e produttiva, svelta non farmi perdere tempo!”
La schiava infilò i calzettoni, poi i pantaloni e infine gli stivali che baciò con passione, ma
DIVINA CARLA gli mollò con stizza un calcio in bocca lasciandola dolorante e leggermente sanguinante e se ne andò senza neanche guardarla.
Arrivata al maneggio DIVINA CARLA, preparò il suo cavallo, lo sellò, lo portò fuori dal suo box, si guardò intorno, al mattino c’era sempre pochissima gente, si accertò che nei paraggi non ci fosse nessuno, chiamò il nuovo stalliere,
“Antonio, vieni qui per favore?”
Lo stalliere corse immediatamente diventando rosso fino alla punta dei capelli,
“Ec-eccomi c-cosa desidera signora?”
“Mi aiuti a salire a cavallo.”
“C-certo, s-signora.”
Subito intrecciò le mani così che potesse metterci il piede, ma DIVINA CARLA lo bloccò dicendogli,
“No così non mi piace, mettiti a quattro zampe è molto meglio!”
Lo stalliere rimase basito e incapace di muoversi, allora DIVINA CARLA schioccò le dita,
“Muoviti non ho tutto il giorno e non mi piace aspettare!”
Antonio si guardò intorno, per fortuna non c’era nessuno, lentamente si inginocchiò e assunse la posizione come gli aveva ordinato DIVINA CARLA, che con un sorriso di soddisfazione si aggrappò alla sella e gli sali’ sulla schiena con tutte e due i piedi, rimase in questa posizione per quasi un minuto con la scusa di mettersi i guanti, quindi sali’ a cavallo, quando Antonio si rialzò DIVINA CARLA gli disse,
“Quando ritorno ti voglio qui a mia disposizione così mi aiuti a scendere nello stesso modo, chiaro!”
Antonio con lo sguardo basso e sempre più rosso in faccia rispose,
“Va bene signora.”
DIVINA CARLA si allontanò tenendo il cavallo al passo, raggiunse la sua amica angelica che ha seguito tutta la scena nascosta nel suo box, DIVINA CARLA era molto soddisfatta di come era andato il suo piano, ritornò dopo più di due ore, trovò Antonio che la aspettava vicino al suo box facendo finta di essere impegnato a lavorare per non farsi dare altri compiti ed essere allontanato.
pensò
Quando arrivò al suo box, senza neanche parlare indicò con il dito indice il pavimento, Antonio diventò di nuovo rosso porpora ma si mise a quattro zampe senza esitare, DIVINA CARLA scese
Poggiando come al mattino tutti e due i piedi sulla sua schiena e restandoci qualche secondo in più del necessario, quando posò i piedi a terra Antonio si rialzò subito guardandosi intorno preoccupato di essere visto da qualcuno, soprattutto dal suo datore di lavoro.
DIVINA CARLA portò il cavallo dentro il box facendo cenno ad Antonio di seguirla, gli ordinò,
“Dissella il mio cavallo, asciugalo e poi striglialo, muoviti!”
Intanto DIVINA CARLA coccola il suo cavallo, uno stallone palomino, accarezzandogli il collo e dandogli uno zuccherino, poi si siede su una balla di fieno e aspetta che Antonio finisca,
Antonio fece quanto gli aveva ordinato, quando finì DIVINA CARLA gli disse,
“Da domani mattina voglio trovare il mio cavallo sellato e pronto per quando arrivo, chiaro!”
“Va-va bene, s-signora.”
“Un’altra cosa, prima di andare a casa devo passare in banca, puliscimi gli stivali!”
“C-come, signora?”
“Hai sentito benissimo, prendi uno straccio inginocchiati e puliscimi gli stivali, veloce!”
Antonio prese uno straccio si inginocchiò e cominciò a pulire gli stivali di DIVINA CARLA che era molto più che soddisfatta, finito di pulire gli stivali, DIVINA CARLA si alzò e se ne andò dicendo,
“A domani!”
Arrivata a casa trovò la schiava come al solito in ginocchio fronte a terra, si sedette sul suo trono e le posò un piede calzato dallo stivale sulla nuca accavallando l’altro e gravando con tutto il peso sulla sua testa schiacciandola contro il pavimento.
“Miserabile schiava, ho riflettuto a lungo e non ho trovato una punizione adeguata per la tua grave e inconcepibile mancanza, neanche frustarti a sangue come mi hai implorato tu sarebbe abbastanza, l’unica punizione adeguata è quella di cacciarti immediatamente, ma nella mia infinita magnanimità ho deciso di sospendere momentaneamente la tua condanna, 20 frustate te le meriti comunque, dopo pranzo eseguirò la condanna, sono talmente arrabbiata che passerà molto tempo e ti dovrai impegnare moltissimo per sperare di ottenere il mio perdono, alla prossima mancanza ti caccio immediatamente a calci fuori di qui per sempre e senza nessuna speranza di ritornare nelle mie grazie, capito quello che ho detto miserabile schiava?”
La schiava riuscì a mugolare un,
“Si DIVINA PADRONA.”
Nonostante il peso dei DIVINI PIEDINI della sua DIVINA PADRONA gli schiacciasse la testa sul pavimento.
DIVINA CARLA , alzò i DIVINI PIEDINI dalla nuca della schiava schioccò le dita e ordinò,
“Levami gli stivali, i calzettoni e fammi un lungo massaggio ai DIVINI PIEDINI, e ringraziami, miserabile schiava!”
La schiava restando con la fronte a terra,
“DIVINA PADRONA vi ringrazio per la vostra infinita magnanimità che non merito, vedrete non vi deluderò mai più, sarò la più umile dei vostri schiavi, non vi pentirete di avermi tenuto al vostro DIVINO servizio, grazie DIVINA PADRONA.”
Detto questo baciò gli stivali e li sfilò, lì annusò a lungo e bene quindi levo’ i calzettoni e baciò con molta passione i DIVINI PIEDINI.
DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul poggiapiedi e la schiava cominciò a massaggiarli, dopo più di mezz’ora DIVINA CARLA schioccò di nuovo le dita e ordinò,
”miserabile schiava , vai a prepararmi il bagno, muoviti!”
La schiava baciò i DIVINI PIEDINI e si precipitò a eseguire l’ordine ricevuto dalla sua
DIVINA PADRONA, tornò poco dopo al cospetto della DIVINA PADRONA, baciò di nuovo i
DIVINI PIEDINI e prostrandosi con la fronte a terra,
“DIVINA PADRONA, il vostro bagno è pronto.”
“Spogliami, miserabile schiava!”
Quando finì di spogliare la sua DIVINA PADRONA, la schiava le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena con una mano si aggrappò ai suoi capelli e con l’altra le assestò la solita fortissima pacca sul sedere dicendo,
“Muoviti miserabile cavallina, veloce!”
Arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette sulla poltrona, la schiava le sfilò le pantofole le baciò ancora i DIVINI PIEDINI, quindi DIVINA CARLA si immerse nella vasca, la schiava prese la spugna e lavo’ con molta cura la sua DIVINA PADRONA, finito il bagno
DIVINA CARLA uscì dalla vasca, la schiava le fece indossare l’accappatoio caldo che aveva tenuto sul termo arredo, si accomodò sulla poltrona, la schiava le asciugò i DIVINI PIEDINI e li baciò sempre molta passione, le rinfilò le pantofole, quindi si mise a quattro zampe,
DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena e le diede la solita fortissima pacca sul sedere ordinando,
“Miserabile Schiava portami al mio trono, veloce!”
Arrivata al suo trono DIVINA CARLA scese dalla sua schiava, getto’ a terra l’accappatoio bagnato la schiava le fece indossare la vestaglia da camera, si sedette sul suo trono schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava servirmi il pranzo, muoviti!”
La schiava le baciò le pantofole e si precipitò a prendere il vassoio in cucina, tornò poco dopo servi’ il pranzo quindi baciò e sfilò le pantofole alla sua DIVINA PADRONA, DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul cuscino, la schiava si prostrò fronte a terra, DIVINA CARLA schioccò di nuovo le dita e le ordinò,
“Miserabile Schiava ti concedo il privilegio di baciarmi i DIVINI PIEDINI mentre mangio!”
La schiava ricominciò a piangere questa volta di contentezza,
“Grazie DIVINA PADRONA della vostra infinita bontà, il vostro perdono è il più grande regalo che potevate farmi, grazie grazie grazie DIVINA PADRONA.”
“Non ti ho ancora perdonato miserabile schiava, per meritarti il mio perdono dovrai impegnarti moltissimo e dovrà passare molto tempo prima sperare di ottenere il mio perdono, ma ti concedo l’immenso onore di baciarmi e leccarmi i DIVINI PIEDINI mentre mangio!”
La schiava cominciò a baciare i DIVINI PIEDINI con gioia e passione, mentre DIVINA CARLA si godeva il pranzo.
Finito di pranzare e bevuto anche il caffè, DIVINA CARLA con i DIVINI PIEDINI appoggiati sul poggiapiedi schiocca le dita e ordina,
“Miserabile schiava, prendi la frusta quella di pelle è ora di eseguire la tua punizione, veloce miserabile schiava.”
La schiava sempre a quattro zampe, immediatamente porta con la bocca come al solito quanto ordinato dalla DIVINA PADRONA, quindi si mette in posizione per ricevere la giusta punizione.
DIVINA CARLA, con in mano la frusta si rivolge alla sua schiava,
“Miserabile schiava, queste 20 frustate non sono che la milionesima parte di quelle che ti meriteresti, ma nella mia infinita magnanimità ho deciso di infliggerti solo queste, ricordati che alla prossima mancanza ti caccio via a calci per sempre, chiaro miserabile schiava!”
La schiava sempre nella posizione per ricevere la punizione risponde,
“DIVINA PADRONA, Non merito la vostra magnanimità, mi impegnerò molto oltre le mie capacità per meritarmi il vostro perdono.”
“Vedremo miserabile schiava vedremo, adesso preparati a ricevere la giusta punizione, conta ogni colpo e ringraziami, alla fine mi bacerai i DIVINI PIEDINI e bacerai le mie pantofole,
chiaro miserabile schiava?”
“Si divina padrona.”
Finito di frustare la sua miserabile schiava, DIVINA CARLA si voleva rilassare, schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava mi voglio riposare e rilassare, leccami i DIVINI PIEDINI lentamente e con passione fammi sentire tutto l’amore che provi per la tua DIVINA PADRONA, consumati la lingua finché non ti dico di smettere!”
La schiava cominciò a leccare i DIVINI PIEDINI molto lentamente e con tutta la passione di cui era capace, nonostante si sentisse la schiena e il fondoschiena in fiamme dopo le frustate della DIVINA PADRONA, dopo un po’ DIVINA CARLA si addormentò come al solito, si risvegliò dopo una mezz’ora la schiava le stava leccando ancora i DIVINI PIEDINI sempre molto lentamente e con vera passione.
DIVINA CARLA avrebbe fatto continuare la sua schiava per ore a leccarle i DIVINI PIEDINI ma, doveva andare in palestra quindi sia pure con riluttanza schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, lavami i DIVINI PIEDINI muoviti!”
La schiava si precipitò a prendere il catino per lavare i DIVINI PIEDINI,
Lavati e asciugati i DIVINI PIEDINI, DIVINA CARLA schioccò ancora le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, vai a prendermi un paio di mutandine, un reggiseno sportivo, una t-shirt azzurra , la tuta nera, un paio di calzini di spugna e le scarpe da ginnastica azzurre, veloce!”
La schiava sempre in ginocchio si affrettò verso la cabina armadio per eseguire l’ordine appena ricevuto, tornò poco dopo con quanto richiesto dalla DIVINA PADRONA, quindi l’aiuto’ a vestirsi sempre baciando ripetutamente i DIVINI PIEDINI.
Quando DIVINA CARLA fu pronta schioccò ancora una volta le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava per cena stasera voglio una bella fiorentina, però la cuoca è già andata via, tu schiava la sai cuocere come si deve?”
“ si certo, DIVINA PADRONA.”
“ bene, sono proprio curiosa di assaggiare qualcosa cucinato da te, miserabile schiava!”
“ non vedo l’ora di servirvi in modo più completo, DIVINA PADRONA, come desiderate la cottura?”
“Rosata ma non al sangue!”
“Molto bene mi impegnerò al massimo per esaudire il vostro desiderio, DIVINA PADRONA.”
“Vedremo, a dopo miserabile schiava!”
Quando ritornò dopo la palestra trovò la schiava come al solito in ginocchio fronte a terra vicino al suo trono, si sedette la schiava le baciò le scarpe DIVINA CARLA schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava spogliami che voglio fare la doccia!”
La schiava cominciò togliendo le scarpe, le annusò molto bene, baciò i DIVINI PIEDINI, quindi spogliò completamente la sua DIVINA PADRONA, le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena, le diede la solita fortissima pacca sul sedere e ordinò,
“Portami in bagno, miserabile cavallina muoviti, veloce!”
La schiava parti’ più veloce possibile come pretendeva la DIVINA PADRONA, arrivata in bagno DIVINA CARLA scese dalla sua schiava si sedette sulla poltrona, la schiava apri’ l’acqua della doccia così che la DIVINA PADRONA non dovesse aspettare che arrivasse calda, quindi le sfilò le pantofole e baciò i DIVINI PIEDINI, finita la doccia la schiava le fece indossare l’accappatoio pulito e caldo, DIVINA CARLA si riaccomodò in poltrona, la schiava le asciugò i DIVINI PIEDINI, li baciò e le infilò le pantofole poi si mise a quattro zampe, DIVINA CARLA si accomodò sulla sua schiena, come al solito le diede una fortissima pacca sul sedere e ordinò,
“Portami al mio trono, miserabile cavallina, muoviti”
Arrivata al suo trono scese dalla sua schiava, si levò l’accappatoio bagnato schioccò le dita e ordinò,
“Prendi la vestaglia da camera, miserabile schiava svelta!”
La schiava le baciò le pantofole e le prese la vestaglia e gliela fece indossare, DIVINA CARLA si accomodò sul suo trono, la schiava le sfilò le pantofole e le baciò i DIVINI PIEDINI,
DIVINA CARLA appoggiò i DIVINI PIEDINI sul cuscino schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava servirmi la cena!”
La schiava le baciò i DIVINI PIEDINI quindi si precipitò a prendere il vassoio con la cena per la sua DIVINA PADRONA, tornò poco dopo, servi’ la cena versò anche il vino quindi si sdraiò sotto il tavolo e cominciò a baciare i DIVINI PIEDINI, DIVINA CARLA alzò la cupola d’argento che copriva il piatto e si trovò davanti la bistecca perfetta, ne troppo fina ne troppo spessa, la tagliò ed era cotta alla perfezione, cominciò a mangiare la bistecca cucinata dalla sua schiava, la trovò buonissima si complimentò,
“Miserabile Schiava, la bistecca è perfetta, sei stata brava!”
“Grazie DIVINA PADRONA i vostri complimenti sono l’unica ricompensa cui aspiro, grazie”
Dopo cena mentre la schiava sistemava, DIVINA CARLA si rilassava con i DIVINI PIEDINI appoggiati sul poggiapiedi e fantasticava su come poteva sfruttare al massimo la presenza di due schiavi, (perché era sicura che Antonio sarebbe diventato molto presto suo schiavo,) si stava eccitando.
Finito di sistemare, la schiava tornò al cospetto della sua DIVINA PADRONA, le baciò i
DIVINI PIEDINI quindi si prostrò fronte a terra in attesa di ordini, DIVINA CARLA schioccò le dita e ordinò,
“Miserabile Schiava, massaggiami i DIVINI PIEDINI, fammi vedere che aneli il mio perdono come hai bisogno di ossigeno per respirare, fatti perdonare, miserabile schiava!”
“Si DIVINA PADRONA, mi meriterò il vostro perdono, mia DIVINITÀ.”
“Vedremo, miserabile schiava, adesso massaggia come si deve i miei DIVINI PIEDINI, muoviti!”
Dopo circa trequarti d’ora, che la schiava le massaggiava i DIVINI PIEDINI,
DIVINA CARLA si reputò soddisfatta, era molto rilassata ma anche eccitata, pensò,
Schioccò le dita,
“Miserabile Schiava, non meriti il privilegio di farmi godere, ma non ho voglia di rinunciare solo per colpa tua, sarebbe un castigo più mio che tuo, quindi vieni qui e leccami come non mi hai mai leccato, se sarai capace di farmi godere come mai in vita mia, forse ti guadagnerai una piccola percentuale del mio perdono!”
La schiava si prostrò felice con la fronte a terra,
“Grazie DIVINA PADRONA, non merito il vostro perdono, ma mi impegnerò con tutto il mio amore per soddisfarvi.”
“Vedremo, vieni qui e fammi godere tanto e a lungo finché non ti ordino di smettere, miserabile schiava!”
La prese come al solito per i capelli e le sbatté la faccia sul proprio sesso intimandole,
“Lecca miserabile schiava, fai godere la tua unica DIVINITÀ, la tua sola ragione di vita, lecca!”
Dopo più di un’ora, DIVINA CARLA non sapeva più quante volte aveva goduto, aveva perso il conto al quinto orgasmo, la schiava aveva tutta la faccia impregnata dei suoi umori, schioccò le dita e ordinò,
Continua……. .
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