Norma: la dog sitter più amata dagli italiani 1
di
VicentinoGrey
genere
zoofilia
Le voci sulla remissività e l'accondiscendenza a rapporti trasgressivi di una prostituta perugina erano arrivate alle orecchie del compagno di Norma e lei non ebbe altra scelta se non lasciare casa. Aveva trovato una vecchia casupola, al confine della città con la campagna, lontana dallo smog e circondata da prati, benché incolti.
Un cliente si presentò a lei con un cane, chiedendole se poteva tenere Thor con sé finché lui consumava il rapporto con lei. Norma acconsentì purché rimanesse al guinzaglio , legato a un radiatore. Mentre il padrone la scopava, il cane iniziò a uggiolare, eccitato dagli umori sessuali che aleggiavano nell'aria. La dedizione che l'uomo riservava al suo amico a quattro zampe gli fece nascere l'idea di farlo felice con Norma. La curiosità e il fruscio della banconote che l'uomo le fece udire la convinsero ad accettare a mettersi alla pecorina e accoppiarsi con l'animale. Si fece stendere una grossa coperta sopra la schiena per ripararsi dalle zampe dell'animale e si preparò alla copula. L'uomo liberò il cane e lo fece montare sulla schiena di Norma. Pochi colpi di prova furono sufficienti per infilare la vagina e muoversi con rapidità. Bastò meno di un minuto perché tutto finisse. In quelle poche decine di secondi, Norma sentì di aver sceso un altro gradino verso il fondo della moralità. Nonostante questa consapevolezza, si rallegrò con sé stessa per aver superato un altro limite: a lei i cani facevano paura. Il cliente nel mentre si era nuovamente eccitato e Norma si sentì in dovere di soddisfarlo con la bocca, ingoiando fino all'ultima stilla di sperma, visto il cospicuo guadagno che le aveva assicurato.
“La prossima volta porto con me Thor e si darò ancora più soldi se gli farai uno dei tuoi meravigliosi pompini” le disse in tono deciso.
“Non credo di esserne capace: ho paura dei cani. Oggi mi sono superata nel farti contento quando mi hai chiesto di farlo con Thor”.
“Vedremo” commentò laconicamente prima di andarsene “vedremo”.
Un cliente si presentò a lei con un cane, chiedendole se poteva tenere Thor con sé finché lui consumava il rapporto con lei. Norma acconsentì purché rimanesse al guinzaglio , legato a un radiatore. Mentre il padrone la scopava, il cane iniziò a uggiolare, eccitato dagli umori sessuali che aleggiavano nell'aria. La dedizione che l'uomo riservava al suo amico a quattro zampe gli fece nascere l'idea di farlo felice con Norma. La curiosità e il fruscio della banconote che l'uomo le fece udire la convinsero ad accettare a mettersi alla pecorina e accoppiarsi con l'animale. Si fece stendere una grossa coperta sopra la schiena per ripararsi dalle zampe dell'animale e si preparò alla copula. L'uomo liberò il cane e lo fece montare sulla schiena di Norma. Pochi colpi di prova furono sufficienti per infilare la vagina e muoversi con rapidità. Bastò meno di un minuto perché tutto finisse. In quelle poche decine di secondi, Norma sentì di aver sceso un altro gradino verso il fondo della moralità. Nonostante questa consapevolezza, si rallegrò con sé stessa per aver superato un altro limite: a lei i cani facevano paura. Il cliente nel mentre si era nuovamente eccitato e Norma si sentì in dovere di soddisfarlo con la bocca, ingoiando fino all'ultima stilla di sperma, visto il cospicuo guadagno che le aveva assicurato.
“La prossima volta porto con me Thor e si darò ancora più soldi se gli farai uno dei tuoi meravigliosi pompini” le disse in tono deciso.
“Non credo di esserne capace: ho paura dei cani. Oggi mi sono superata nel farti contento quando mi hai chiesto di farlo con Thor”.
“Vedremo” commentò laconicamente prima di andarsene “vedremo”.
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