Il sorpasso

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interviste

Mi piace viaggiare. Mi piace guidare. Mi piace salire in macchina, mettere la musica a tutto volume, uscire dalla città e andare lontano. Mi rilassa.
Mentre la musica riempie l’abitacolo e le parole delle canzoni mi scorrono nelle vene, varco la soglia del mio mondo, dove esisto solo io, con le mie passioni, le mie paure e i miei istinti. E tutto il mondo fuori, come dice Vasco.
Nell’abitacolo dell’auto trascorriamo, chi più, chi meno, parte della nostra vita, spostandoci per lavoro o divertimento. In macchina vengono consumati, spesso, i rapporti clandestini. Chissà come mai, ma molti uomini si eccitano particolarmente a fare sesso in auto.
Mentre guidava, Marco adorava quando glielo prendevo in bocca fino a consumarglielo. Non voleva venire per non distrarsi troppo dalla guida, ma si tratteneva a fatica. C’era un momento in cui sapevo che non ce l’avrebbe più fatta e avremmo dovuto fermarci. Succedeva sempre quando alzavo in aria il sedere, lui mi allargava le labbra per penetrarmi con le dita e superava i camion. Credo che l’idea di mostrarmi ad altri uomini lo facesse impazzire.

Mentre vago con i miei pensieri e mi rilasso pensando al niente, alle parole delle canzoni e alla mia vita, mi metto in terza corsia a 140Km/h e viaggio.
Fino a quando… arriva il rompicazzo di turno che ti si piazza attaccato al culo. O addirittura ti fa i fanali. Lo sento. Improvvisamente, troppo addosso e troppo vicino. Ed è una cosa che non sopporto. Nella vita, come in macchina, odio avere la gente addosso. In strada, ho la fortuna di avere un’esperienza di guida e un’auto che mi consentono di accelerare in sicurezza. Nella vita, ho imparato a tenere lontane le persone con parole, sguardi e atteggiamenti.

In realtà è solo colpa mia, avrei dovuto notarla prima, ma si è palesata d’improvviso e ora, non conoscendo i motivi di tanta fretta, educatamente e velocemente mi sposto nella seconda corsia per lasciare il passo.
La macchina che sento addosso come un respiro caldo sul collo e’ una BMW serie 3.
Mi supera sfrecciando a oltre 160. Guardo la targa. Mi colpisce. Contiene le mie iniziali e il mio anno di nascita. A parte questo, dopo pochi secondi, ritorno immersa nei miei pensieri.

Mentre ascolto le parole di Sia e mi sento inarrestabile come una Porsche senza freni, vedo la BMW in seconda corsia attestata attorno ai 125/130 km/ora. “Allora non era un’emergenza…volevi solo rompere”… penso. E mi viene una stupida voglia di sfida, quasi strafottente, nei confronti di uno o una sconosciuta.
Supero la BMW, guardando a destra e cercando di incrociare lo sguardo del guidatore. I finestrini sono oscurati ma tu puoi vedermi. Indosso la miglior faccia da sberle che riesco a tirare fuori, abbasso il finestrino così sono sicura che mi puoi vedere. Il vento che entra all’improvviso scompiglia la mia chioma bionda e devo alzare gli occhiali da sole per tentare di tenere a bada la massa… Mi vedi, vero? Io non so chi sei. Meglio, ancora meglio. Una sfida contro l’ignoto.
Supero e mi piazzo davanti, inserendo il pilota automatico a 135. Così ho possibilità di osservarti e tu puoi notarmi meglio. Sposto ancora i capelli da un lato all’altro, come fanno i pavoni in fase di accoppiamento. Guardami. E penso che ad alcuni uomini rode essere superati in macchina dalle donne. Poco dopo metti la freccia per superarmi ma in pochi attimi accelero e mi sposto sulla terza corsia prima che tu abbia il tempo di farlo. Prendimi, ora. Se riesci. Stiamo insieme sulla terza corsia per un po’, poi sento che ti innervosisci, deceleri, passi sulla seconda, poi sulla prima e rientri a pochi metri. Seconda corsia, terza di nuovo. Nervoso, penso. Sei molto probabilmente un giovane che scalpita, che vuole dimostrare di essere molto maschio. Forza, darling, fammi vedere cosa sai fare. Mi superi e deceleri, ri-inserendoti davanti a me. Ah bene, vuoi starmi vicino. Allora adesso possiamo giocare.
Questo viaggio sta assomigliando sempre di più a una di quelle notti di sesso in cui continui a cambiare posizione perché tu vuoi dirigere, e lui te lo lascia fare per un po’ e poi ti rimette al tuo posto, o forse sei tu che glielo lasci credere, per poi riprendere il controllo.
E’un gioco molto erotico. L’adrenalina della velocità mixata all’eccitazione da mistero mi stanno facendo accelerare i battiti del cuore e la voglia di fare sesso. Ho voglia di giocare con chi guida la BMW. Non mi interessa sapere se è uomo, donna, giovane o vecchio. Mi stimola ed eccita da impazzire. E mentre i km sfrecciano, penso che questo gioco potrebbe terminare in qualsiasi momento. Chissà dove uscirà lui/lei? Mentre continuiamo, come due bambini a giocare tra le macchine dell’autostrada, penso “E se mi fermassi all’Autogrill? Se ci fermassimo? Penso a quella che Erica Young chiama “la scopata senza cerniera” e sorrido. Ti supero, metto la freccia e guardo nello specchietto retrovisore. Vediamo se mi segui...
scritto il
2023-09-04
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