Maturità e decadenza IV
di
Heroindio
genere
tradimenti
Il giorno dopo, Nadine si è avvicinata.
Senza farsene accorgere da Corinna, che stava in bagno a lavarsi, mi ha bisbigliato che avremmo dovuto chiarirci. Quando ho detto alla sorella che stavo per andare a comprare l’acqua minerale, lei ha colto l’occasione e mi ha chiesto un passaggio per fare la spesa.
In macchina ha preso il discorso lei. Mi ha detto che aveva delle difficoltà ad accettare l’idea che -seppure in uno stato di ebbrezza- avesse tradito sua sorella.
Ho cercato di sdrammatizzare cambiando discorso. Non sono riuscito però a distrarla dalle preoccupazioni.
Mi sono poi limitato a riassumere i postumi dell’inciucio. Mi ero infatti masturbato un paio di volte pensando a quello che era successo la sera precedente mentre lei vomitava sul water e io la leccavo e la scopavo da dietro.
Ma Nadine non sembrava comprendere il senso di ciò che stavo cercando di esprimere. Tuttavia, guardandola di sottecchi, ho avuto l’impressione che facesse finta di non sentire. È probabile che ritenesse paradossale il fatto che, nonostante io stessi con la sorella di 6 anni più giovane di lei, preferissi annusare e leccare il corpo di una 54enne nemmeno tanto in forma.
La volontà di lei di sentirsi in qualche modo meno sporca nei confronti di Corinna, la rendeva del tutto insensibile alle mie allusioni.
Dopo aver fatto la spesa, però, si è detta disposta a mantenere il riserbo sulla cosa e abbiamo pensato di ripercorrere per l’ultima volta le “tappe” della tresca.
Siamo usciti dal parcheggio del supermercato e abbiamo imboccato una strada sterrata che porta sul retro. Da lì ci siamo inoltrati in mezzo ai campi. Ho fermato la macchina dove gli arbusti e l’erba erano alti sui lati della carreggiata. Era l’ora del crepuscolo. Ho spento il motore e ho guardato a destra. Nadine si era allungata sul sedile. Si era alzata la gonna ed aveva aggraffato con le mani l’elastico della mutandina nel tentativo di tirarla giù.
[…]
Senza farsene accorgere da Corinna, che stava in bagno a lavarsi, mi ha bisbigliato che avremmo dovuto chiarirci. Quando ho detto alla sorella che stavo per andare a comprare l’acqua minerale, lei ha colto l’occasione e mi ha chiesto un passaggio per fare la spesa.
In macchina ha preso il discorso lei. Mi ha detto che aveva delle difficoltà ad accettare l’idea che -seppure in uno stato di ebbrezza- avesse tradito sua sorella.
Ho cercato di sdrammatizzare cambiando discorso. Non sono riuscito però a distrarla dalle preoccupazioni.
Mi sono poi limitato a riassumere i postumi dell’inciucio. Mi ero infatti masturbato un paio di volte pensando a quello che era successo la sera precedente mentre lei vomitava sul water e io la leccavo e la scopavo da dietro.
Ma Nadine non sembrava comprendere il senso di ciò che stavo cercando di esprimere. Tuttavia, guardandola di sottecchi, ho avuto l’impressione che facesse finta di non sentire. È probabile che ritenesse paradossale il fatto che, nonostante io stessi con la sorella di 6 anni più giovane di lei, preferissi annusare e leccare il corpo di una 54enne nemmeno tanto in forma.
La volontà di lei di sentirsi in qualche modo meno sporca nei confronti di Corinna, la rendeva del tutto insensibile alle mie allusioni.
Dopo aver fatto la spesa, però, si è detta disposta a mantenere il riserbo sulla cosa e abbiamo pensato di ripercorrere per l’ultima volta le “tappe” della tresca.
Siamo usciti dal parcheggio del supermercato e abbiamo imboccato una strada sterrata che porta sul retro. Da lì ci siamo inoltrati in mezzo ai campi. Ho fermato la macchina dove gli arbusti e l’erba erano alti sui lati della carreggiata. Era l’ora del crepuscolo. Ho spento il motore e ho guardato a destra. Nadine si era allungata sul sedile. Si era alzata la gonna ed aveva aggraffato con le mani l’elastico della mutandina nel tentativo di tirarla giù.
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