Il brutto anatroccolo

di
genere
saffico

Visto che le ferie erano belle che andate decisi di ritornare a lavorare con l’idea di andare via qualche giorno in inverno quando il lavoro nella fattoria di Greta sarebbe diminuito , che poi a dirla tutta non sentivo neanche la necessità di ferie , la mia vita allora come oggi va alla grande, ho un lavoro che adoro, una compagna che amo e che soprattutto mi ama, tre figli pelosi e tante sorelline, quindi ferie da cosa?
Comunque, al mio rientro ci fu una novità, la mia promozione aveva lasciato il posto di assistente personale di Clara vacante , fu ricoperto da in parte da Giulia,una quarantenne tutta casa e chiesa , il fatto che sia sposata e con figli oltre a renderla esente dalle attenzioni di Clara la libera anche dal lavoro di autista e poi c’è la mia segretaria ,Carmela , una ragazza siciliana di ventitré anni, capelli mossi neri , occhiali stile televisore al plasma e faccia da secchiona, è stata probabilmente la persona più timida che io abbia mai conosciuto, quando le si diceva qualcosa diventava rossa come un peperone e abbassava lo sguardo , i brufoli sulle guance le davano un aspetto da ragazzina adolescente che contrastava con il modo di vestire castigatissimo e fuori moda, guardavo lei e vedevo me quando andai via dalla mia città, anche se non ero a quei livelli quanto a timidezza, quelle rare volte che sbagliava qualcosa non riuscivo nemmeno ad arrabbiarmi, mi faceva troppa tenerezza.
Dopo quasi un mese a stretto contatto non riuscivo ancora a fare in modo che si aprisse un po’ , alla fine decisi di aiutarla a superare la sua timidezza, dava e dà tuttora l’impressione di essere una brava ragazza ma molto sola.
Ne Parlai con Greta , Clara e Miki che se pur con qualche dubbio accettarono di aiutarmi a farla svegliare un po’ , il primo venerdì disponibile quando quasi tutti erano andati via le chiesi se poteva fermarsi un oretta in più per terminare un lavoro con la proposta di riaccompagnarla a casa in macchina, accettò più per paura nei miei confronti, sulla strada per casa sua le chiesi come avrebbe passato il fine settimana, se col ragazzo o con le amiche.
“Non ho un ragazzo e non ho amici , sono qui solo da un anno “

“Capisco…. Io vado a mangiare una pizza con delle amiche, se vuoi puoi venire con noi, ci sarà anche Clara”

Lei si illuminó in viso ma poi la sua cazzo di timidezza venne ancora fuori, balbettando mi disse che non voleva disturbare , anche perché si sarebbe voluta lavare .
“Puoi lavarti benissimo da me , se vuoi puoi anche fermarti a dormire,c’è una cameretta , quanto ai vestiti ne ho un armadio pieno e abbiamo più o meno la stessa taglia “
Lo dissi come se fosse un ordine di lavoro, lei provò a dire qualcosa ma alla fine accettò come se un suo rifiuto l’avrebbe portata a passare
guai .
Arrivammo a casa da me , in previsione della vendita avevo già portato qualcosa da Greta .
“Fai come se fossi a casa tua Carmela “
“Grazie signorina Chiara”

Le dissi che se mi avrebbe chiamato ancora in quel modo fuori dal lavoro l’avrei mandata a pulire i gabinetti, almeno questa volta capì che stavo scherzando, Clotar andò subito a fare le feste alla nuova arrivata che non sembró per niente intimorita dal mio vitellone .
Andai a fare la doccia per prima , avevo intenzione di dedicarmi a lei ,farla carina per l’uscita di quella sera , ritornai in soggiorno in accappatoio e con i capelli ancora bagnati, lei era intenta a guardare le foto attaccate al muro, fissava una dove io e Greta ci stavamo baciando .
“È la mia fidanzata…ci sarà anche lei stasera“

Si voltò vedendomi con l’accappatoio slacciato intenta a darmi un’asciugata , era nell’imbarazzo più totale.

La guardai , non c’era solo l’imbarazzo nei suoi occhi ma anche qualcos’altro, come se volesse dire qualcosa di più , decisi di buttare l’esca.
“ ti fanno schifo due donne che si baciano? La sai che sono lesbica?”

Per la prima volta mi guardó dritta negli occhi.
“No signorina Chiara ehm Chiara, non è un problema, e poi lo sanno tutti che lei … cioè tu stai con una donna ”

Il suo sguardo si posó sul mio corpo , sul vedo non vedo offerto dall’accappatoio.

“Vai a lavarti, intanto io metto qualcosa di comodo cosi vediamo di prepararti per la serata, sono sicura che troveremo qualcosa di adatto nell’armadio “

Poco dopo busso in camera da letto, era in accappatoio io avevo messo una maglia xxl che mi faceva da vestaglia e senza intimo sotto.

“Ahh eccoti , siediti sullo sgabello girevole di fronte allo specchio e togliti l’accappatoio“

Fece scivolare l’accappatoio, coprendosi la sua quarta abbondante con le mani , feci girare la sedia squadrandola dalla testa ai piedi.

“Sei una ragazza bellissima, peccato che non ti curi per nulla, faresti girare la testa a tutti gli uomini e a molte donne sul tuo cammino … vedrai che uscirai di qui che sarai un’altra persona”

Fu un lungo lavoro, cominciai dai piedi, le depilai le braccia e la schiena ricoperta da una peluria leggera ma un po’ scura, le sistemai le unghie delle mani , le sopracciglia e i capelli che furono domati a colpi di piastra e spazzola.

“Beh non sono una parrucchiera ne un estetista ma devo dire che adesso andiamo molto meglio”

Girai la sedia in modo che potesse vedersi allo specchio, rimase li … ferma a guardarsi cose se si fosse ritrovata di colpo in un corpo estraneo , avrebbe avuto bisogno di una depilazione tra le gambe ma se già si copriva le tette per la vergogna figuriamoci cosa avrebbe fatto se gli avessi proposto di togliere quel gatto siamese accovacciato tra le sue cosce.
Aprii l’armadio e tirai fuori qualcosa di sportivo , un paio di jeans e una camicia bianca , da un cassetto tirai le Mutandine più castigate che avevo mettendogliele sul letto.
“Vestiti con calma quando al reggiseno non posso aiutarti , a te serve qualcosa di più grande , io comunque al tuo posto uscirei senza”

Diventò viola in viso, la lasciai sola a vestirsi con calma , quando tornó in soggiorno sembrava un altra .

Rimanemmo in soggiorno per un po’ a chiacchierare e venne fuori che stava cercando una casa da acquistare, le dissi che la mia era in vendita e che le avrei fatto un buon prezzo, rispose che ne avrebbe parlato con il padre e che mi avrebbe dato risposta a breve, quando andai a vestirmi me la portai in camera con me …. Senza secondi fini , piano piano si stava rilassando e si stava aprendo, quando mi vide completamente nuda si voltò.
“Guarda che non è necessario che ti volti … o ti vergogni ? “

“Un po’ … comunque complimenti… sei molto bella…”


“Vedo che hai seguito il mio consiglio di non mettere il reggiseno… stai davvero bene… sei molto sexy”

Per un momento pensai che fosse li per li per svenire .

Uscimmo di casa e andammo a prendere Greta , e poi ci avviammo in pizzeria ,la mia preoccupazione in questa storia non era di certo Greta che ha molto tatto nei rapporti con le persone ma Miki che è una fuori di testa senza controllo.
Arrivammo in pizzeria e Miki arrivò poco dopo, Clara diede buca per un imprevisto.
“Ma tu non sei, la ragazza che fa sempre colazione al bar di Mu La Mucca”

“Valentina? La ragazza che si veste in modo strano?… “

“Si esatto proprio lei… piacere sono Miki , tu invece devi essere la famosa Carmela , sei più carina di quanto pensassi … ma per caso sei parente di Valentina? Vi somigliate…”
Disse l’ultima frase fissandogli le tette, volevo strozzarla , Carmela si coprì le tette con le mani per l’imbarazzo.

“Non farci caso Carmela, se Miki non fa la scema non è lei”

Prese Carmela sotto braccio

“Vieni lasciamo queste due da sole… sono due tristone… e non fidarti mai di loro eh “

Entrò nel locale prendendo per il culo Cristian il cameriere pelato

“Ciao Cri ti sei fatto crescere i capelli, mi raccomando la cuffia, l’ultima volta ho trovato un tuo capello sulla pizza “

Facciamo le ordinazioni, ironia della sorte le pizze in questo locale hanno nomi da donna e la prosciutto e funghi si chiama guarda caso Michela , non so se Carmela lo abbia fatto apposta ma ordinó proprio quella .

“Potevi dirlo che volevi mangiarmi… mi sarei concessa molto volentieri ..uff..Guarda Carmela non c’è…peccato …ti avrei mangiato volentieri … “
Le diedi un calcio da sotto il tavolo folgorandola con lo sguardo.

“Allora Cristian portami la mia solita cosacca… amo la pecorina… volevo dire il pecorino … e da bere ho voglia di una birra nera … nera come i capelli della nostra Carmela”

Suonò un cellulare e Carmela si alzò per rispondere, ne approfittai per dire a Miki di darsi una calmata , lei divenne seria.

“ senti un po’…quella è più troia di te , solo che ancora non lo sa .. hai visto.. come ci guarda , anche adesso che è al cellulare “

La guardó un momento mentre era al telefono facendole l’occhiolino .

“ facciamo cosi … facciamo una scommessa… entro questa sera io le infilo la lingua in bocca e lei ci starà.. fidati “

“ si a farmi fare una figura di merda o a prenderti una pizza in faccia “

Bevve un sorso di birra

“Allora alziamo la posta , non solo la bacerò stasera ma entro domenica prossima verrà a letto con me …. Se mi sbaglio sarò la tua schiava per un fine settimana intero….farò tutto quello mi ordinerai di fare…ma se vinco io dovrai essere la schiava di me e Carmela … chi sa quanto piacerà alla nostra troietta repressa sfondare il culo della propria capa con una bottiglia di coca cola “

Guardai Greta che sembrava divertita da quella proposta potenzialmente molto divertente , alla fine lei ci avrebbe guadagnato in ogni caso buttandosi nella mischia, diedi la mano a Miki .

“Inizia a fare stretching al culo tesoro…, ora guarda e lascia lavorare zia Miki sorellina “

Carmela ritornó a sedersi .

“Ce ne hai messo di tempo…. Era la tua ragazza?”

Carmela impiegò qualche secondo a reprimere l’imbarazzo .

“Che peccato, la tua Miki ti avrebbe fatto volentieri una serenata sotto la finestra , ma non sono una guasta famiglie … anche se sono attratta da una come te”

Carmela prese coraggio e le diede una risposta che fece rimanere tutti a bocca aperta

“Io non ho una ragazza al momento, ma accetterei volentieri una serenata da qualcuna purché sappia cantare “

In faccia era rossa rossa ma quella risposta anche se detta quasi a bassa voce e con estrema timidezza, inizió a instillarmi qualche dubbio sulla scommessa che avevo appena fatto .

Dopo la pizza Greta propose di andare a bere qualcosa nel locale di un amico suo dove spesso si fa karaoke e musica dal vivo , la proposta fu prontamente accettata da Miki .

“ cosi avrai la tua serenata… e mentre la nostra Chiara nonché la tua capa paga il conto io e te sfrecceremo verso il luogo della serenata in sella alla mia moto”

Prese Carmela per mano e inizió a correre verso l’uscita, con quella poveretta che faticava a non cadere per terra .

“Il casco per lei psicopatica maledetta “
Si volto facendomi il dito medio , il casco per lei alla fine lo aveva ma da una come Miki ci si può aspettare di tutto , anche sfrecciare nuda .
Pagai il conto e raggiungemmo le due al locale, erano già sedute al tavolo ed avevano già iniziato a bere , preferisco pensare che sia stata io ad andare piano piuttosto che Miki ad andare come una matta in moto , quando cercai spiegazioni in merito Miki rispose con un rutto ma va bene così.
Carmela la guardava ipnotizzata, non sembrava affatto turbata o a disagio nell’avere di fianco a se una psicopatica , comunque ci sedemmo al tavolo e ordinammo da bere, dopo qualche minuto la nostra ospite andò al gabinetto e Miki si alzò, convinte che sarebbe andata dietro a lei , ma quando vedemmo ritornare Carmela da sola capimmo che suo cervello bacato stava architettando qualcosa ,Greta mi indicò il palchetto, Miki era lì microfono in mano pronta a cantare.
Mi avvicinai a Carmela

“ Ecco la tua serenata Carmela “

Partì la musica, Sweet Child O' Mine dei Guns N' Roses , la matta iniziò a cantare e a parte qualche pronuncia non proprio perfetta fu davvero brava, d’altronde non c’era da stupirsi ,Miki è cresciuta a pane , musica e motori .
Carmela la guardava con gli occhi a cuoricino, come in uno di quei cartoni animati anni novanta.



Greta sembrava divertita,mi guardava col suo sorrisetto da stronza come a dire
“non vedo l’ora di vederti sfondare da tutte e due”
Quando Miki tornó al tavolo Carmela le diede un bacio sulla guancia e le disse qualcosa nell’orecchio, continuammo tutti a bere con Carmela che smise di bere coca cola passando alla birra,si scolò tre pinte una dietro l’altra , non era ubriaca ma di sicuro le sue guance rosse ora non erano dovute alla timidezza e alla vergogna, quando uscì fuori a fumare una sigaretta Miki le andò dietro.
“Vado a fumare una sigaretta con lei “

Era giunto il momento anche perché Miki non fuma, dopo una mezz’ora non vedendole tornare andai a cercarle , le trovai vicino la mia macchina e stavano limonando ,Miki la teneva per i fianchi ,Carmela ferma come un baccalà con le braccia penzoloni, pensai che ne stesse approfittando ma quando Miki si staccò Carmela la tirò a sé riprendendo il bacio, io tornai da Greta a raccontargli cosa avevo visto.

Da quel momento e per i giorni successivi non fece altro che prendermi in giro con battute e canzoncine a tema ,non potrò mai dimenticare Miki quando ritornó al tavolo dire
“Chiaretta andresti a prendere una bottiglia di coca cola, la tua Miki e la tua sottoposta hanno tanta sete”

Figlia di una grandissima puttana , mi aveva fregato, la prima parte della scommessa era persa , dovevo solo sperare che quel bacio fosse dovuto all’alcol , non era l’idea “della punizione “ a rodermi il culo ma l’idea di aver perso una scommessa, io non amo perdere.
Comunque la serata finì , una volta fuori Carmela mi abbracciò ringraziandomi per la magnifica serata e mi informò che sarebbe tornata a casa con Miki , cosi mi avrebbe risparmiato lo sbattimento del viaggio, Miki e Greta se la ridevano sotto i baffi….stronze maledette.

Lunedì mattina andai a lavoro un po’ prima, alle otto in punto sentii bussare alla porta del mio ufficio , era Carmela teneva in mano un piccolo fagotto e una confezione regalo , si guardò intorno come a controllare che fossimo da sole.
“Buongiorno signorina Chiara… posso parlare liberamente?”

“Certamente, siamo da sole, dimmi tutto “

“Innanzitutto vorrei ringraziarti per la bellissima serata, non mi sono mai divertita così tanto in vita mia, hai delle amiche stupende “

“Soprattutto Miki…a quanto ho visto “

Diventó rossa

“Ti ho portato i vestiti… li ho già lavati e stirati …. Ah questo è per te un piccolo pensierino… e… in merito alla casa … mio padre… ha detto di si e che possiamo definire la cosa.”

“I vestiti li puoi tenere se vuoi … quanto alla casa definiremo tutto e nel giro di una settimana ti darò le chiavi”
Posó il pacchettino sulla scrivania , ringraziandomi anche per i vestiti e dopo avermi dato un bacio sulla guancia si avvió verso la porta .
“Vado a prendere servizio signorina Chiara, vuole un caffè? Ha bisogno di qualcosa?”
Feci segno di no e lei andò via ,fissai il pacchetto qualche secondo prima di aprirlo, non era nulla di che , un portachiavi a forma di cane husky sul retro riportava un incisione “GRAZIE “, il gesto per quanto semplice fu molto carino .
In pausa pranzo andammo a mangiare in un bar vicino l’ufficio, mi disse che aveva passato il sabato con Miki , che erano state al lago in moto , che Miki era la persona più dolce del mondo e che finalmente il blocco di ammettere a se stessa che le piacevano le donne era sparito grazie a lei , raccontó che aveva avuto rapporti con degli uomini ma che non le era piaciuto, la rabbia di aver perso una scommessa spari , il brutto anatroccolo si stava trasformando in un cigno e anche se questo mi sarebbe costato di diventare una sorta di bambola gonfiabile per un fine settimana ne ero felice, speravo solo che quella ragazza così semplice e graziosa trovasse davvero ciò che cercava .
Le sorrisi arruffandole i capelli.
“Sono davvero felice per te Carmela , ti consiglio solo di prenderti tutto il tempo che serve e di fare ordine nella tua vita, a prescindere di come andrà con Miki…ok”

Mercoledì sera: io e Greta eravamo dentro la vasca a fare un bagno rigenerante dopo aver fatto l’amore , messaggio su whatsapp da parte di Miki a tutte e due, Greta aprì il messaggio, un paio di mutandine, giró il telefono per farmi vedere.
“Non capisco che significa?”

“Significa che devo davvero iniziare ad allenare il culo… quella stronza di Miki ci è riuscita, quelle sono le mutandine che ho dato venerdì a Carmela “

Scoppió a ridere .

“Povero amore mio…. Anche se la cosa che ti brucerà di più non sarà il tuo culo ma il tuo orgoglio “

Mi buttai tra le sue tette come a cercare conforto

“ vi odioo , siete troppo cattive “

Arrivó un altro messaggio , erano loro sdraiate sul letto completamente nude e a giudicare dalle facce anche appagate , arrivò un vocale , era Carmela “ Miki dice se preferisci la pepsi o la coca cola , ma non so cosa voglia dire “

Le risposi di farselo spiegare da lei , non arrivarono altri messaggi ma già immaginavo Miki ridersela di brutto e pregustarsi già la scena di vedere me a quattro zampe con un collare prima di essere penetrata anche nelle orecchie , magari non ci sarebbe stata anche Carmela ma conoscendo Miki avrebbe trovato il modo per renderla partecipe e felice di spellarmi il culo .
Una cosa era certa nei giorni successivi sembrava di lavorare con un’altra persona,Carmela pur conservando la sua professionalità e serietà sul lavoro aveva perso quasi del tutto la sua timidezza, era diventata una ragazza solare , allegra e molto più sicura di sé, aveva cambiato il suo look e pur non diventando mai appariscente ne tantomeno volgare era molto sexy e attraente , gli uomini iniziarono a guardarla e a provarci ma lei non sembrava interessata,Clara vedendo la metamorfosi inizió guardarla in modo diverso , ne era attratta e Carmela non sembrava affatto schifata ,anzi .
Tra me e me pensai che Miki avesse ragione quando disse “questa è più troia di te” essendo che ancora non c’era stata occasione di stare da soli , tra me e lei non ci furono atteggiamenti sopra le righe e francamente non le andai a cercare, tanto ormai il mio destino era segnato, prima o poi il conto mi sarebbe stato servito e avrei dovuto pagare la scommessa persa.
Nel giro di dieci giorni, Carmela comprò la mia casa e andò subito a viverci e io andai da Greta , dar via quella casa è stata una liberazione, ora solo finalmente libera da qualsiasi legame con la mia famiglia, sono libera e felice .
Per festeggiare Carmela ci invitó a casa sua il primo sabato successivo il rogito, io , Greta,Miki e ovviamente la nuova padrona di quel trilocale dove ho passato gioie e dolori, guardavo le pareti senza le mie foto , le mie maschere e le varie cianfrusaglie, ebbi uno strano effetto.
Stappammo una bottiglia e Carmela prese la parola.
“Non immaginate la mia felicità in questo momento, la prima che voglio ringraziare è la signorina Chiara qui presente… una capa bravissima, buona e… molto sexy… ahah grazie per la casa e avermi spinto a credere di più in me”
Si avvicinò e mi diede un casto bacio sulle labbra.
“La seconda persona che voglio ringraziare è Greta … perché anche tu hai contribuito a tutto questo… Miki mi ha detto tutto…anche della scommessa ”

Si avvicinò a Greta dandole un bacio come aveva fatto con me

“Per ultima ma non meno importante ringrazio , la piccola , dolce e matta Miki , la ragazza che mi ha convinto del tutto a credere in me e di non aver paura di essere ció che sono”
A Miki diede un bacio tutt’altro che casto .
“Ora festeggiamo,basta con questo momento di smielata dolcezza”
Una cosa è certa se un giorno Carmela dovesse essere licenziata (spero mai) potrebbe aprire un ristorante perché è una cuoca eccezionale anche se con poco senso della misura, praticamente aveva cucinato per quaranta persone.

Di punto in bianco Miki chiese se durante il trasloco avessi portato via anche la mia assortita collezione di video di porno estremi .
“Certo che li ho portati via ma sono sicura che una buona parte dei video li avesse anche lei sul suo cellulare “

“Sii che li ho , pensa che c’è anche quello della dipendente che fista la sua titolare… un momento come si chiama…. La scommessa persa … o qualcosa del genere “

Guardai i presenti che scoppiarono a ridere.

“Siete delle merde …. Carmela sappi che mi stai deludendo “

Lei venne ad abbracciarmi .
“Lo so che non è vero “

“Vai via ruffiana o ti farò trasferire in Cina … comunque… pagherò il mio debito, ditemi dove e quando “












scritto il
2023-11-29
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